FUNERAL THATCHER: ESCLUSO IL BANANA (DENTRO MONTI), NON INVITATA LA PRESIDENTA ARGENTINA CRISTINA KIRCHNER

1. NIENTE FUNERALE DELLA THATCHER PER SILVIO
Caterina Soffici per "Il Fatto Quotidiano"

Ha fatto i salti mortali per entrare nella prestigiosa lista dei 2300 "invitati" al funerale di Margaret Thatcher. Ma non c'è stato niente da fare per il povero Silvio. Questa volta non potrà sfoggiare il suo parrucchino posticcio e gli occhiali scuri tra i grandi del mondo. Niente pacche sulle spalle e ganassate davanti alla Regina.

Da Palazzo Grazioli le telefonate all'ambasciata italiana a Londra sono state numerose e insistenti. Si è mosso perfino Gianni Letta in persona, l'eminenza grigia del Cavaliere che ha le chiavi per aprire parecchie porte e portoni in Italia. Non il portoncino nero del No. 10 di Downing Street però. Perché sulle rive del Tamigi Silvio Berlusconi non è personaggio gradito.

E se gli italiani hanno la memoria corta e uno su tre continua a votarlo, all'estero il Bunga Bunga, il Rubygate e le altre storie ben note di corruzione e malaffare non le dimenticano facilmente. In rappresentanza dell'Italia basta e avanza Mario Monti, nella doppia veste di Presidente del Consiglio e di ministro degli Esteri ad interim. Per Berlusconi un diniego molto felpato, in vero stile british. La versione ufficiale è che a ogni nazione spetta solo un posto nel ristretto spazio della Cattedrale di St Paul's, dove mercoledì prossimo sarà dato l'ultimo addio al feretro della ex Lady di Ferro.

Una scusa pietosa, basta sfogliare le prime anticipazioni della lista che sarà resa pubblica oggi nella versione definitiva e ufficiale, per capire che lo spazio per gli ospiti graditi c'è, dallo scrittore Frederick Forsyth all'attrice Joan Collins.

La lista è stata stilata dal governo inglese, vagliata dal cerimoniale, sottoposta e approvata dalla famiglia Thatcher. Invitati tutti gli ex primi ministri inglesi e gli ex presidenti americani e l'ex segretario di Stato Hillary Clinton. Nancy Reagan, vedova di Ronald, non ci sarà perché troppo debole per poter viaggiare e lo stesso vale per Gorbaciov, assente per problemi di salute.

Ci sarà la Regina e questo è un avvenimento storico perché dal 1965, anno della dipartita di Winston Churchill, la sovrana non ha mai più partecipato al funerale di un politico inglese. Nella carrellata dei sopravvissuti l'invito è stato esteso a tutti gli ex membri del governo Thatcher, ai ministri attuali e a tutti i leader laburisti: Kinnock, il suo acerrimo nemico, non andrà perché impegnato in un altro funerale, mentre i suoi successori Tony Blair, Gordon Brown e Ed Miliband hanno confermato la loro presenza. Niente invito per la presidenta argentina Cristina Kirchner (la ferita delle Falklands è ancora aperta), mentre ci saranno i veterani di guerra.

Invitato anche un rappresentante di Nelson Mandela (che la Thatcher definì un "terrorista") e De Klerk, l'ultimo presidente del Sudafrica ai tempi dell'apartheid.

Un funerale comunque discusso e ad alto rischio di disordini, mentre non si placano le polemiche sull'opportunità di spendere soldi pubblici per onori a un personaggio che metà della nazione detesta.


2. FUNERALI DI MARGARET THATCHER, LA KIRCHNER NON È INVITATA
Dal "Corriere della Sera"

La presidente dell'Argentina è la grande esclusa ai funerali di Margaret Thatcher. Per espressa richiesta dei figli della statista britannica, Cristina Kirchner non compare nell'elenco degli invitati alle esequie della Lady di ferro.

La rivalità con il Paese sudamericano risale ai tempi della guerra delle Falkland, quando la Thatcher spedì il suo esercito a riconquistare le isole invase dalle truppe del regime argentino. L'arcipelago è tuttora conteso e la Kirchner continua ad accusare i britannici di essere degli «usurpatori».

La risposta di Buenos Aires al mancato invito non si è fatta attendere: è una «ennesima provocazione» senza alcuna conseguenza, poiché la presidente «non pensava di andarci comunque», ha reagito il ministro degli Esteri argentino, Héctor Timerman.

Per motivi di salute invece mancheranno l'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl e l'ex leader sovietico, Mikhail Gorbaciov, grande alleato della Lady di ferro. Anche Nancy Reagan non ci sarà, perché troppo debole.

L'elenco degli invitati alla cerimonia funebre è lunghissimo: oltre 2.000 persone sono attese nella cattedrale di St. Paul. Tutti dovranno attenersi a un rigido «dress code», che prevede abiti e cravatte scure e permette di portare medaglie e decorazioni.


3. LO SCHIAFFO DI MAGGIE: KIRCHNER ESCLUSA DAI FUNERALI

Da "Il Giornale"

Gli invitati sono già duemila, ma a pesare è soprattutto il nome della grande esclusa. La presiden¬te argentina Cristina Fernandez de Kirchner, per esplicito volere della famiglia Thatcher, non è sta¬ta invitata ai funerali dell'ex pre¬mier britannica che si terranno mercoledì a Londra, nella catte¬drale di Saint Paul. Tra gli ospiti chiamati ad affollare i banchi, un mix di politici e vip:ci sono i mini¬stri dell'attuale governo e di quel¬li guidati dalla Thatcher quando era capo del governo, tutti gli ex premier britannici, il leader del Labour, Ed Miliband.

Fra i perso¬naggi famosi si contano il compo¬sitore Lord Lloyd Webber e lo scrittore Frederick Forsyth. E poi ancora gli ex presidenti america¬ni ancora in vita, oltre a un rappre¬sentante della famiglia Reagan. Non solo. «Circa 200 Stati, territo¬ri e organizzazioni internaziona¬li sono stati invitati a mandare un rappresentante ufficiale», ha fat¬to ¬sapere l'ufficio del premier Da¬vid Cameron precisando che la li¬sta è stata «compilata da rappre¬sentanti e familiari di Lady Tha¬tcher, con l'aiuto del governo e del partito conservatore».

Ma la Kirchner no. Al contrario,a porta¬re la bara della Lady di Ferro all'in¬terno della cattedrale saranno proprio esponenti dell'esercito, della marina e dell'aviazione che combatterono nelle Falkland nel 1982. È la prova che trentuno an¬ni dopo la guerra delle isole Falk¬land, le Malvinas per gli argenti¬ni, la questione non è affatto risol¬ta e ancora scalda gli animi. Pro¬prio la Kirchner nei mesi scorsi aveva riacceso i riflettori sulle iso¬le contese, reclamandone nuova¬mente il possesso.

Il capo della diplomazia argenti¬na, parlando in un'intervista ra¬diofonica, ha risposto tra il mene¬freghista e il piccato: «Cosa me ne può importare se non mi invita¬no a un posto dove comunque non pensavo di andare?». E anco¬ra, in merito alla possibilità, riferi¬ta dai media britannici, che la ca¬pitale delle isole Falkland ( Malvi¬nas per l'Argentina) sia ribattez¬zata Port Margaret, al posto di Port Stanley: «Non mi importa se vogliono chiamarla Porto Marga¬ret, Margaita o Margarona: l'Ar¬gentina e le Nazioni Unite non lo riconoscono».


«Nessuna delle misure che pren¬de il Regno Unito sul tema delle Malvinas è accettata dall'Onu, e si tratta comunque di una viola¬zione di tutte le risoluzione Onu», ha detto il ministro degli Esteri argentino, secondo il qua¬le Londra «continua a violare riso¬luzioni dell'Onu, per poi usare le stesse risoluzione per andare a bombardare altri paesi».


Alla cerimonia parteciperà un rappresentante della famiglia di Ronald Reagan al posto di Nancy, vedova dell'ex presidente Usa, troppo debole per viaggiare. Non ci sarà l'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov, anche lui as¬sente per problemi di salute. Fuo¬ri anche Lord Kinnock, l'ex lea¬der laburista, storico avversario della Thatcher negli anni Ottan¬ta. Alle esequie prenderanno par¬te la regina, che per la prima volta dalla morte di Churchill renderà omaggio a un premier defunto, e il principe Filippo.

 

BERLUSCONI CON ALLE SPALLE MERKEL E CAMERON AL G VENTI DI CANNES jpegMargaret Thatcher christina kirchner angela merkel lapisole Falklandla guerra per le isole falkland Monti - Cameron

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO