GIAPPONE, IL BELLO DI AVERE UNA BANCA CENTRALE: STAMPARE DENARO!

Stefano Carrer per il "Sole 24 Ore"

La Banca centrale che fu pioniera del QE (quantitative easing) torna a scrivere la storia lanciando il QQE (quantitative and qualitative easing). Nel severo edificio della Nippon Ginko a Nihombashi è andata in scena una rivoluzione: il primo board presieduto dal nuovo governatore Haruhiko Kuroda ha accantonato ogni preoccupazione sul debito e la credibilità a lungo termine per lanciare uno stimolo monetario all'economia equivalente a 1.400 miliardi di dollari, in meno di due anni, nel Paese industriale a più alto indebitamento (rispetto al Pil) del mondo.

Criticata per un decennio per fare le cose "too little, too late", la Bank of Japan (BoJ) ha deciso di agire in modo "fast and furious" (definizione di un autorevole analista) che ha sorpreso e anzi scioccato i mercati. Al "lascia o raddoppia" della lotta alla deflazione, Kuroda ha deciso di raddoppiare su tutta la linea: entro la fine del 2014 sarà di dimensioni doppie sia la base monetaria, sia il balance sheet dell'istituto centrale, principalmente attraverso il raddoppio degli acquisti di titoli pubblici (e della loro durata residua media) e anche di strumenti finanziari privati rischiosi come gli Etf. Tutti i tabù sono caduti.

L'istituto, che non andava oltre lo shopping di bond triennali, ora si comprerà persino i Jgb a quarant'anni. Il sacro benchmark della vecchia politica monetaria, ossia l'overnight call rate, viene dichiarato inutile: il target di riferimento della BoJ sarà, al suo posto, l'intera base monetaria.

Quella stessa rigida istituzione che nel 2001 aveva introdotto la "regola delle banconote" al fine esplicito di tutelare la credibilità propria e quella dello yen dichiara che sfonderà alla grande questa limitazione che si era autoimposta, sia pure temporaneamente: l'ammontare dei titoli di Stato nel portafoglio della banca centrale non sarà più contenuto entro il volume delle banconote di circolazione (considerate liabilities a lungo termine), ma lo supererà di oltre tre volte a fine 2014 arrivando a 290mila miliardi di yen (contro 90mila miliardi di yen in biglietti di banca circolanti).

Al briefing per la stampa estera, il funzionario della BoJ non mostrava neanche imbarazzo nel cercare di spiegare il perché di una decisione unanime presa da un board la cui maggioranza (6 su 9 membri) aveva pure avallato - sotto la precedente gestione dell'ex governatore Masaaki Shirakawa - un approccio opposto improntato alla prudenza.

Se Shirakawa, con evidente malavoglia, aveva accettato su pressioni del governo il target di inflazione del 2% come qualcosa a cui tendere, ieri il comunicato è stato categorico: «La banca raggiungerà» (non più: «tenderà a conseguire») l'obiettivo «nell'arco di circa 2 anni» (altra novità assoluta: l'impegno temporale) e per di più manterrà la politica ultra-espansiva finché il rialzo annuo dei prezzi al consumo sarà del 2% in modo sostenibile (ovvero sostanzialmente permanente).

Il bello è che queste misure straordinarie sono state varate non nel segno dell'emergenza, ma quando il Paese è già uscito dalla recessione, tanto che la stessa BoJ sottolinea che «l'economia giapponese ha smesso di indebolirsi e ha mostrato alcuni segnali di ripresa». È il sistema-Paese che ha deciso di agire di concerto per il successo dell'Abeconomia (l'insieme delle politiche promosse dal nuovo premier Shinzo Abe), di cui la leva monetaria è il primo pilastro (seguito da stimoli fiscali e promesse di riforme incisive).

La reazione dei mercati è stata di benedizione al nuovo corso: la Borsa di Tokyo, che perdeva il 2%, ha chiuso in rialzo del 2,2%, mentre lo yen è tornato a indebolirsi a buon auspicio della competitività internazionale delle imprese nipponiche.

Il messaggio che filtra sulle finalità della BoJ nel promettere uno shopping compulsivo (non solo di titoli di Stato ma anche di Etf e fondi immobiliari) è nel segno dell'ambizione: si ha fiducia che sarà incoraggiato un declino dei tassi a lungo e un abbassamento del premio di rischio sui prezzi degli asset, per far sì che le istituzioni finanziarie private riposizionino i loro portafogli con meno titoli pubblici e più prestiti alle imprese e più attività di rischio legate all'economia reale; il tutto nel quadro di un cambiamento drastico nelle aspettative degli operatori di mercato e di tutte le entità economiche, consumatori compresi.

Rischio di bolle finanziarie o di perdite di credibilità delle istituzioni? La risposta di Kuroda è stata quella di pensare più ai potenziali benefìci del nuovo corso che ai possibili pericoli: anziché rincorrere mugugnando e a piccoli passi affannati la politica espansiva della Federal Reserve, lui ha preferito scavalcarla mettendo subito tutte le carte a sue disposizione sul tavolo dei mercati.

 

GIAPPONE HARUHIKO KURODA GOVERNATORE DELLA BANCA CENTRALE DEL GIAPPONE

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....