PER DISTOGLIERE LE ATTENZIONI DALLE EPURAZIONI NEL M5S, BEPPEMAO ATTACCA A TESTA BASSA L’EXPO DI MILANO: “È LA NUOVA TAV, CI SONO OPERE INUTILI, COSTI SPROPOSITATI E INTERESSI MALAVITOSI” E POI INCORONA L’EREDE DI BATTISTA: “MI RIVEDO IN LUI”

1 - «EXPO PUÒ ESSERE LA NUOVA TAV». IL LEADER: «VEDIAMO I LAVORI, È TUTTO TROPPO OPACO»
Emanuele Buzzi e Massimo Rebotti per il "Corriere della Sera"

Beppe Grillo è sulla soglia, sta per entrare da «Spy hair», un parrucchiere nel centro di Milano. Si trattiene a parlare con un paio di passanti - di Renzi, tasse ed Europa - mentre il gestore del locale, che gli taglia i capelli da vent'anni, lo aspetta con un sorriso. Renato simpatizza per il Movimento 5 Stelle e da lui viene spesso anche la moglie del leader Parvin Tadjk: lei, più assidua, si presenta una volta al mese, mentre lui «l'ultima volta che si è visto in negozio è stato quando hanno eletto Pisapia sindaco».

Grillo è a Milano per un'iniziativa su Expo organizzata per oggi dai Cinquestelle. Sull'Esposizione universale del 2015 la posizione del Movimento è di totale sfiducia: sul blog si parla di «opere inutili, costi spropositati e interessi malavitosi».

E allora cosa andrete a fare nei luoghi dove ci sarà l'Esposizione universale?
«Andremo a vedere come vengono spesi i soldi dei cittadini».

Qualcuno tra i Cinquestelle paragona Expo alla Tav.
«Eh, sì. Il rischio che diventi come la Tav c'è. Invece Expo avrebbe dovuto essere diffusa sul territorio e non chiusa dentro agli stand: dicono che ci saranno venti milioni di visitato ri.. . mah ».

Parla di Expo come di un'occasione perduta. E invece ci deve ancora essere.
«Expo poteva avere un'anima ma non ce l'ha: è opaco, con aziende già estromesse, appalti al massimo ribasso...».

Mentre Grillo si trattiene e il parrucchiere aspetta, una ragazza prende il telefono: «Ho qui davanti il tuo mito, non ci puoi credere». I dipendenti del locale invece restano concentrati sulle chiome degli altri clienti.

Renato, il titolare, precisa che Grillo come parrucchiere «si fida solo di lui». E durante le assenze dal suo negozio a spuntargli i capelli ci hanno pensato «alcuni ragazzi del movimento», un «taglio-casino» lo chiama lui. Ieri invece il leader cinquestelle è tornato da un professionista. E il taglio sarà quello di sempre: leggero, «a cespuglio», asciugati indietro, «un po' gonfi verso l'alto», quasi cotonati. Prima che la porta si chiuda l'ultima domanda è su Renzi che ha detto di puntare alla conquista di una parte dell'elettorato cinquestelle: « Poverino - risponde sovrastando il ronzio dei phon - ormai si comporta come Totò e Peppino».

Nel pomeriggio la scena si sposta alla sede della Casaleggio Associati dietro a piazza della Scala, in pieno centro, per un vertice sulle strategie e l'organizzazione per le prossime Europee. Con i due leader c'è un folto gruppo di parlamentari, i fedelissimi al completo. La riunione dura tre ore e al termine senatori e deputati escono alla spicciolata. Grillo si affaccia per ultimo, va nel cortile, poi si ferma nell'androne: scherza e glissa.

Di cosa ha discusso con i parlamentari ?
«Strategie» risponde con mimica ironica e voce sommessa.

Ma per la giornata su Expo ci dobbiamo aspettare qualcosa di particolare?
«Con me ci saranno 70 parlamentari»

Ha criticato ancora Renzi.
«Renzi? È come Gatto Silvestro»

In che senso? Ci potrebbero essere convergenze, per esempio sui tagli alle pensioni d'oro?
«Il punto è che lui non è più credibile. Ci giochiamo tutto sulla credibilità, in questa campagna elettorale diciamo tutti le stesse cose . Le persone devono capire chi è credibile e chi non lo è. Noi con il nostro lavoro abbiamo costretto il Parlamento a essere un'altra cosa, ha perso la sua finta sacralità. Se ci saranno poi delle proposte, le verificheremo in Aula e se sono giuste, le appoggeremo».

Domenica scorsa a Siena ha parlato di euro e lira?
«Il discorso non è l'euro. È che noi andiamo lì a Bruxelles facendo delle proposte sul Fiscal compact, sullo spalmarsi il debito... Se non le accetteranno, andremo a un referendum consultivo e usciremo dall'euro. Ormai l'Europa si chiama Unione non è una comunità, io voglio che torni a essere una comunità».

Ha parlato di Alessandro Di Battista come suo erede.
«Sì, ha delle qualità straordinarie. Lui è uno che funziona sul palco, altri funzionano in televisione. Io rivedo in lui quello che potevo essere con trent'anni di meno. Ha i tempi, ha tutto. Ma ce ne sono anche altri: Di Maio, per esempio, è un Casaleggio senza i capelli».

2 - GRILLO DA CASALEGGIO CON I FEDELISSIMI
E. Bu. Per il "Corriere della Sera"

L'appuntamento è per il primo pomeriggio. La via, angusta, è in silenzio. Il riserbo è d'obbligo, anche se la pattuglia degli interessati è piuttosto nutrita. Ci sono tutti i pezzi da novanta del Movimento: da Paola Taverna a Roberta Lombardi, da Roberto Fico a Luigi Di Maio, da Alessandro Di Battista a Riccardo Nuti.

Oltre una ventina, capigruppo compresi. I fedelissimi al completo, insomma. Si fermano, trolley in mano, a prendere un caffè al bar a fianco del palazzo dove si trova la sede della Casaleggio Associati. Poi entrano, compatti. Arriva anche Vito Crimi quando l'incontro è iniziato da poco. Li aspettano i due leader per un vertice sull'organizzazione della campagna elettorale e per stabilire i prossimi passi in Parlamento.

Tre ore fitte di colloquio. E un po' anche di lezione. Grillo arringa le sue truppe, spiega loro «i trucchetti da palco», come rivelano fonti vicine ai Cinque Stelle. Racconta come coinvolgere il pubblico e come gestire eventuali disturbatori. Parallelamente si mette a punto il piano per la campagna elettorale, per coprire quanti più Comuni possibili. Il Movimento cerca il contatto con la base.

E corre sul doppio filo di Amministrative ed Europee. Le liste certificate in corsa saranno oltre 400. Grillo sarà impegnato in una serie di comizi, ma lo sforzo maggiore stavolta ricadrà sui parlamentari. Nel summit è stato toccato anche il tema delle riforme proposte da Matteo Renzi. L'idea è quella di sviluppare la discussione sul blog - esattamente come successo per la legge elettorale - con spiegazioni sui diversi temi (Titolo V, riforma del Senato, etc..) - per poi far scegliere alla base il comportamento da tenere in Aula. I primi parlamentari se ne vanno. Grillo si affaccia dalla finestra, scherza.

«È molto concentrato sul suo prossimo tour teatrale», dicono. Le tempeste interne «non sono state affrontate». «Siamo sereni», commentano i Cinque Stelle all'uscita. In serata il leader li raggiunge per un aperitivo con i consiglieri lombardi del Movimento, in vista dell'appuntamento di oggi ai cantieri di Expo.

Grillo guiderà una delegazione di ottanta esponenti pentastellati a ispezionare i cantieri. Sul blog, intanto, il capo politico dei Cinque Stelle attacca di nuovo il presidente del Consiglio. Matteo Renzi per Grillo è come «Achille Lauro che per diventare sindaco di Napoli regalò ai potenziali elettori una scarpa. Con la promessa di dare la seconda se fosse stato eletto. Gli 80 euro di Renzie sono peggio. Lui almeno una scarpa prima delle elezioni l'ha data».

I toni da campagna elettorale, insomma, ci sono già tutti. Prosegue intanto la polemica interna con Bartolomeo Pepe, che su Facebook scrive una lettera aperta a Casaleggio. «Le mie azioni parlano per me e io non avrei bisogno di difendermi», spiega. E accusa: «Quello che chiedo sono regole certe e immodificabili per il funzionamento dei gruppi parlamentari. I processi sommari, le espulsioni decretate direttamente contro il regolamento o, infine, le votazioni per la scelta dei componenti di una commissione che vengono annullate o confermate a seconda del risultato: sono modi distruttivi e non conformi agli obiettivi e ai valori del Movimento, e io li combatterò apertamente».

 

 

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