di maio salvini berlusconi

“A SALVINI AVEVO CHIESTO UNA SOLA COSA…” – LA RABBIA DI BERLUSCONI PER LA DELEGA SULLE TELECOMUNICAZIONI A DI MAIO: “ORA QUELLO, SE POTRA’, CI FARA’ CHIUDERE LE TELEVISIONI” - PER IL CAVALIERE QUESTA È LA PROVA DEL 'TRADIMENTO' DI SALVINI- QUELLA FRASE A CONTE SUL LEADER LEGHISTA…

Francesco Verderami per il Corriere della Sera

 

salvini berlusconi

«Gli avevo chiesto solo una cosa... Adesso quello se potrà ci farà chiudere le televisioni». Il tono millenarista di Berlusconi sulle sorti di Mediaset accompagna la sequenza di epiteti verso Salvini, reo di non aver tenuto la parola sul tema di governo che al Cavaliere premeva (e preme) più di ogni altra cosa: la delega sulle Telecomunicazioni, che in base ai patti stipulati tra i due alleati di centrodestra sarebbe dovuta andare a un esponente leghista.

 

Così aveva assicurato solo qualche giorno fa il sottosegretario alla presidenza Giorgetti, nel corso di una telefonata con la senatrice azzurra Ronzulli. E invece per Berlusconi si è materializzato il peggiore degli incubi.

 

silvio berlusconi licia ronzulli

La sua descrizione del Biscione che finisce  soffocato dalle norme punitive di Di Maio è una forma di difesa preventiva, un modo per prepararsi a denunciare un conflitto d' interessi del capo grillino, se davvero il ministro per lo Sviluppo economico decidesse di accanirsi contro l' azienda dello storico avversario politico.

 

Per il Cavaliere inoltre questa è la prova del «tradimento» di Salvini, la dimostrazione che il segretario della Lega non lo considera più un partner strategico, che nei suoi piani il destino di Forza Italia è di essere annessa o al più ridotta a un ruolo ancillare. Altrimenti - questa è la tesi - Salvini si sarebbe speso nella trattativa con l' altro vicepremier, pur di onorare l' accordo con l' alleato.

 

berlusconi

Ma l' alleanza di centrodestra si è rotta da tempo, e ormai non regge più neppure la narrativa deamicisiana di Salvini, che dice di tenere sempre un filo diretto con Berlusconi. In realtà le relazioni si sono rarefatte e sono mediate, e certo al Cavaliere non può bastare l' estrema garanzia che gli è stata riferita, e cioè che «Di Maio avrà la delega ma poi tutto verrà affidato ai tecnici del ministero». Non sarà così. Perché proprio sulle Tlc il capo dei grillini dovrà dar prova del «cambiamento» anzitutto all' ala movimentista dei Cinquestelle.

 

E infatti il nodo delle Telecomunicazioni è stato il passaggio più delicato nella trattativa a palazzo Chigi. Questa delega per Di Maio aveva più rilevanza della presidenza del Consiglio, non solo simbolicamente: «Le pressioni sono state fortissime», ammette un autorevole dirigente pentastellato.

 

salvini di maio berlusconi

Lo avevano intuito anche sul fronte opposto. Raccontano che venerdì il presidente di Mediaset Confalonieri sia andato su tutte le furie dopo la lettura sul Fatto dell' editoriale di Travaglio, al punto che meditava di querelare per alcuni passaggi ritenuti «calunniosi». In coda al pezzo c' era poi una frase che è stata considerata un vero e proprio avvertimento a Di Maio: se la delega alle Telecomunicazioni fosse affidata a un «finto-leghista che Berlusconi indicherà, o magari ha già indicato, sarebbe l' ultima truffa». Il capo del Movimento in questa fase può assorbire l' urto delle critiche sulla linea del governo, può reggere l' accusa di essere finito al traino di Salvini: c' è sempre tempo per imporre in futuro la propria agenda.

 

Ciò che Di Maio non si può permettere è di venire additato per aver anche solo indirettamente agevolato il Cavaliere: il marchio dell'«inciucio» lo delegittimerebbe agli occhi del popolo grillino. E non c' è dubbio che il problema abbia fatto da sfondo alla trattativa con Salvini: per questo Di Maio ha voluto per sé la delega alle Tlc. L' argomento è stato affrontato al tradizionale pranzo di Arcore del lunedì: il timore - condiviso alla tavola del Cavaliere - è che per contrastare mediaticamente Salvini, i Cinquestelle muoveranno sui temi della giustizia e delle telecomunicazioni.

BERLUSCONI DI MAIO

 

«Silvio - ha detto Confalonieri a Berlusconi -, politicamente muoviti come meglio credi. L' azienda farà l' azienda, non ha nulla da temere».

 

Se potesse, Berlusconi griderebbe in pubblico quel che ha sussurrato al premier Conte quando l' ha conosciuto: «...Che poi Di Maio non avrà studiato, ma si vede che è un ragazzo intelligente. Quell' altro invece...». L' altro sarebbe il suo alleato.

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALEBERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLAsalvini berlusconi di maioBERLUSCONI TRA I LEADER DEL PPE A SOFIA

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....