IO SPERIAMO CHE ME LA CAV – BERLUSCONI TORNA ATTACCARE I GIUDICI (‘UNA MAFIA CHE DECIDE SU DI ME’) E I COMUNISTI – NO ALLE NOZZE: ‘TROPPO VECCHIO’. MA LA CARNE E’ DEBOLE ED INVITA AD ARCORE UNA MODELLA: ‘TI FACCIO FARE UN PROVINO’

1. BERLUSCONI: UNA MAFIA DI GIUDICI DECIDE SU DI ME
Andrea Garibaldi per ‘Il Corriere della Sera'

Berlusconi torna in una sede del Senato, centotrenta giorni dopo la «decadenza» per condanna definitiva. Torna per presentare un libro sugli orrori del comunismo albanese, un libro che «non mi ha fatto dormire».

In questo stesso giorno, un video pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano mostra Berlusconi che incontra esponenti del suo partito in Basilicata e dice: «Sto davvero vivendo il momento più brutto della mia vita perché dopo aver lottato vent'anni e passa per la libertà, sono qui a dipendere da una mafia di giudici che il 10 aprile mi diranno se devo andare in galera, se mi mettono agli arresti domiciliari, se mi mandano a fare non so che servizio sociale». La presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ha risposto: «È un'inaccettabile cortocircuito nell'uso delle parole: la mafia prospera nell'illegalità, non può essere accostata a chi è chiamato a far rispettare la legge».

Al Senato, fra gli affreschi cinquecenteschi della Sala Zuccari, il rientro temporaneo di Berlusconi è una sorta di gran gala. Ci sono parlamentari come Minzolini, Romani, Razzi, Paola Pelino, Nitto Palma, Scilipoti. Il moderatore Alessandro Sallusti dà «il benvenuto in un'aula del Senato al presidente Silvio Berlusconi» e tutti si alzano in piedi ad applaudire, per qualche minuto. Alla fine il sindaco di una città albanese con fascia rossa e nera gli consegna un premio nazionale intitolato a Padre Zef Pllumi, vittima del comunismo di Enver Hoxha e Berlusconi ringraziando, dice: «Non sono abituato a ricevere premi, ma sentenze di condanna». Berlusconi è soddisfatto degli applausi, ma chiede al moderatore di non sottolineare troppo la sua rinnovata presenza in Senato.

Il libro al centro del dibattito si chiama «Il sangue di Abele. Vivi per testimoniare» (Diana Edizioni) e racconta proprio la storia di Padre Pllumi, francescano torturato nei gulag albanesi. Berlusconi ha scritto la prefazione al volume, curato da Keda Kaceli. Il leader di Forza Italia ricorda che sedici anni fa fece pubblicare da Mondadori «Il libro nero del comunismo», ricorda «i 100 milioni di vittime dello stalinismo».

Il comunismo - continua - «non è solo ideologia, ma malattia, follia. I massacri e le torture raccontate in questo libro non possono che essere prodotte da menti malate. Una donna rinchiusa in un sacco con gatti affamati e poi il sacco preso a calci dai torturatori. Un uomo rinchiuso in una botte da vino con altri due. Un altro uomo lasciato su un albero al freddo e senza mangiare...».

L'Italia, afferma Berlusconi, «ha avuto il più forte Partito comunista d'Occidente, che voleva prendere il potere con una rivoluzione armata ma fu impedita da Stalin. Ciò non impedì al Pci di occupare il potere nelle scuole, nelle università, nelle case editrici, nei giornali, nella giustizia, nella cultura». Domanda Sallusti: ora, presidente, c'è uno spiraglio per il dialogo con una sinistra non comunista? Berlusconi: «Non so dire, vediamo se la sinistra italiana saprà trasformarsi in un partito socialdemocratico».

Alla fine, lunghi festeggiamenti. Si avvicina a Berlusconi una giovane modella, Susanna Canzian. Berlusconi la invita ad Arcore: «Ti faccio fare un provino». Accanto a lei, è vigile il fidanzato, giovane imprenditore milanese-monegasco, Stefano Vigenzone Toniolo. Chiede qualcuno: presidente, si sposa con Francesca Pascale? «No, sono troppo vecchio». E vende il Milan? «No, no, no».

2. BERLUSCONI: NON MI SPOSO, SONO VECCHIO. MA POI INVITA SUSANNA CANZIAN AD ARCORE
Mario Ajello per ‘Il Messaggero'

Silvio Berlusconi si sposa o non si sposa? Forse sì, anche se lui dice di no. Ieri il Cavaliere ha negato platealmente l'eventualità delle nozze con Francesca Pascale. Gelando le speranze della ragazza. La quale, per sua stessa ammissione, è abituata a farsi dire sempre di sì da Silvio ma in questo caso Silvio le ha detto «non si può». «No, sono troppo vecchio...». Ecco la replica dell'ex premier a chi gli ha chiesto se pensa di sposarsi. Un no vero? O un no diplomatico per non fare arrabbiare i figli, specialmente i tre che ha avuto con Veronica Lario i quali temono brutte sorprese in materia di eredità?

L'eventualità delle nozze con Francesca non è stata presa bene - così si racconta - nell'ambiente familiare del Cavaliere, ma quel che conta a questo punto è altro: il no pubblico alle nozze con Francesca coincide - sarà un caso - con il ritorno di Silvio in veste da conquistatore, con il revival di un format che abbiamo visto e rivisto in questi anni e sempre - i moralisti ci perdonino - con un certo gusto.

Il format è quello del Cavaliere che va a caccia. Ieri Berlusconi è andato in Senato a presentare il libro sulle persecuzioni dei comunisti ai danni dei cattolici in Albania - titolo: "Il sangue di Abele" - ma né il niet al matrimonio, né i tanti albanesi presenti nella Sala Zuccari che gli hanno parlato male del comunismo (mandandolo, questa volta sí, davvero a nozze), né la presunta delusione della Pascale parevano al centro del suo interesse.

Dove svettava, invece, in tutta la sua grande bellezza Susanna. Chi? Una ragazza, graziosa, molto graziosa, una morona, già candidata velina, accompagnata dal fidanzato ma non fa niente, munita di tacco 15 che la rendeva alta più del doppio del Cavaliere. Silvio vede Susanna e quasi sviene. «Vieni ad Arcore con me», le dice l'anziano cacciatore.

Lei fa la modella, ed ha anche un parente famoso: è nipote di Red Canzian, il bassista dei Pooh, autore di canzoni celeberrime, e però Susanna Canzian, vestita con jeans neri attillatissimi, una coda di cavallo sontuosa in un insieme irresistibile con tanto di viso da cerbiatta, ha con sé il fidanzato. Il quale si rivela, a sorpresa, uomo di mondo. «Susanna può andare ad Arcore da Berlusconi», racconta lui: «Silvio è mio amico, e non c'é niente di male ad andare a casa sua per un provino». Contento lui....

Di fatto, il Berlusconi di nuovo a caccia - ammesso che davvero lo sia, e non stia giocando come spesso gli capita - è una sorpresa che stride con il regime di controllo assoluto che la fidanzata Francesca aveva imposto al suo amato.

Ma un altro indizio di novità è che, nel penultimo numero del settimanale Chi, il vero house organ del berlusconismo sia azzurro sia rosa, compaiono tante foto di Veronica Lario a corredo del racconto della vita di Silvio e nessuna di Francesca Pascale. Le cui amiche assicurano: tra di loro fila tutto liscio. Ma siccome Silvio, si sa, è un giocoliere, ieri si è divertito con Susanna. Quasi fossimo in uno dei più celebri quadri di Rembrandt, che rievoca il famoso episodio biblico di Susanna e i vecchioni.

 

 

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