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BERLUSCONI E IL PARADOSSO DEL NAZARENO - S’E’ ROTTO SUL NOME DI MATTARELLA (IMPOSTO DA MATTEO) ED ORA PROPRIO IL QUIRINALE E’ IL MIGLIOR ALLEATO DI SILVIO - IL CAV: NIENTE ELEZIONI ANTICIPATE E NESSUN SOSTEGNO AL PROSSIMO GOVERNO, NEMMENO SE GUIDATO DA GRASSO (PER ORA) - SCALPITANO (A VUOTO) LEGA E MELONI

 

Amedeo La Mattina per la Stampa

 

BERLUSCONI ENTRA AL NAZARENOBERLUSCONI ENTRA AL NAZARENO

«Da "meno male che Silvio c' è" a "meno male che Sergio c' è"». Scherza e ride uno dei venti partecipanti al vertice di Forza Italia ad Arcore. Sergio è Mattarella che starebbe gestendo al meglio questo passaggio di crisi del governo. «Per fortuna che c' è Mattarella a correggere l' irresponsabile Renzi», ha detto Berlusconi. Paradossi della politica: l' elezione del presidente della Repubblica è stata la causa della rottura del patto del Nazareno. Ora Renzi è diventato «un pericoloso irresponsabile che sta sfasciando le istituzioni»; Mattarella invece è un punto fermo di riferimento.

 

RENZI MATTARELLARENZI MATTARELLA

Berlusconi lo fa scrivere pure nel comunicato stampa al termine della riunione. «Si apre ora una fase politica nuova, nella quale la parola deve tornare agli italiani. Perché questo avvenga occorre una legge elettorale che garantisca la governabilità e una reale corrispondenza della maggioranza parlamentare alla maggioranza popolare. Siamo certi che il Presidente della Repubblica sarà garante di questa complessa fase, con la sua saggezza e il suo scrupolo istituzionale». Detto questo, però, il Cavaliere non è disposto a sostenere alcun esecutivo, nemmeno se fosse istituzionale e a presiederlo dovesse essere Pietro Grasso.

 

GASPARRIGASPARRI

«Renzi dovrà bere fino in fondo l' amar calice. Ha voluto fare tutto da solo, è stato arrogante e presuntuoso. Non venga a chiederci di assumerci responsabilità che non ci competono», ha precisato Berlusconi. E lì, ad Arcore, sono stati tutti d' accordo. «Non saremo noi - spiega Maurizio Gasparri - a levare le castagne dal fuoco ad un incendiario, a una persona vergognosa. Dobbiamo evidenziare la portata eversiva di Renzi. Ora teme di fare la fine di Bersani che rimase con il cerino in mano durante il governo Monti. Fatti suoi».

silvio berlusconi fotografato da bruno vespasilvio berlusconi fotografato da bruno vespa

 

Fin qui tutto lineare e d' intesa con Salvini e Meloni. E il leader leghista lo riconosce. «Anche Berlusconi non è disposto ad accordicchi o governicchi», assicura Salvini che ai suoi gruppi parlamentari riuniti ha detto di tenersi pronti alle elezioni anticipate. Voto subito, il prima possibile ed è «scandaloso» a suo avviso che la Corte Costituzionale abbia fissato per il 24 gennaio la date per decidere sull' Italicum. Un modo per il Carroccio e Fratelli d' Italia allungare i tempi del ritorno alle urne. «E' impensabile - sostiene Meloni - attendere la Consulta. La Consulta non si renda complice di una dilazione ingiustificata. Con quello che costa può certamente riunirsi anche il giorno di Natale. Faccio appello a Mattarella: intervenga per far anticipare la sentenza».

 

Se Berlusconi si fida di Mattarella, lo stesso non si può dire di Salvini e Meloni. Temono che alla fine sia un alibi la formazione del nuovo governo e la richiesta del Capo dello Stato di approvare una legge elettorale omogenea per Camera e Senato. Un alibi per rinviare le urne. «Il tentativo sarà di rinviare a dopo l' estate - spiega Ignazio La Russa - e dopo l' estate diranno che sarà necessario fare la nuova legge di stabilità e così si arriverebbe a scadenza naturale. No, i tempi per una nuova legge elettorale devono essere certi e veri: oltre marzo non si dovrà andare».

 

meloni salvini a firenzemeloni salvini a firenze

A Berlusconi invece rinviare il più possibile sarebbe la cosa migliore per riorganizzare Fi e attendere la sentenza della Corte di Strasburgo che gli consentirebbe di ricandidarsi. Il Cavaliere vuole depotenziare le primarie che «vagheggiano» Salvini e Meloni per gennaio. Loro però le faranno lo stesso, anche senza Berlusconi. A quel punto ci sarà una parte di Fi che spingerà per farle, a cominciare da Giovanni Toti che ieri ad Arcore ha insistito più di tutti per elezioni subito, al più presto.

 

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