berlusconi biberon renzi

1. BERLUSCONI-RENZI AL LAVORO PER FAR NASCERE UN GOVERNO DI CENTRODESTRA NON GUIDATO DA SALVINI (MA DA ZAIA, GIORGETTI O MARONI) CON IL "PARTITO" DEL GIGLIO MAGICO - 2. L'IPOTESI, CHE SEGNA IL RIENTRO IN GRANDE STILE DI GIANNI LETTA, EMARGINATO NEGLI ULTIMI MESI DAL CERCHIO FILOSALVINIANO DEL CAV ,HA 3 OSTACOLI: IL COLLE, IL PD BALCANIZZATO E... 3. FELTRI: "RENZI E BERLUSCONI HANNO UNA POSSIBILITA’ PER NON SPARIRE NELLE TENEBRE: RIMETTERSI A LAVORARE INSIEME PER SCHIVARE LA IATTURA DEI PENTASTELLATI..."

renzi berlusconi

Fabrizio D’Esposito per il Fatto Quotidiano

 

(...) Sia Berlusconi, sia Matteo Renzi sono infatti i grandi sconfitti del 4 marzo e il loro gioco di sponda contempla un' ipotesi fragile di Palazzo: un governo di centrodestra a guida leghista non salviniana (i nomi: Maroni, Zaia, Giorgetti) con il sostegno di un Pd ancora renziano. Il lavorìo è intenso, a livello di contatti, abboccamenti e forse anche di incontri. E sul fronte azzurro segna il rientro in grande stile in campo di Gianni Letta e dei suoi emissari. (...)

 

Ma gli scogli sono due. Tre, volendo contare il Quirinale (...)

Il primo macigno è la confusione di maoista memoria che regna sul Pd, dove convivono due partiti.

gianni letta e berlusconi

Il secondo scoglio è lo stesso leader della Lega. Anche lui ieri ha rivolto un appello al Pd, nel segno della "responsabilità" indicata dal Quirinale, ma su basi diverse da quelle del suo "vice" Ottuagenario della coalizione. Anzi. (...)

 

Al massimo, la Lega è disposta a concedere un "accordo istituzionale" sulle presidenze delle Camere, propedeutico a un governo con tutti dentro, anche il M5s, e guidato da una personalità "autorevole" per varare la legge elettorale, possibilmente con premio di maggioranza.

 

 

2. REQUIEM PER SILVIO E RENZI

 

renzi berlusconi

VITTORIO FELTRI per Libero Quotidiano

 

I lettori forse non ricordano il cosiddetto patto del Nazareno. Non era una soluzione politica meravigliosa, tuttavia consentiva di tirare avanti la baracca italiana all' insegna del compromesso: una bischerata di sinistra, una di destra ovvero un colpo alla botte e uno al cerchio. Niente di grave e niente di brillante. Però prometteva al Paese di campicchiare.

 

Quell' accordo tra Renzi e Berlusconi, che dava vita all' opportunità di governare alla meno peggio, si ruppe nel modo più stupido e provocò un disastro totale. Il motivo della frizione esiziale riguardò la elezione del presidente della Repubblica. I due leader non trovarono un' intesa per il Colle. Matteo aveva scelto Mattarella, Silvio pretendeva un altro personaggio, Amato, un vecchio arnese. Scoppiò su questa scemenza una lite furibonda.

Di Maio Mattarella

 

Non si è mai capito perché Forza Italia rifiutasse l' ex democristiano, uomo grigio e silenzioso, l' ideale per sostituire Napolitano che, invece, era più ciarliero di una portinaia. I soci del Nazareno si irrigidirono e spezzarono l' alleanza dando luogo a un casino infernale che li ha ammazzati. Il Cavaliere ha perso pezzi notevoli del suo gruppo che si è ridotto a una specie di bocciofila ininfluente. L' ex sindaco di Firenze non è riuscito a imporre la propria linea, creando le premesse della catastrofe al referendum costituzionale. Cominciò il declino dei due partiti, poi clamorosamente battuti il 4 marzo.

 

BERLUSCONI BIBERON RENZI

Ovvio. Silvio, dimezzata Forza Italia, non è stato in grado di risollevarsi, nonostante si sia consumato in una campagna elettorale lunga ed estenuante, ma sterile e ripetitiva. E Matteo, per quanto vitale, si è intorcinato schiantandosi contro i luoghi comuni frequentati da anni dalla sinistra lontana chilometri dal popolo. Il segretario ha finito per smarrire la sinderesi incaponendosi sulla esigenza di accogliere i clandestini e di concedere a chiunque lo ius soli, quasi fossero questi i temi a cuore della cittadinanza. Insomma i due signori che avevano in mano l' Italia, e l' hanno mollata nella melma per questioni di lana caprina, ora hanno solo una possibilità onde evitare la tomba: rimettersi a lavorare insieme per schivare la iattura dei pentastellati e allestire una maggioranza capace di esprimere un governo, non dico serio, che non è alla portata di nessuno qui da noi, ma almeno durevole e intento a soddisfare la gente anziché i fighetti progressisti di cui abbiamo le tasche piene.

 

Caro Silvio e caro Matteo, o seguite i miei consigli del cacchio o sparirete nelle tenebre. Indubbiamente c' è un problema da superare: la ritrosia di Salvini davanti a ogni forma di pasticcio. Tuttavia si può tentare lo stesso di spianare la strada verso Palazzo Chigi.

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TOTI E SALVINI INSIEME A PRANZO A PORTOFINO renzi e berlusconi 2 2

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