BISI RECENSISCE 'LA REPUBBLICA DELLE GIOVANI MARMOTTE' DI POMICINO - QUANDO I PM VOLEVANO INCASTRARE NAPOLITANO PASSATO DALL'INTERNAZIONALE COMUNISTA ALLA TRILATERALE - L'ITALICUM CONSEGNERÀ' L'ITALIA AD UNA MINORANZA - NESSUNO PARLA DEGLI OLTRE 10 MILA MAFIOSI MESSI IN LIBERTÀ O AFFIDATI AI SERVIZI SOCIALI TRA IL 1995 E IL 2007

COVER LIBRO CIRINO POMICINOCOVER LIBRO CIRINO POMICINO

Luigi Bisignani per Il Tempo

 

«Ma qui sono in Paradiso!» è l'immagine più esilarante che mi viene in mente quando parlo di Paolo Cirino Pomicino, 'o ministro, un uomo che dell'ironia ha fatto una filosofia di vita. Ed è ciò che ritrovo nel suo ultimo libro, sin dal titolo, «La Repubblica delle giovani marmotte» (pagg. 268; 15 euro; Utet) prefazione di Giuliano Ferrara, l'unico giornalista italiano, assieme a Vittorio Feltri, che sa scrivere e parlare in televisione.

 

Quella frase, così piena di voglia di vivere nonostante le mille paure, la pronunciò pochi minuti dopo essersi risvegliato da una delle operazione a cuore aperto che ha subìto, in un ospedale di Londra, e alla vista di una stratosferica anestesista che era riuscita a tenerlo sedato per quasi tre giorni. Ecco, Pomicino è questo, un vulcano di arguzia sempre in eruzione, sia quando pubblica i suoi editoriali firmandoli Geronimo, sia quando si mette a dibattere in tv, sia quando scrive saggi.

CIRINO POMICINOCIRINO POMICINO

 

E questo libro è proprio la sua fotografia. Protagonista indiscusso della Prima Repubblica, oggi osserva con occhio vivace le sfumature dell'attuale teatrino della politica, che nei tempi di Salvini, Grillo e Renzi, novelli Qui, Quo, Qua, nipotini di un affaticato e sorpassato Berlusconi, non sono poi così scontate. La sua visione è sempre spiazzante e induce alla riflessione anche quelli che l'hanno messo all'indice, ma che gli riconoscono, ancora oggi, una marcia in più.

 

lucia e paolo cirino pomicinolucia e paolo cirino pomicino

Come Antonio di Pietro, pubblico ministero di «Mani pulite», che lo espose alla gogna ma che ugualmente corse anni fa al suo capezzale quando, dopo l'ennesima crisi cardiaca, lottava tra la vita e la morte in un ospedale romano. La sua visione spiazzante fissa sulla carta fatti e commenti che spiegano più di mille manuali sociopolitici il costume politico italiano.

Paolo Cirino Pomicino Claudio Sabelli Fiorelli Giorgio Lauro Paolo Cirino Pomicino Claudio Sabelli Fiorelli Giorgio Lauro

 

«La Repubblica delle giovani marmotte» è un gustoso saggio nelle cui pagine lo scoppiettante spirito napoletano di Pomicino, fatto di sentimenti e disincanto, tratteggia come nessun altro, il profilo di un altro napoletano verace, l'ex presidente Giorgio Napolitano, che ha avuto vita ben più facile perché, proprio 'o ministro, ha evitato di coinvolgerlo in Tangentopoli, come gli veniva «gentilmente richiesto» da qualche toga impertinente.

 

romano prodi e paolo cirino pomicinoromano prodi e paolo cirino pomicino

Da allora il Paese e Pomicino ne hanno viste molte, forse troppe. E relativamente alla nascita del governo Monti, non si trattiene e scrive: «Napolitano che in quel momento passò dalla internazionale comunista alla Trilateral, una sorta di internazionale del capitalismo fondata da David Rockefeller nel 1973... Io sono amico di Giorgio Napolitano, ma sono più amico della democrazia politica, per la quale ho speso una vita e consumato un cuore. Giorgio ha svolto un ruolo determinante nel fare a pezzettini la democrazia politica, prima con Monti, poi aiutando il giovanotto toscano a varare quello scempio dell'Italicum, che al più tardi fra un paio d'anni consegnerà l'Italia ad una minoranza. E io non posso che denunciarlo con forza e determinazione ».

BARACK OBAMA E GIORGIO NAPOLITANO ALLA CASA BIANCA BARACK OBAMA E GIORGIO NAPOLITANO ALLA CASA BIANCA

 

prodi dalema veltroni ciampi visco festeggiano l'ingresso nell'Euro prodi dalema veltroni ciampi visco festeggiano l'ingresso nell'Euro

Non dimentica neppure di buttare giù dal piedistallo in cui lo hanno issato, un altro mito dei nostri tempi, Carlo Azeglio Ciampi, che ratificando nel 1998, in qualità di ministro del Tesoro, il tasso di cambio a 1936,27 lire contro un euro, «non tenne conto dell'impatto psicologico nella pratica quotidiana» e gli effetti che dilagarono già nel 2002 con la moneta unica furono devastanti. Nell'economia reale il valore di un euro corrispondeva praticamente alle vecchie mille lire, dimezzandone di fatto il potere d'acquisto. «Ciampi si difese sostenendo che la causa del divario tra il cambio ufficiale dell'euro e il suo valore reale era dovuta al mancato controllo dei mercati». Comunque si metta, il Paese ne paga ancora gli effetti.

CARLO AZEGLIO CIAMPI E GIOVANNI BAZOLICARLO AZEGLIO CIAMPI E GIOVANNI BAZOLI

 

Anche sui pentiti di mafia Pomicino dice la sua, per difendere con orgoglio Giulio Andreotti: «...Il processo di Palermo fonda la propria accusa in merito alla trattativa Stato-mafia, sulla revoca del carcere duro a oltre 300 mafiosi nel novembre 1993, decisa dal ministro della Giustizia Giovanni Conso, il quale non è mai stato imputato nel processo (a eccezione di un avviso di garanzia per false dichiarazioni al pubblico ministero).

Giovanni ConsoGiovanni Conso

 

In altre parole Conso avrebbe firmato «a sua insaputa». La dimenticanza è poca cosa rispetto ad altre questioni. Se trattativa c'è stata, la richiesta non riguardava solo la revoca o l'ammorbidimento del carcere duro a quanti più mafiosi possibili, ma l'accelerazione della scarcerazione di un numero enorme di pentiti di mafia e camorra.

CARLO AZEGLIO CIAMPI E GIANNI AGNELLI CARLO AZEGLIO CIAMPI E GIANNI AGNELLI

 

E infatti tra il 1995 e il 2007 sono stati scarcerati ai sensi della legge 83/1991, quella sulla premialità per i pentiti, ben 4500 detenuti, ammessi a misure alternative al carcere, e altri 6500 rimessi in libertà. Di questi ultimi il ministero dell'Interno non dice quanti abbiano deciso di collaborare trovandosi in libertà (ritengo davvero pochi).... Ah dimenticavo... che fine ha fatto la bombastica anestesista? L'ho incontrata proprio a Capri, con Pomicino, ovviamente prima che si sposasse con quella che chiamo «santa Lucia».

luigi bisignaniluigi bisignani

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!