IL BLOCCO NAVALE DI TRUMP È UN MEZZO BLUFF – UNA PETROLIERA CINESE, LA “RICH STARRY”, HA ATTRAVERSATO LO STRETTO DI HORMUZ, NONOSTANTE IL BLOCCO IMPOSTO DAGLI STATI UNITI – COME FUNZIONA LO STOP “PIRATESCO” DEL MARE: TUTTE LE NAVI, IN ENTRATA O IN USCITA, POSSONO ESSERE INTERCETTATE, DEVIATE E SEQUESTRATE. IL PASSAGGIO VERSO PORTI NON IRANIANI RESTA FORMALMENTE CONSENTITO, MA SOTTO CONTROLLO E CON POSSIBILI ISPEZIONI…
PETROLIERA CINESE ATTRAVERSA LO STRETTO DI HORMUZ DOPO IL BLOCCO USA
petroliera cinese 'Rich Starry' passa lo stretto di hormuz
(ANSA) - La petroliera 'Rich Starry', di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l'attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti.
E' quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman.
BLOCCO USA A HORMUZ: “SCHIERATE QUINDICI NAVI, GUAI A CHI SI AVVICINA”
Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”
L'Iran vuole a tutti i costi un accordo con gli Stati Uniti». Donald Trump vende subito all'opinione pubblica casalinga e mondiale il presunto ammorbidimento di Teheran, appena poche ore dopo l'entrata in vigore del blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz.
Sono le 10 del mattino ora americana, infatti, quando scatta la misura decisa da Washington dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad. Il blocco diventa operativo lungo tutta la costa iraniana, dal Golfo Persico al Mare di Oman, e le regole stabilite dagli Usa – che vantano 15 unità nell'area – prevedono che le navi, in entrata o in uscita dai porti della Repubblica islamica, possano essere intercettate, deviate e sequestrate: ieri due cargo sono stati visti invertire la rotta, mentre uno - il Paya Lebar, proveniente dall'India e diretto a Dubai - è stato fatto passare.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
Il passaggio verso porti non iraniani resta infatti formalmente consentito, ma sotto controllo e con possibili ispezioni. Il presidente Usa rincara poi le minacce: le unità iraniane, compresi i barchini dei Pasdaran, che dovessero avvicinarsi alle navi Usa saranno «immediatamente eliminate».
Riecheggiano gli accenti del blocco al Venezuela, anche se qui c'è una potenza che da decenni si prepara allo scontro, disposta ad affrontare ancora mesi, se non anni, di attacchi. La risposta iraniana è immediata: i Pasdaran dichiarano che l'avvicinamento di navi militari allo Stretto è considerato una violazione del cessate il fuoco e promettono rappresaglie.
Teheran definisce il blocco «illegale» e avverte che, se i suoi porti saranno minacciati, nessun porto del Golfo sarà al sicuro; la prova generale di come il conflitto possa estendersi si è già vista con gli attacchi missilistici alle infrastrutture dei Paesi del Golfo nelle scorse settimane. Ma Trump non demorde. E per costringere gli iraniani a tornare a trattare, riferisce il Wall Street Journal, starebbe valutando l'ipotesi di lanciare nuovi raid mirati sull'Iran.
I mercati già reagiscono. Con un possibile fermo dei traffici nello Stretto, il petrolio torna sopra i 100 dollari: il Brent è intorno ai 102 dollari al barile e il Wti poco sopra […].
[…] Un no secco al blocco delle navi arriva anche dalle Nazioni Unite, attraverso il portavoce di Guterres. E da Pechino: il ministro degli Esteri Wang Yi chiama il suo omologo in Pakistan e sottolinea che la priorità è mantenere il cessate il fuoco ed evitare una nuova escalation. No secco anche dal Cremlino. Le posizioni sono chiare, nello Stretto è cominciata una guerra di nervi e - forse - di armi.
IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP
pete hegseth e donald trump - guerra all iran
xi jinping Ali Khamenei

