LA BORSA DI BORSELLINO - È ANCORA MISTERO SULL’IDENTITÀ DELL’UOMO DELL’AGENDA ROSSA - UNA PERSONA, CON ABITI CIVILI, SI AGGIRAVA SULLA SCENA DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO DICENDO DI ESSERE DEI SERVIZI - FU VISTO TENERE IN MANO LA VALIGETTA DI BORSELLINO - NELLA RICOSTRUZIONE RIMANGONO OSCURI POCHI SECONDI IN CUI LA BORSA PASSÒ DI MANO IN MANO E L’AGENDA DEL GIUDICE SCOMPARVE, CON I NOMI DI CHI LO TRADÌ...

Nicola Biondo per il blog di Beppe Grillo - http://www.beppegrillo.it/

Vent'anni fa un uomo di mezza età si aggirava in via D'Amelio tra i corpi straziati di Paolo Borsellino e i suoi cinque agenti di scorta nell'inferno di lamiere, fuoco e sangue. A chi gli chiedeva chi fosse rispondeva: "Servizi". Oggi la Procura di Caltanissetta è convinta di averlo individuato. L'uomo compare in due fotogrammi - che pubblichiamo - agli atti dell'inchiesta: da mesi sono sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori. Ha un'età apparente tra i 40 e i 50 anni, fortemente stempiato, vestito elegantemente - completo spezzato, giacca blu e pantalone chiaro. La procura siciliana che indaga sulle stragi del 1992 ne ha individuato il volto e sta provando a dargli un nome e un cognome. Nelle settimane scorse è stata anche realizzata una perizia antropometrica sulla base di queste foto per stabilirne l'altezza e i parametri fisici. L'ipotesi investigativa è che si tratti di un fiduciario dei servizi, un contractor slegato da un'ufficiale appartenenza agli apparati di sicurezza.

Chi è quest'uomo e perché si trovava in via D'Amelio pochi attimi dopo lo scoppio della bomba? Oggi quel viso è un tassello fondamentale per ricostruire i passaggi più oscuri dell'eccidio a partire dalla scomparsa dell'agenda rossa del giudice, il diario di bordo dei suoi ultimi 56 giorni dopo la morte dell'amico Giovanni Falcone. In quell'agenda Borsellino avrebbe anche lasciato tracce della sua conoscenza della trattativa Stato-mafia e di chi - come riferito dalla moglie Agnese - all'interno delle istituzioni lo avrebbe tradito. All'individuazione del misterioso personaggio i magistrati del pool nisseno diretto da Sergio Lari sono arrivati incastrando una enorme mole di dati, montando e rimontando un gigantesco puzzle composto di foto, video, rapporti di polizia, vecchie e nuove testimonianze.

Tra queste ci sono quelle di un poliziotto arrivato in Via D'Amelio pochissimi minuti dopo la strage e di un carabiniere di scorta del giudice Ayala. Dice il primo: "Ricordo di aver notato una persona, in abiti civili, alla quale ho chiesto spiegazioni in merito alla sua presenza nei pressi dell'auto (di Borsellino, ndr)... Non riesco a ricordare se mi abbia chiesto qualcosa in merito alla borsa o se io l'ho visto con la borsa in mano... Di sicuro ho chiesto chi fosse per essere interessato alla borsa del giudice, e lui mi ha risposto di appartenere ai Servizi".
Il poliziotto è stato recentemente risentito, il suo verbale è top secret.

Anche nei ricordi dell'appuntato Rosario Farinella membro della scorta di Ayala arrivato in via D'Amelio poco dopo le 17 del 19 luglio 1992 compare un uomo in abiti civili a cui viene consegnata la borsa del giudice: "Aperta la macchina del giudice, ho preso la sua borsa. Dopo 5-7 minuti Ayala chiamò un uomo in abiti civili che mi indicò come ufficiale o funzionario di polizia. Questi prese la borsa senza aprirla e si è allontanato".

Tra le tante versioni date da Ayala una colpisce gli investigatori. "Un uomo senza divisa mi diede la borsa" - dice il giudice - "Io la passai al carabiniere in uniforme". Quell'uomo senza divisa è la stessa persona che si definisce appartenente ai "servizi"?
Solo negli ultimi mesi gli investigatori sono riusciti ad attribuire nomi e cognomi ad alcune persone inquadrate nei filmati girati sul luogo della strage rimaste non identificate o che si muovono con fare sospetto. Tra queste appunto il sedicente uomo dei servizi.

C'è un particolare fondamentale che l'indagine odierna sottolinea: nessuno dei testimoni riconosce nell'ufficiale dei CC Giovanni Arcangioli, fotografato con la borsa del giudice in mano, l'uomo in abiti civili che in pochi minuti agisce come un fantasma sul teatro della strage.
Le indagini, ancora in corso, ridisegnano il ruolo avuto da Giovanni Arcangioli, indagato e poi prosciolto dall'accusa di aver sottratto la borsa del magistrato palermitano.

Nella nuova ricostruzione la borsa del giudice sembra essere passata due volte di mano: la prima volta sarebbe finita nella mani di una persona non identificata per poi essere riposta nella macchina del giudice. E' la stessa persona che si definisce appartenente ai "servizi"? E' in questi pochi secondi che sarebbe avvenuto il furto dell'agenda rossa. In un secondo passaggio la borsa, ormai svuotata, sarebbe finita nella mani di Arcangioli. Oltre ad Arcangioli i magistrati stanno valutando se riascoltare alcuni dei protagonisti di quei minuti cruciali tra le 16.59 e le 17.30 quando l'agenda rossa scomparve. A partire proprio da Ayala, il suo agente di scorta Farinella e un oscuro manovale dei servizi, poi finito a lavorare con lo stesso giudice, Roberto Campesi. Anche lui senza alcun motivo ebbe accesso sul teatro della strage nei minuti immediatamente successivi.

Oggi Arcangioli sembra apparire come una sorta di capro espiatorio per coprire altre responsabilità. Responsabilità che l'ufficiale potrebbe in parte conoscere e che oggi potrebbe finalmente chiarire. La procura nissena vorrebbe risentirlo sulla scorta di quanto ha dichiarato il suo legale, Diego Perugini, che parla di "presenze sul luogo della strage di soggetti che all'epoca dei fatti, avevano un rilevante ruolo istituzionale ma che non appaiono in alcun atto di indagine alla cui luce, anzi, se ne dovrebbe dedurre, che non fossero presenti sul luogo". A chi ci si riferisce?

Di certo il nuovo filone d'inchiesta e l'individuazione di quel misterioso personaggio segnalato tra la macchina del giudice e interessato alla sua borsa conferma che alla strage concorsero entità esterne.

 

STRAGE DI VIA DAMELIO jpegSALVATORE BORSELLIO CON UNA COPIA DELLAGENDA ROSSA DEL FRATELLO PAOLO jpegFOTO GRAMMA DELLUOMO CHE PRESE LAGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO jpegRAGAZZI CON LE MASCHERE DI FALCONE E BORSELLINO jpegSALVATORE BORSELLIO CON UNA COPIA DELLAGENDA ROSSA DEL FRATELLO PAOLO jpegpaolo borsellino lap

Ultimi Dagoreport

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?