DOPO SNOWDEN CAMBIA IL ‘’GIORNALISMO CODARDO”? - BOTTE DA ORBI TRA GREEWALD (EX ‘’GUARDIAN’’) E KELLER (‘’NYT’’) SUL FUTURO DELL'INFORMAZIONE

Massimo Gaggi per "Il Corriere della Sera"

«Caro Bill, il New York Times ha fatto anche dell'ottima informazione, ma il suo modello di "reporting" tradizionale ha prodotto moltissimo giornalismo atroce e abitudini tossiche che, diffondendosi tra i redattori, hanno indebolito la professione: basta col giornalismo codardo» che, per paura di apparire non indipendente, evita di prendere posizione.
«Caro Glenn, il giornalismo degli attivisti ha una storia illustre, ma noi crediamo in un altro modello. Più laborioso e articolato di una polemica tonante.

E' meno eccitante, ma dà risultati più solidi, migliori: sospendiamo i giudizi cercando di fare in modo che siano i fatti a parlare da soli. Offriamo al lettore gli elementi per farsi un'opinione da solo».

Il lunghissimo scambio epistolare elettronico tra l'ex direttore del New York Times Bill Keller e Glenn Greenwald, l'avvocato-blogger-editorialista che è stato fin qui anche l'estensore degli articoli del Guardian basati sui documenti segreti del governo Usa trafugati da Edward Snowden, è un botta e risposta avvincente e drammatico che potrebbe essere rappresentato su un palcoscenico teatrale.

Ma è anche una pagina importante della discussione sull'evoluzione del mondo dell'informazione nell'era di Internet. Una pagina che probabilmente si conquisterà uno spazio nella storia del giornalismo. Anche per questo è curioso che il carteggio elettronico, pubblicato sul sito del quotidiano, non abbia trovato spazio sul New York Times di carta.

Keller è una figura-chiave di questi anni di sconvolgimento dei canoni informativi. Nel 2010 ha gestito da direttore il coinvolgimento del Times nell'operazione WikiLeaks. Prima collaborando con Julian Assange, poi rompendo con lui e col suo metodo basato su un giornalismo militante e sull'uso senza filtri di materiale top secret trafugato. Alla fine di quell'avventura Keller spiegò dettagliatamente ai suoi lettori i passaggi di quella vicenda complessa, tormentata e con alcuni aspetti oscuri.

Qualche mese fa, con Jill Abramson ormai da tempo alla direzione, Keller, che ora è un editorialista del quotidiano, criticò sul New Yorker il Guardian non per aver pubblicato il materiale trafugato da Snowden, ma per aver consentito che fosse un editorialista-attivista come Greenwald e non il corpo redazionale a informare i lettori del quotidiano britannico.

Micidiale la replica di Greenwald: «Se manifesti le tue opinioni non sei un vero giornalista? Ma taci, tu che sei il responsabile di una delle maggiori disgrazie giornalistiche dell'ultimo decennio: nel 2004 avevi notizie sui guai combinati da Bush alla Nsa e te le sei tenute 15 mesi nel cassetto. Hai aspettato la sua rielezione prima di pubblicarle».

Keller non è stato zitto, ma non ha alzato nemmeno i toni dello scontro. Gli ha risposto in modo pacato: «Abbiamo pubblicato e siamo stati attaccati furiosamente per questo dalla destra; lo abbiamo fatto quando abbiamo ritenuto con un giudizio indipendente che non ci fossero più pericoli per la sicurezza nazionale».

Così facendo ha aperto la strada a una discussione di enorme interesse. Nella quale Greenwald annuncia l'avvento di un nuovo giornalismo coraggioso, determinato, militante, che non si vergogna di esprimere le proprie opinioni, ma che si basa sempre sui fatti.

Un metodo più efficace di quello che in Italia definiremmo cerchiobottista: l'abitudine, sempre più diffusa tra i giornalisti americani dei media tradizionali, di esporre in ogni vicenda il punto di vista degli uni e degli altri, senza mai sbilanciarsi a spiegare che una delle due parti sembra avere torto marcio.

Greenwald lo liquida come un metodo di informare noioso, oltre che privo di efficacia. Quello che ha spinto, ad esempio, la stampa ad essere a lungo assai poco critica per l'intervento americano in Iraq. Nonostante quella lezione i giornalisti ora si fanno mettere di nuovo sotto da un Obama più duro di Nixon nel reprimere le fughe di notizie.

Keller riconosce che il giornalismo tradizionale ha le sue colpe: sensazionalismo, scarsa cura nel riportare le notizie, imbeccate del governo non verificate. E condivide la denuncia sull'amministrazione Obama: «L'uso massiccio dell'Espionage Act (la dura legge anti-spie del 1917) e la minaccia di imprigionare i reporter hanno creato un clima di ostilità intorno al giornalismo investigativo che è un pericolo per la democrazia».

Ma, mentre tutto questo per Greenwald giustifica il ricorso a figure come Snowden e il soldato Bradley Manning, che pagherà con 35 anni di carcere la sottrazione di centinaia di migliaia di documenti segreti dagli archivi del Pentagono, l'ex direttore del Times è convinto che il modello di giornalismo imparziale della stampa tradizionale oggi sia più necessario che mai. Lo è soprattutto in quest'epoca digitale nella quale si diffondono nuovi media basati sulle affinità dei soggetti che aderiscono a una rete sociale. E i cittadini sempre più spesso hanno la sensazione di essere informati mentre, in realtà, sono immersi in una camera degli echi nella quale ascoltano sempre lo stesso punto di vista e «non si trovano mai davanti un'informazione che sfidi i loro pregiudizi».

Greenwald ora sta lasciando il Guardian per dar vita a una nuova avventura giornalistica digitale nella quale avrà come editore il miliardario del Web Pierre Omidyar che vuole fare informazione attraverso una costellazione di grandi firme del giornalismo. Un'impresa che si inserisce nella tendenza sempre più diffusa a trasformare i giornalisti in «brand» individuali. Un modello al quale Keller oppone la validità dell'istituzione-giornale, con la sua capacità di essere autorevole e credibile, di garantire un metodo di lavoro omogeneo, di fornire strumenti, «database», sistemi di verifica e protezione legale: quello che serve per esercitare senza essere intimiditi il diritto alla libertà di stampa.

 

Snowden x SPECIALE LUGLIO I PERSONAGGI PI RAPPRESENTATIVI DEGLI USA EDWARD SNOWDEN SISTEMA DI SPIONAGGIO FRANCESE SECONDO LE MONDEOBAMA ASCOLTA INTERCETTA CYBER OBAMA CYBER SECURITY jill abramson DEAN BAQUET BILL KELLERo GREENWALD SNOWDEN facebook Bill Keller - direttore del New York TimesJULIAN ASSANGE

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…