GOVERNO BILLIONAIRE – BRIATORE: ‘OK RENZI, MA SI DIA UNA MOSSA’ – ‘LA SUA SQUADRA? NON È IL MASSIMO: AVREI MESSO DRAGHI ALL’ECONOMIA, MONTEZEMOLO O DELLA VALLE AL TURISMO, MARCHIONNE ALLO SVILUPPO E COLAO ALLE COMUNICAZIONI’ – ‘IL CAV? DEVE TROVARE UN NUMERO 1’

Salvatore Merlo per "Il Foglio"

"Il problema della politica è che non ci mettono le persone che sanno fare le cose di cui si occupano. In Italia c'è un problema enorme con la banda larga. Per esempio internet va lento, le telecomunicazioni fanno schifo. Ma perché non ci mettono Vittorio Colao, l'amministratore delegato di Vodafone, a fare il ministro delle Telecomunicazioni?". Non ti piace il governo di Renzi. "Matteo sì, gli altri meno.

I ministeri fondamentali sono Economia e Turismo, due cose che nel nostro paese dovrebbero andare insieme. Chi è il ministro dell'Economia?" ("Padoan", risponde la sua infallibile assistente, agilissima, anche nel gestire i quattro telefonini che intanto le squillano contemporaneamente). E allora Flavio Briatore prova a comporlo lui, il governo. Ed ecco il dream team.

"Io all'Economia ci metterei Mario Draghi, e al Turismo ci metterei Luca". Luca Cordero di Montezemolo? "Sì. Ma, ripensandoci, forse è meglio metterci Diego". Diego Della Valle. "E' meglio Diego. Diego sa fare". E Luca non sa fare? "Luca è simpatico". E allo Sviluppo economico chi ci metti? "Marchionne". E il presidente del Consiglio resta Matteo (Renzi)? "Certo. Lui ha energia. Però deve fare operazioni serie, a minimo cinque anni, con un orizzonte".

Corso Venezia, ore 16 e 30. Un bassotto tedesco con l'aria d'avere un albero genealogico ramificato almeno come quello del principe Assia von Homburg porta a spasso una signora filippina dall'aspetto dimesso. Una grossa Audi nera è posteggiata sul marciapiede, in divieto di sosta. A sinistra il negozio di Prada, a destra quello di Dolce e Gabbana. In mezzo, al primo piano, civico 5, c'è Billionaire Couture. Sede legale e creativa, mi spiegano.

"Abbiano negozi di abiti in tutto il mondo, tranne che in Italia. Facciamo trentacinque milioni di ‘income' l'anno". E dunque eccolo Briatore, circondato da babbucce d'ogni foggia e colore - le vende - oro e cremisi, nero e oro, oro e verde pistacchio, oro e rosa, oro su oro. "Casa è dove ci sono gli affari e gli affetti", dice guardandosi intorno. Sono campi semantici lontani, obietto. "Non così lontani", risponde. "Fai affari dove sono gli affetti, e io affetti in Italia non ne ho più. Vivo tra Monte Carlo e Londra".

Da qualche anno sei padre. "Esco di meno, vado a letto presto. Sono meno mondano. Sono due anni che non vado più a un party. Ora c'è stata la festa di Benetton, c'erano tutti. Io invece ero a Gstaad. Mio figlio aveva le breaking holidays. Ha quattro anni, fa l'asilo".

E vive a Monte Carlo. Tuo figlio non lo farai studiare in Italia. "No. Qua tutti si vogliono laureare in Legge, vogliono fare gli avvocati e poi restano a spasso. Quando ci sarebbe bisogno di più gente che s'iscrive all'alberghiero". E da grande che farà Nathan Falco? "Ieri mi ha detto che vuole fare il pescatore. Basta che non faccia il politico". Perché no? "Perché è un mondo di bugie". Sei opinionista di Santoro, gli dico. Briatore ride compiaciuto.

"E' un onore. Santoro è il più bravo. Numero uno. Number one". E Travaglio? "E' un genio, un'intelligenza sopra la media, un uomo super. Se avessi un partito lo prenderei subito". Ma i giornalisti non fanno politica, obietto. E Briatore si acciglia. "Ma hanno delle idee. E io lo prenderei Travaglio... comunque meglio averlo amico che nemico". Leggi i giornali? "Sull'iPad ho Repubblica, Corriere e Fatto". E li leggi? "Li guardo". Ci sono dei giornalisti cui sei affezionato? "Aldo Cazzullo", dice subito. Al Corriere della Sera. E poi? "Come si chiama quello della Stampa, l'editorialista?".

Massimo Gramellini. "Sì, bravo. Gramellini!". E Repubblica? "Repubblica la leggi e poi gli fai la tara". In televisione cosa guardi? "Guardo le news di Sky". La Rai? "No. Guardo lo sport. Formula Uno e calcio". Che squadra tifi? "Juventus. Però ogni tanto, la mattina, quando faccio palestra guardo quel talk show della Rai alla mattina... com'è che si chiama?". ‘Agorà'. "Sì ‘Agorà', c'è quel giornalista che mi sembra bravo... come si chiama?". Gerardo Greco. Domanda: dicevi che non guardi la Rai. Ma tua moglie, Elisabetta Gregoraci, ha fatto un programma alla Rai.

"Sì. E se non lo guardavo mi faceva un cazziatone atomico. Mi chiedeva: ‘Che vestito avevo?'. E poi: ‘E come l'ho cambiato, e a che ora?'. E se non rispondevo bene erano cazzi acidi. Il guaio è che a un certo punto hanno cominciato a mandarlo in seconda serata quel programma. E io la sera muoio di sonno".

Domando a Briatore se ha dei libri sul comodino, se legge. "Non leggo molto. Leggo pochissimo. Praticamente non leggo". E nel suo sguardo c'è qualcosa di duro, ma al tempo stesso simpatico. Hai visto qualche film che ti è piaciuto? "Ho visto ‘Rush'. Molto bello". ‘La Grande Bellezza'? "Non l'ho visto, ma complimenti. Finalmente una bella notizia. Queste cose contano. Sai, il nostro paese ha tante cose belle. Per certi aspetti ha persino dei monopoli. Pensa a Pompei.

Solo che non sono valorizzati, cascano a pezzi. Cazzo. Pompei datela ai privati o cadrà giù tutto. Meglio sotterrarla che lasciarla morire così. Se una cosa del genere fosse in America, intorno ci avrebbero costruito Las Vegas. Ci sarebbero venticinque alberghi, l'Hilton e il Four Season. Ma noi non siamo capaci. Guarda il Colosseo. Non riescono a ristrutturarlo. Della Valle ci ha perso un sacco di tempo. E ogni tanto lo chiudono, perché fanno sciopero.

Alcuni mesi fa Enrico Letta andò in Qatar per cercare di farsi dare una mancia dagli arabi, ma non gliel'hanno data. E il problema non era lui. Il problema non era Letta, che anzi si presentava bene, sembrava il figlio che tutti vorremmo: perfettino. Come il problema non era nemmeno Berlusconi. Il problema è il paese. Investire in Italia non è conveniente. Non c'è certezza delle regole. Vige l'idea dell'interpretazione delle regole. E infatti ci sono più avvocati a Milano che in tutta la Francia.

E poi c'è troppa burocrazia. Guarda, io a Renzi gli do cento giorni. Se n'è già presi venti. Gliene restano ottanta per fare qualcosa. I primi giorni sono fondamentali. Danno, come si dice, l'imprinting. Io farei subito un condono fiscale e amministrativo. Ricomincerei da capo. Azzererei tutto, e prenderei i soldi per investirli.

E farei anche una patrimoniale. La patrimoniale è una cosa buona se poi si capisce che quei soldi vengono usati per la crescita invece di finire nel buco nero della spesa pubblica. Poi io eliminerei province e regioni. Via. Mangia pane a tradimento. Io gli pagherei anche lo stipendio a tutti questi, purché rispettino un contratto dove c'è scritto: vi diamo i soldi, basta che non fate niente.

E poi va abbassato il costo del lavoro, ma senza tagliare gli stipendi. Bisogna ridurre l'Irpef. Le aziende spendono un sacco di soldi per i loro dipendenti, e quelli ancora guadagnano poco. E' assurdo. Renzi deve approvare l'Italicum e andare subito a votare. Alfano cerca di impedirglielo perché vuole restare sulla sedia il più a lungo possibile. Matteo deve fottersene. Ma deve stare attento alla palude romana. Uno quando arriva a Roma cambia. Anche Matteo diceva certe cose, poi...".

Poi ha alzato le tasse. "Le ha alzate?". La Tasi. "Si vede che la sentinella Alfano dormiva. Non so che succede, mi sembrava ci fosse un accordo tra Matteo e Berlusconi per andare alle elezioni. Aveva senso, secondo me... L'accordo Berlusconi- Renzi sulla legge elettorale era geniale. Matteo è un pragmatico. Per lui il Presidente Berlusconi è un signore che rappresenta dieci milioni di voti. Matteo non è come Bersani, che si è fatto umiliare da Grillo. Se vuoi fare una partnership in azienda e quello con cui stai parlando non vuole, è inutile insistere. Quando uno ti rifiuta, ti rifiuta. Per Renzi, Grillo e Berlusconi hanno gli stessi voti. E uno i voti li conta, mica sta a vedere che odore hanno".

Ti piace il nuovo governo? "Il governo di Matteo non è precisamente il massimo. Ma stiamo a vedere", dice. "Non doveva fare solo dodici ministri? E invece sono sedici, più mezzo miliardo di sottosegretari. Uno si è pure dimesso. Ma come cazzo è possibile? Perché lo ha nominato, dico io, se poi lo fa dimettere?".

A Briatore non piace Roma. "Non ci vengo mai. E quando ci vengo mi sembra di arrivare a Nairobi. E io Nairobi la conosco bene perché ho degli investimenti". Il famoso resort di Malindi, dov'è stato anche Berlusconi. "Era un periodo di disintossicazione per lui". Diventasti il suo consigliere politico. "Si parlava molto, ma non così tanto di politica. Il Presidente stava bene lì. Stava molto bene. Diceva che si sentiva protetto come nella pancia della mamma". Che differenza c'è tra Roma e Milano?

"Milano è amministrata meglio". A Milano c'è Pisapia, che è di sinistra. Roma è stata amministrata dalla destra fino all'anno scorso. "Non è questione di destra o di sinistra. L'importante sono le persone". Pisapia l'avresti votato? "Certo, l'avrei preferito a quell'altra... come si chiama?". Letizia Moratti. "Sì, ecco. Meglio Pisapia. E' stato anche mio avvocato". Letizia Moratti non la conosci. "No".

I Moratti sì, però. "Conosco molto bene Massimo. Ma sai qual è il problema di Roma?". No, qual è? "E' la politica. La politica andrebbe portata a trenta, quaranta chilometri fuori Roma. E poi si mettono in vendita quei bei Palazzi". Anche il Quirinale? "No, magari quello è l'unico che teniamo". Ci faresti un museo? "E' già un museo. Un museo delle cere". E' un Palazzo meraviglioso. "Non ci sono mai entrato. Sono troppo giovane". Sei mezzo grillino. "Non sono mezzo grillino. Ma penso che i politici sono lì per grazia ricevuta". Puoi anche ammetterlo di avere votato Grillo.

"Semmai voto Matteo, se non si candida Berlusconi. Ma io Matteo lo volevo votare subito". Forse lo potrai votare tra qualche anno. "Certo, tra dieci o quindici anni Matteo ci sarà ancora. Berlusconi deve dimostrare di essere immortale, io ci posso anche credere ma...". Si parlava di te in politica un po' di tempo fa. "Se ne parlava sui giornali, ma non se n'è mai parlato davvero. Non mi interessa". Renzi ha rinnovato la squadra, forse c'è una classe dirigente nuova.

"Le ragazze di Renzi non hanno niente da invidiare a quelle che aveva messo Berlusconi". Poi Briatore comincia a parlare di Marianna Madia, ma non sa bene chi sia la giovane ministra. Dice: "Poi c'è quella... quella... come si chiama? Modìa, Media, Màdia". Si chiama Madìa. "Sì ecco, lei. Che è stata nominata ministro ed è incinta". Sì. "Dev'essere un grande fenomeno. Un genio. Deve esserlo per forza. Perché mia moglie, quando era incinta faceva la signora incinta. Era ko. Dev'essere brava la Madia". Racconto a Briatore di quando Marianna Madia ha sbagliato ministero, confondendo il ministro dello Sviluppo Zanonanto con quello del Lavoro Giovannini.

"Speriamo adesso non sbagli clinica". Briatore è seduto in cima a una lunga scrivania foderata in pelle bianco latte. Maglietta nera tirata sui gomiti, avambracci pelosi, occhiali rettangolari con lenti azzurrate, orologio di plastica, sportivo, capelli bianchi e lanosi con riflessi gialli. E' il solito Briatore. Ma visto da vicino è un uomo d'una complessione impressionante, che non diresti mai. Alto alto, grosso grosso, con mani possenti e pollici a martello. Domanda: lo chiami Matteo, con Renzi siete amici?

"Lo conosco. Nella vita gli amici sono pochi. Ne avrò tre o quattro". E chi sono? "Luciano Benetton, e la sua famiglia. Bernie Ecclestone... e poi ci sono gli amici d'infanzia e quelli che conosco da sempre". Torniamo a Renzi. Anzi Matteo. "E' una persona coraggiosa. Vediamo adesso se non resta impigliato nella ragnatela romana. A me sembra molto decisionista. Ma ha scelto dei sottosegretari orribili, e sono troppi. Come sono troppi i ministri. Il guaio è che l'Italia non cambia mai. Questa gente viene messa lì per ragioni di appartenenza... dalemiani, bersaniani, adesso renziani.

Matteo è stato impaziente secondo me... lui deve andare a votare, e vince, altroché". Renzi e Berlusconi si assomigliano? "Sono due fuoriclasse. Matteo è diventato presidente del Consiglio a trentotto anni. E Berlusconi è lì da vent'anni. Quando uno rimane così tanto sulla ribalta vuol dire che è in gamba". Preferisci Renzi o Berlusconi? "Del Presidente sono amico sul serio. Lo conosco da tanto. Bisognerebbe guardare i programmi. Se i programmi sono simili...".

Se sono simili? "Guarda. L'ideale sarebbe che Matteo stesse con il Presidente". Sorriso. Ma perché Renzi è Matteo, e Berlusconi lo chiami Presidente? "Gli do del tu, ma lo chiamo Presidente. Sono più gli anni che è stato presidente di quelli che è stato Silvio". Ai tempi del Bunga Bunga Briatore finì impigliato in un'intercettazione telefonica con Daniela Santanchè, parlavano del "Presidente", delle sue abitudini private, delle ragazze e del sesso.

"Premesso che è incredibile che una telefonata privata finisca sui giornali, quella non era una conversazione scandalosa. Eravamo due vecchi amici che parlano, allarmati, di un altro amico. In quella telefonata avevo ragione io, perché è da quella storia del Bunga Bunga che sono iniziati tutti i guai. E lo sputtanamento internazionale del Presidente. Se non ci fosse stata quella storia, col cazzo che lo costringevano a dimettersi nel 2011. Avrebbe retto". Poi è arrivato Monti.

"Monti è stato il governo peggiore che l'Italia abbia avuto in senso assoluto. Aveva un potere enorme. Aveva carta bianca. Poteva rivoltare l'Italia come un calzino. E invece niente. Poi c'è stato Letta... E io ho pensato che Matteo avrebbe puntato alle elezioni. Prendeva una valanga di voti. E con le elezioni oggi avrebbe avuto un'altra forza. Avrebbe potuto superare tutti gli inciuci". Di Napolitano che ne pensi? "Penso che ha tramato per far cadere Berlusconi. Dovrebbe essere un garantista per tutti gli italiani". Garantista? Vuoi dire che dovrebbe essere imparziale. "Il presidente, una volta eletto, dovrebbe spogliarsi dell'etichetta. E io questa imparzialità non la vedo".

Ti piace Grillo? "L'ho visto con simpatia all'inizio. I grilli dicono e fanno cose molto giuste. E sulla Boldrini avevano ragione loro. Anche il filmato, quello su cosa faresti con la Boldrini in macchina, a me non sembrava offensivo. Ma divertente. Era figo. Certo, i grilli non dovrebbero dire sempre e solo no. E poi c'è un altro problema. Questo è un movimento nato su internet, e adesso Grillo sta capendo che non si può gestire un movimento del genere senza stare in Parlamento. E' complicato". Quindi sei d'accordo con le espulsioni che sta facendo.

"Non ne so niente. Ma penso che ci vorrebbe una legge contro il trasformismo. Non è possibile che uno sia eletto con una casacca e poi se ne va a spasso dove vuole". Parli come uno che ha votato per Grillo. "Io voto all'estero. E l'ultima volta le schede sono arrivate in ritardo. Un voto ininfluente". Di Angelino Alfano che ne pensi? "Non mi piace. E non mi è piaciuto come è uscito da Forza Italia". Dal Pdl. "Sì, dal Pdl. Lui era una creatura al 100 per cento di Berlusconi. Creato da Berlusconi".

Il Cavaliere trasforma le zucche in deputati. "Ma zucche restano. Questa gente pensa di essere stata eletta. E invece no. Li ha fatti lui. Tutti. Materialmente. Creati". Berlusconi è in difficoltà: condannato e interdetto. "Berlusconi deve trovare il suo numero uno. Non il numero due, ma il numero uno. E deve sceglierlo subito. Se ne deve rendere conto, è una cosa necessaria. Lo deve indicare. Il suo partito è come un'azienda: hai il Ceo in età avanzata, ma senza un amministratore delegato che ne possa fare le veci. Un'azienda così, in queste condizioni, come Forza Italia, non la puoi nemmeno quotare in Borsa".

Marina Berlusconi? "La famiglia Berlusconi ha già dato. Non so se Marina ha voglia. Ma è una donna che ha sempre lavorato. Ha esperienza. Il Presidente aveva puntato su Alfano". E Giovanni Toti? "Non lo conosco". Prima Briatore citava Della Valle. Gli chiedo se ha seguito il suo litigio con John Elkann.

"Poco. Sono due amici che hanno bazzicato lo stesso ambiente e che hanno idee diverse su come gestire Rcs. La loro lite non ha avuto un buon riflesso internazionale. Permette agli altri di criticare l'Italia". Elkann ha detto che Tod's è un'azienda nana. "Le aziende nane non esistono. Le aziende possono essere sane o indebitate, e se sono sane e danno posti di lavoro vanno rispettate".

Che rapporto hai con Della Valle? "Molto buono. Ci vediamo qualche volta. E' un fuoriclasse". E con Elkann? "Lo conosco meno. Ha assunto Marchionne. Dunque dev'essere in gamba". A questo punto saluto il Signor Billionaire, ci lasciamo su Corso Venezia. Il bassotto tedesco non c'è più e anche la grande Audi nera non è più in divieto di sosta sul marciapiede. Adesso c'è un autista dentro. E' l'auto di Briatore. Che si allontana sgasando verso Piazza San Babila.

 

Flavio Briatore sei fuori x x flavio briatore the apprentice MARCO DE BENEDETTI E FLAVIO BRIATORE - FOTO TWITTATA DA PAOLA FERRARIl berlusconi briatore big STRETTA DI MANO TRA TRAVAGLIO E BERLUSCONI jpegmario draghi MARCHIONNE MONTEZEMOLO YAKI ELKANN della valle marchionneSI RIDE ALLA GRANDE MAX GIUSTI ADRIANO PANATTA ALDO CAZZULLO FOTO ANDREA AARIGA MASSIMO GRAMELLINIACCORDO EXPO GIUSEPPE SALA ENRICO LETTA ROBERTO MARONI GIULIANO PISAPIAPisapia Moratti da Corriere.itinnocenzi travaglio vauro santoro

Ultimi Dagoreport

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?