decaro emiliano capriati meloni gemmato

BUGIE, SELFIE, VELINE E VELENI: COSÌ LA DESTRA HA CAVALCATO L’INCHIESTA SULLE INFILTRAZIONI MAFIOSE A BARI – DALLA COMMISSIONE NOMINATA DA PIANTEDOSI ALLE MIRE DEL COLONNELLO DELLA MELONI, IL SOTTOSEGRETARIO MARCELLO GEMMATO, CHE PUNTA A DIVENTARE IL GOVERNATORE DELLA PUGLIA - DA SETTIMANE IL CENTRODESTRA AVEVA IN MANO I SONDAGGI, DISASTROSI, SU BARI. E DECARO ERA DA RIDIMENSIONARE: SARÀ IN LISTA ALLE EUROPEE, ED È IL CANDIDATO NATURALE ALLA REGIONE – L’ASSIST AL GOVERNO DI EMILIANO E LE FOTO-BOOMERANG DEL SINDACO CON L'ALTRA SORELLA DEL BOSS, UNA NEGOZIANTE INCENSURATA, E POI “ANCHE LA MELONI ERA STATA FOTOGRAFATA CON GLI SPADA…”

Giuliano Foschini per "la Repubblica" - Estratti

 

DECARO EMILIANO

Non c’è niente di casuale nell’ «operazione Bari» che la destra di governo aveva organizzato per prendersi quest’estate la città: forzature istituzionali, bugie, uso spregiudicato dei media amici. Tutto era previsto. Tutto sta accadendo.

 

(...)

Il governo non fa il governo, usando le istituzioni come un’arma elettorale; il centrosinistra non fa il centrosinistra, imbarcando transfughi e impresentabili. Eppure, in tutto quello che sta accadendo c’è un disegno molto preciso, cominciato la mattina del 27 febbraio scorso quando i parlamentari del centrodestra pugliese si presentano davanti al ministro Piantedosi per denunciare «la conclamata infiltrazione mafiosa all’interno dell’Amministrazione comunale di Bari». «Conclamata infiltrazione mafiosa». Fa niente che, nonostante quanto oggi sostenga la premier, mai c’era stato un precedente di questo tipo: arresti appena effettuati, commissione da insediare. Ma, evidentemente, non si poteva perdere tempo con il metodo.

 

DECARO PIANTEDOSI

Da settimane il centrodestra aveva in mano i sondaggi, disastrosi, su Bari: si perde al primo turno. Nessuno tra i politici aveva intenzione di misurarsi. Che fare allora? «Sfruttiamo l’inchiesta e mettiamo in campo un nome di garanzia, costruendo una campagna elettorale sulla legalità», si dicono tra loro. Il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto pensa all’ex prefetta Antonella Bellomo, ora in pensione. «Ma non a caso proprio oggi l’ha nominata Emiliano in un organo regionale», si lamentano i consiglieri regionali del centrodestra il 5 marzo. Un’altra ipotesi è il pm antiterrorismo, barese d’origine, Stefano Dambruoso.

michele emiliano e antonio decaro

 

Ma chiede garanzie. E alzare polvere sul tema criminalità organizzata, può esserlo. Si muove il colonnello della Meloni, il sottosegretario Marcello Gemmato e con lui il vice presidente della commissione antimafia, Mauro D’Attis. Dalla Prefettura arrivano messaggi preoccupati ad altre istituzioni: «Siamo sotto pressione. Sarebbe il caso che Decaro facesse una chiacchiera con il ministro…». Ma ormai non c’è più tempo e spazio.

 

Bari va resa contendibile. E Decaro è da ridimensionare: sarà in lista alle europee, ed è il candidato naturale alla Regione, a una poltrona che piace molto a Fdi, e a Gemmato su tutti. Si procede, quindi: Piantedosi decide di insediare la commissione. Lo comunica al sindaco ma ne sottovaluta la reazione. Decaro ne dà notizia per primo. I giornali della destra vanno all’attacco.

 

lina capriati al tg1

Bari è su tutte le prime pagine con una notizia – l’inchiesta di fine febbraio che appena qualche settimane prima era stata raccontata in poche righe. Ma c’è qualcosa che non va come deve: Decaro è animale di comunicazione e in una conferenza stampa ribalta il messaggio, si racconta come il cavaliere bianco contro il sistema, è un grande successo personale. «Se prima perdevamo 70 a 30.

 

Ora siamo 80 a 20» dicono i dirigenti baresi della destra. Pensano a Michele Laforgia, avvocato penalista, che si è candidato alle primarie del centrosinistra ponendo lui solo la questione morale e del trasformismo come tema, «ma ora non posso che essere qui», dice abbracciando il sindaco, di cui è amico.

 

LISETTA CAPRIATI - ANTONIO DECARO - ANNALISA MILZI

Non è un caso che all’improvviso “il caso Bari” sparisca dalle prime pagine dei giornali della destra. Puff, finito tutto. La Cgil chiama a raccolta la città: sabato mattina sono in diecimila per le strade, la folla sotto il palco si dispone a forma di boomerang.

 

Sembra un segnale. E invece poi per fortuna del governo arriva Emiliano: dal palco (accolto da diversi mugugni) dice una frase politicamente folle, forse vera, forse falsa, chissà. È sera quando qualcuno fa circolare il video dell’intervento del governatore. Parte il fuoco di fila dei parlamentari della destra. Si riaccende il circo: «Trattativa Mafia-Pd» titolano i soliti giornali, usando tutti, curiosamente, la stessa espressione. Ancora prime pagine.

MELONI SILVANO SPADA

 

Spunta la foto del sindaco con la sorella del boss, che poi non è proprio quella sorella, è una negoziante, e poi sì è vero, «anche Giorgia era stata fotografata con gli Spada» e aveva detto «non vorremo crocifiggere un politico per una foto, ne facciamo migliaia al giorno». Ma vabbè, sono dettagli, l’importante è fare casino, in fondo siamo a Bari. E i pesci non è detto che debbano somigliare ai pesci.

michele emiliano antonio decaro michele emiliano e antonio decaro 2antonio decaro cado dalle nubi meme GEMMATO MELONImanifestazione per antonio decaro a bari

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...