BUONE NOTIZIE PER PUTIN: TRUMP ABBANDONA L'EUROPA AL SUO DESTINO - COME ANNUNCIATO, RIENTRA NEGLI STATI UNITI LA BRIGATA (COMPOSTA DA 5 MILA SOLDATI AMERICANI) SCHIERATA DA BIDEN DOPO L'INVASIONE DELL'UCRAINA - MA LA QUESTIONE PIÙ PREOCCUPANTE NON È STATA ANCORA UFFICIALIZZATA: TRUMP VUOLE RIDURRE LA QUANTITÀ DI MILITARI STATUNITENSI CHE, IN CASO DI GUERRA, VERREBBERO MANDATI IN SOCCORSO DELL’EUROPA. L'ANNUNCIO E' PREVISTO DOMANI, AL VERTICE NATO DI BRUXELLES...
Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"
La distanza tra le due sponde dell’Atlantico sta aumentando rapidamente. A cose fatte, gli americani ieri notte hanno comunicato agli alleati la decisione di ridurre le loro forze in Europa. Nella sostanza, ratificano quanto già era trapelato nelle scorse settimane: rientra in patria la brigata in più schierata dalla presidenza Biden all’indomani dell’invasione dell’Ucraina e viene sospeso l’invio del reggimento di missili cruise, entrambi dislocati in Germania. Cinquemila militari in meno.
VLADIMIR PUTIN E DONALD TRUMP - IL PEGGIOR INCUBO PER L EUROPA- PRIMA PAGINA THE ECONOMIST
D’ora in poi resteranno nel Vecchio Continente solo tre brigate della Us Army, ciascuna con oltre quattromila soldati: l’unica componente terrestre di un contingente complessivo di circa 75 mila persone. Si torna al livello del 2021, quando regnava una pace indiscussa e i tamburi di guerra sul fronte orientale erano una realtà inconcepibile. Ieri invece i droni russi hanno provocato l’allarme generale in Lituania e il premier polacco Donald Tusk ha dichiarato che il conflitto ucraino «potrebbe presto portare a una situazione in cui la Nato dovrà reagire con fermezza».
[...] Il taglio delle truppe viene motivato esplicitamente con la linea dell’America First di Donald Trump, oltre che con le aumentate capacità difensive dei partner europei. Che però andranno valutate una per una, come se Washington stesse preparando le pagelle dei buoni e dei cattivi. È per questo - spiega finalmente il Pentagono - che è stato sospeso il rimpiazzo di una delle tre brigate destinate a presidiare il Vecchio Continente: non sono più convinti che vada tenuta in Polonia o spostata altrove.
DONALD TRUMP CONTRO L EUROPA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA
Il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte getta acqua sul fuoco: «La riduzione era prevedibile e non avrà un impatto sui piani di difesa». Rutte cerca di evitare strappi con la Casa Bianca e porta avanti il modello della “Nato 3.0” in cui gli eserciti europei avranno un peso crescente. In effetti, rispetto al ritmo del riarmo tedesco e polacco la perdita delle brigate americane cambia poco dal punto di vista militare. Ma rappresenta un segnale politico fortissimo: le scelte sono state prese senza consultare gli alleati e senza neppure chiarire la tempistica.
Ormai nessuno ha più dubbi. Siamo davanti all’inizio di un D-Day all’incontrario, in cui il disimpegno statunitense sarà rapido e irrevocabile. Circolano già rumors su reparti dell’Us Air Force e della Navy che potrebbero tornare a casa. Pure il passaggio di consegne nella gestione dei tre comandi Nato, incluso quello di Napoli che verrà ceduto agli italiani, sarà accelerato.
La questione più preoccupante non è stata ancora ufficializzata, ma si capisce che è già stata ampiamente valutata nelle stanze del Pentagono. Ed è clamorosa. La presidenza Trump vuole ridurre la quantità di militari statunitensi che in caso di guerra verrebbero mandati in soccorso dell’Europa e intende annunciarlo domani nel vertice Nato di Bruxelles.
Il loro numero è segretissimo ma si ritiene che sia vicino a 200 mila soldati. Si tratta del principale deterrente convenzionale - senza cioè fare ricorso alle armi nucleari - a garanzia della sicurezza dei Paesi europei: chiunque voglia aggredirli, sa che dovrebbe fare i conti con massicci rinforzi statunitensi.
Di fatto, pur non revocandolo, una mossa di questo tipo andrebbe a incidere sull’Articolo 5 della Nato perché limerebbe il contributo di Washington alla tutela dei partner sotto attacco. E si tratta di un provvedimento in sintonia con lo stop al trasferimento in Germania di missili a lungo raggio Tomahawk, disposto nel 2024 da Biden come strumento per prevenire lo strapotere della Russia in questo settore. [...]


