IL ‘BOTTINO’ DI BETTINO – UN BUSTO DI GARIBALDI, DIVISE, CIMELI E UN FALSO MODIGLIANI: L’ EREDITÀ DI CRAXI, ALL’ASTA PER 350 MILA EURO (IL PIÙ FANTASTICATO TESORO DEGLI ULTIMI ANNI È UN CUMULO DI CIANFRUSAGLIE)

Filippo Facci per "Libero Quotidiano"
La storia è un po' mesta. L'eredità politica di Bettino Craxi se la sono contesa in tanti per due decenni, ma la notizia è che l'eredità economica finirà direttamente all'asta. Su un quotidiano, infatti, è comparso un avviso del Tribunale di Milano in cui l'eredità è messa in vendita per un «prezzo minimo» di 350mila euro: entro mezzogiorno del 30 novembre gli interessati possono farsi vivi presso i curatori (notaio Ajello- Sormani, curatrice Paola Grissini) purché versino una caparra di 35mila euro. Ma di che eredità stiamo parlando?

La storia è un po' mesta. Bettino Craxi nel 1997 era già esule in Tunisia da tre anni (cioè latitante) e da altrettanti aveva abbandonato la sua casa di via Foppa a Milano. Era già condannato a cinque anni e mezzo per corruzione e ormai era già chiaro a tutti che non sarebbe tornato più. Però, di non avere con sé le sue cose, quelle che aveva collezionato per tutta la vita, gli dispiaceva. Purtroppo, però, il 13 marzo 1997 ci fu una soffiata: «Andate al porto, la nave è questa, controllate».

Il porto era quello di Livorno e la motonave si chiamava Linda, anche se i 250 scatoloni da controllare erano ancora su un camion con targa tunisina posteggiato al deposito doganale di Varco Galgani. C'erano, sì, anche scatoloni di maglieria grezza che risultavano indirizzati al maglificio «Pullovex sarl, Zone Industrielle Route pour Tunis, 3100 Kairouan», tutto imballato con nastro da pacco: però erano 1200 chili di roba, troppi per essere soltanto lana. Così i finanzieri aprirono le scatole una per una, e ci misero una giornata intera.

I giornali scrissero di «tesoro di Craxi» e «archivio di Craxi» e scemenze varie su Craxi; intervenne il servizio antifrodi e ne nacque un tourbillon giudiziario che si concluderà con l'assoluzione di Anna Craxi, moglie di Bettino. La stampa, al solito, ricamò di brutto. Scrissero di preziosissimi oggetti d'arte antica, quadri di Rembrandt e di Poyakof, sculture di Modigliani, la procura circondariale livornese invocò una valutazione del celeberrimo Pool della procura di Milano. Questo mentre Craxi inondava le redazioni di fax per spiegare che quelli, in sostanza, erano solo gli arredi di casa sua, insomma era un trasloco, e neanche suo, ma principalmente di sua moglie Anna che aveva deciso di vivere anche lei ad Hammamet.

La polemica s'inabissò. L'iter per il dissequestro ovviamente fu lungo e complesso. Di autentici «tesori di Craxi» alla fine non ne troveranno mai, e sarà il procuratore aggiunto del Pool di Milano, Gerardo D'Ambrosio, ad ammettere che Craxi non arricchì mai personalmente con la politica. A parte un paio di modesti appartamenti per i figli e qualche versamento per l'amante (una ridicola tv privata) altri tesori non riusciranno a trovarne. La celebre villa di Hammamet, negli anni Sessanta, fu pagata due lire.

Però ecco, c'era il tesoro sequestrato a Livorno. Il 12 marzo 1999, cioè due anni dopo, sul quel carico venne posto addirittura il vincolo delle Belle arti: la Sovrintendenza ai Beni culturali di Pisa iniziò un'indagine per stabilire se il materiale rinvenuto potesse essere considerato esportabile. L'anno dopo, il 23 marzo 2000, poco dopo la morte di Craxi, la famiglia decise di accettarne l'eredità con beneficio d'inventario: una cautela obbligata, visti i processi di Mani Pulite e quindi il rischio di ereditare anche i debiti legati alle condanne. Il 28 luglio dello stesso anno il tribunale accolse la richiesta di «inventario asseverato ».

Ed eccolo, il tesoro. Vecchie pistole, sciabole, spade, divise, mostrine, ritratti, incisioni, lettere autografe. Un busto di terracotta di Giuseppe Garibaldi scolpito da Ximenes, comprato da un antiquario di via dei Coronari, ricevuto in regalo da un amico per la festa di compleanno. Moltissimi simboli del Partito socialista tra i quali il garofano scelto per soppiantare falce e martello. Effetti personali di Craxi. Stampe, libri, quadri, cianfrusaglie, cappelli, camice rosse. Un biglietto autografo di Garibaldi omaggiato da Giovanni Spadolini, che lo aveva prelevato dalla sua collezione. Soldatini in camicia rossa comprati al mercatino di Bollate. Niente di notevole valore.

Nessun Rembrandt, ovviamente. C'era una testa di Modigliani: ma era falsa, era stata regalata a Craxi dai celebri falsari del 1984, un «vero falso Modigliani» come da l'etichetta applicata sotto il piedistallo. La storia è un po' mesta. In famiglia ci furono discussioni e disaccordi, ma erano spuntati debiti da ripianare e creditori da acquietare: in particolare c'era da liquidare chi aspettava risarcimenti per la bancarotta del vecchio Banco Ambrosiano.

Ergo, decisero di vendere il «tesoro». Gli avvocati Camozzi-Bonissoni-Giuliano passarono la pratica al notaio Ajello e il Tribunale nominò Paola Grossini come curatrice, incaricata di monetizzare il più possibile: e siamo all'annuncio pubblicato ieri. La dottoressa, per il tesoro più fantasticato degli ultimi trent'anni, chiede 350mila euro. Un buon bilocale al Giambellino.


LA VICENDA
L'AVVISO
Ieri, su un quotidiano milanese è comparso un avviso del Tribunale di Milano in cui viene messa in vendita l'eredità di Bettino Craxi per un prezzo minimo di 350mila euro. Entro mezzogiorno del 30 novembre gli interessati possono farsi vivi presso i curatori purché versino una caparra di 35mila euro

IL SEQUESTRO
Il 13 marzo 1997 le autorità portuali di Livorno, dopo una segnalazione, sequestrano 250 scatolini indirizzati a Bettino Craxi, allora latitante in Tunisia. Erano i ricordi e gli oggetti collezionati dall'ex statista, fino a quel momento conservati della casa di via Foppa, a Milano

DIVISE E CIMELI
Tra il materiale inventariato, oltre ad alcune scatole di maglieria, vecchie pistole, sciabole, spade, divise, mostrine, ritratti, incisioni, lettere autografe. Un busto di terracotta di Giuseppe Garibaldi scolpito da Ximenes, comprato da un antiquario di via dei Coronari. Moltissimi simboli del Partito socialista tra i quali il garofano scelto per soppiantare falce e martello. E poi stampe, libri, quadri, cappelli, camice rosse garibaldine. Un biglietto autografo dell'eroe dei due mondi omaggiato da Giovanni Spadolini, oltre ad alcuni soldatini in camicia rossa comprati al mercatino di Bollate

UN FALSO MODIGLIANI
Inoltre nel «tesoro» di Craxi anche una testa di Modigliani, ma non è un originale, era stata regalata a Craxi dai celebri falsari del 1984. Un «vero falso Modigliani» come da l'etichetta applicata sotto il piedistallo

 

BETTINO CRAXI E GIANNI AGNELLI bettino craxi DICEMBRE BETTINO CRAXI CONTESTATO ESCE DALLHOTEL RAPHAEL DI ROMA BETTINO CRAXI BOB HOSKINS ANNA E BETTINO CRAXI ALLUSCITA DALLHOTEL RAPHAEL DI ROMA BETTINO CRAXI VENNE RICOPERTO DI MONETINE E INSULTI APRILE Bettino Craxi e Giovanni MinoliCRAXI BETTINOBettino CraxiBettino Craxi

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?