consip woodcock matteo tiziano renzi alfredo romeo bocchino

LA MANINA DELLE “BARBE FINTE” - CALDEROLI: “SUL CASO CONSIP SENTO PUZZA DI SERVIZI SEGRETI. RICORDA IL CASO ‘TELEKOM SERBIA’, QUANDO COMPARVE IGOR MARINI E TUTTO FINÌ IN VACCA. ORA VOGLIONO AFFOSSARE L'INCHIESTA TOGLIENDO CREDIBILITA’. MA NON CREDO CI RIUSCIRANNO PERCHE'…”

Giorgio Gandola per “la Verità”

 

CALDEROLICALDEROLI

C'è sempre un momento in cui, come la rucola o la cravatta a righe, torna di moda Giulio Andreotti. È il momento dei dubbi, delle opacità, delle tre carte sul tavolino, quando la realtà viene capovolta da un colpo di teatro che provoca un sospiro di sollievo nel governo e trova miracolosamente l'applauso del Giornalista collettivo. Allora una porticina della mente scricchiola ed entra il fantasma di Andreotti.

 

«Sono un inguaribile sospettoso, eppure per esperienza so quante volte ha trovato conferma il detto che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca». Le parole sono di Roberto Calderoli, in Parlamento da 25 anni con il fazzoletto verde della Lega nel taschino della giacca.

 

igor mariniigor marini

Un senatore in tutti i sensi, anche se non fosse vicepresidente del Senato per la terza volta. E a indurlo ad evocare quel motto è lo scandalo Consip, o meglio la sterzata dell'intercettazione fasulla, della trascrizione sbagliata e dell' urgenza di oscurare tutto». In una nota, ieri mattina, ha parlato apertamente di sospetti su un ruolo da parte dei servizi segreti. «C'è un' aria che non mi piace, mi ricorda una vecchia storia politico-giudiziaria. E le lepri finte usate per disorientare i cani».

telekom serbiatelekom serbia

 

Presidente Calderoli, mentre i renziani stanno danzando, perché lei appare così sospettoso?

«Guardi, gli ultimi sviluppi del caso Consip sono strani. Una vicenda che aveva portato a premature condanne mediatiche viene azzerata perché si scopre che una prova è falsa, quindi si arriva in quattro e quattr' otto ad altrettanto premature assoluzioni, sempre mediatiche. A me viene da pensare male, anzi a pensare a un vecchio caso di cui mi ero occupato, Telekom Serbia».

 

SCAFARTOSCAFARTO

Vicenda ingarbugliata, cominciata con dei sacchi di iuta è finita con degli imbarazzi. Che analogie ci sarebbero?

«Mi segua. Era il presunto scandalo sulla presunta tangente per l'acquisto di Telekom Serbia scoppiato durante il governo Prodi a fine anni '90. L'inchiesta puntava ad aprire armadi zeppi di scheletri e faceva tremare la sinistra, fino a quando un giorno nella Commissione parlamentare di cui facevo parte fece la sua comparsa il teste che avrebbe dovuto fornire le prove decisive, il sedicente conte Igor Marini, soprannominato conte Max. E tutto finì in vacca».

 

Questo perché Marini era inattendibile.

«Le sparò così grosse da far crollare tutto il teorema accusatorio. Accusò Romano Prodi, Piero Fassino e Lamberto Dini, definiti Mortadella, Cicogna e Ranocchio. Si figuri. E lo fece in maniera così sprovveduta, pasticciata, imprecisa da trasformare Telekom Serbia in carta straccia con tanto di scuse alla sinistra accusata. Nel caso Consip avverto qualcosa di simile. Sensazioni, ma non sono nato ieri: stesso copione, stessi attori, anche qui registi occulti. Si parla di servizi. E un errore che dovrebbe, nell'intenzione di qualcuno, togliere credibilità al tutto».

tiziano renzitiziano renzi

 

Non crede all' errore o alla cattiva fede di Giampaolo Scafarto, l'ufficiale dei carabinieri del Noe?

«Un errore fa parte della fallibilità umana. Niente da dire. Ma è strano che partendo da questo errore si voglia smontare ogni possibile accusa con una fretta degna di miglior causa. Le prove che prima inchiodavano, adesso scagionano. Modalità e tempistica mi risultano sospette: è come se fossero uscite dalle tane tante lepri finte per disorientare i cani che stanno cercando la pista. Con Telekom Serbia la strategia funzionò benissimo. C'era una Commissione parlamentare che poteva far emergere errori, o peggio responsabilità, ma con l'entrata in scena di Marini tutto perse credibilità. Ci si occupò delle sue boutade e non della ciccia. Ecco come demolire un castello accusatorio».

PAOLO IELOPAOLO IELO

 

L’ex premier, il padre Tiziano e l’entourage brindano troppo presto?

«Se brindano buon per loro. Ripeto, l'errore di trascrizione è plausibile. Lo è meno dimenticarsi di scrivere che chi fotografava le targhe era un residente nel quartiere e non uomini dei servizi. La faccenda puzza di bruciato. Da una parte ha forti riflessi politici, dall'altra potrebbe anche esserci uno scontro interno fra poteri dello Stato. Certo è che in questa fase sono comparse molte lepri col motorino che confondono le idee a chi indaga».

 

Il Nucleo operativo dei carabinieri è un fiore all' occhiello dell'Arma. Secondo lei cosa è accaduto?

«Ce lo riveleranno le inchieste. Certo è singolare che mentre la procura di Roma toglie al Noe l'inchiesta per manipolazione, quella di Napoli ribadisce tutta la sua fiducia. Qui non si tratta di fare il tifo per il Milan o per l'Inter, ma di stabilire dei punti fermi e delle strategie investigative».

woodcockwoodcock

 

Presidente Calderoli, sta dicendo che potrebbe esserci un conflitto fra procure?

«La vicenda è ingarbugliata, le condanne e le assoluzioni premature sono sempre sbagliate. In tutto questo ho una certezza: lo scandalo Consip non finirà come Telekom Serbia. Perché ritengo il procuratore Giuseppe Pignatone un professionista di prim' ordine, solido e sereno. E perché ho conosciuto il pm Paolo Ielo e lo considero, come il suo collega Mario Palazzi, preparato e tenace. Ho fiducia. Nessuno di loro si fermerà davanti a queste prove risultate false. Persone del genere sono certamente in grado di capire quante lepri vere stanno correndo nella radura. E quante di latta”.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...