PISAPIA ASSUME IL SUO BIOGRAFO PER RILANCIARE L’IMMAGINE DI MILANO (È ABITUATO A FARE MIRACOLI) - LA CAMERA CHIUDE PRIMA PER RISPARMIARE - IL DEFUNTO TERZO POLO VIVE ANCORA SULLA CARTA IN PARLAMENTO - NON SOLO PENALE: LUSI E BELSITO MESSI SOTTO INCHIESTA ANCHE DALLA CORTE DEI CONTI - LO SPIETATO ENRICO BONDI TAGLIA L’AMBIGUO ENTE PUBBLICO DI ALDO BRANCHER - BARCA S’ISPIRA A TRENTIN - LA DITTA CHE HA ORGANIZZATO I CONCERTI ITALIANI DI MADONNA SANZIONATA PER MANCANZA DI CONTROLLI…

A cura di Gianluca Di Feo e Primo De Nicola per "l'Espresso"

1 - FINI ACCORCIA LA GIORNATA...
La Camera chiuderà prima per risparmiare. Per ridurre le spese, l'amministrazione di Montecitorio su input di Gianfranco Fini sta pensando ad anticipare la chiusura del palazzo dalle 22, come accade ora, alle 21. Sotto la "tagliola" della chiusura anticipata andrebbero le eventuali (e, per la verità, piuttosto rare) sedute notturne dell'aula. L'orientamento dominante è quello di far si che ogni attività parlamentare d'aula o di commissione si concluda entro il nuovo orario di chiusura per riprendere, se necessario, l'indomani alle 8 del mattino. B.C.

2 - IL FANTASMA DEL TERZO POLO...
Pier Ferdinando Casini gli ha fatto il funerale due mesi e mezzo fa («Onore a chi vi ha partecipato, andiamo oltre»). Gianfranco Fini si è adeguato e ormai lo chiama «nuovo». Eppure il "Terzo polo" non è del tutto morto: vive e lotta insieme a noi, almeno nell'ufficialità del Parlamento. Alla Camera, resiste ancora la dizione che ottimisticamente, ad aprile 2011 e con il progetto in crescita, futuristi e centristi decisero di apporre al nome dei rispettivi gruppi: Futuro e libertà per il Terzo Polo (e dunque a rigore non Fli, ma Fltp)
e Unione di Centro per il Terzo Polo (UdcTp, impronunciabile come l'altro). Al Senato, esiste addirittura un gruppo "Per il Terzo polo", composto solo da Fli e Api (l'Udc ne aveva già uno tutto suo e certo non ci ha rinunciato). Urge aggiornamento. S. T.

3 - ALTRI GUAI PER LUSI E BELSITO...
L'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, e quello della Lega, Francesco Belsito, entrano nel mirino della procura della Corte dei conti del Lazio. I magistrati hanno avviato due diverse inchieste per danno erariale sulla gestione "allegra" dei rimborsi elettorali. Le indagini ricalcano per filo e per segno quelle penali. A Lusi la procura di Roma contesta, per ora, un'appropriazione indebita di almeno 25 milioni ai danni della Margherita. Belsito è accusato dalla procura di Milano, oltre che di appropriazione indebita, anche di truffa ai danni dello Stato. Sui rimborsi elettorali della Lega indaga già da alcuni mesi anche la Procura della Corte dei conti della Lombardia. È probabile, a questo punto, che si crei un conflitto di competenza tra le due autorità giudiziarie. D.L.

4 - BRANCHER SFORBICIATO...
Il commissario anti-sprechi Enrico Bondi ha cancellato il fondo Brancher. Con due commi del decreto sulla revisione della spesa statali, il governo Monti ha soppresso l'Odi, L'ente pubblico nato nel 2010 e chiamato a distribuire 80 milioni all'anno tra i comuni veneti e lombardi al confine con il Trentino.

Presidente e dominus dell'Odi era l'onorevole Aldo Brancher, che fu nominato da Berlusconi e Tremonti alla vigilia della sua condanna definitiva per appropriazione indebita e ricettazione di fondi neri della Banca Popolare di Lodi. La scelta di affidare soldi pubblici a un politico pregiudicato era stata denunciata da "l'Espresso": l'articolo è stato poi inserito dai carabinieri nel dossier che ha fatto scoppiare lo scandalo dei finanziamenti elettorali sottratti dal tesoriere leghista Francesco Belsito. Il pluri-inquisito Brancher è stato per anni l'uomo di collegamento tra Lega e Pdl.

La soppressione dell'Odi è stata accolta con soddisfazione dai sindaci di decine di comuni di montagna, che il comitato presieduto da Brancher progettava di escludere dai contributi per concentrarli invece su ricchi centri turistici, ad esempio per costruire una pista ciclabile da tre milioni al chilometro in una zona franosa del Lago di Garda. Ora gli aiuti ai comuni di confine andranno concordati con le due province che ci mettono i soldi: Trento e Bolzano. Contro il taglio dell'Odi, oltre a Brancher, si è scagliato solo il governatore veneto, il leghista Luca Zaia, che è sostenuto anche dalla corrente dell'onorevole pregiudicato. P.B.

5 - BRAND MILANO AL BIOGRAFO DI PISAPIA...
In vista dell'Expo, ma non solo, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia sta pensando a un rilancio di immagine della città per renderla più attrattiva e aumentare i flussi turistici anche al di là dell'evento del 2015. Impresa tutt'altro che facile: nelle classifiche internazionali della "brand reputation", cioè della percezione che si ha nel mondo delle principali metropoli, il capoluogo lombardo è mediamente in ventesima posizione, spesso anche più giù. Roma, per fare un confronto, è al quarto posto.

E non è neanche una preoccupazione dell'ultima ora, al punto che già prima che si formasse l'attuale giunta, si era parlato di un apposito assessorato di cui poi non se ne è fatto più niente. Adesso però si corre ai ripari, con la costituzione di un tavolo di coordinamento per studiare le adeguate strategie per rendere più charming la prossima sede dell'Esposizione Universale. A guidare l'organismo, che dovrà decidere anche i relativi stanziamenti in comunicazione, è stato chiamato Stefano Rolando, già capo del dipartimento dell'informazione e dell'editoria della presidenza del Consiglio dei ministri tra il 1985 e il 1995 e autore del libro "Due arcobaleni nel cielo di Milano" sulla vittoria di Pisapia. Vi. P.

6 - PARLAMENTO IN CIFRE...
46.558 sono le denunce per malattie professionali presentate nel 2011. Per il quinto anno i dati registrano un aumento (+10% rispetto il 2010) arrivando quasi a raddoppiare i casi del 2006. Il comparto più colpito è l'industria (oltre 38.000 denunce), mentre l'incremento maggiore è nell'agricoltura (+25 per cento). (A cura dell'associazione Openpolis)

7 - BARCA S'ISPIRA A TRENTIN...
Cambridge, la Bocconi, il Mit di Boston, Stanford, l'Ocse, la Commissione europea. Un curriculum internazionale di tutto rispetto, che però non ha fatto dimenticare al ministro Fabrizio Barca le sue origini. Tutte interne alla sinistra e al mondo del sindacato. Il responsabile per la Coesione territoriale tiene infatti in bella vista sulla sua scrivania "Lavoro e libertà", la raccolta di scritti dell'ex segretario Cgil Bruno Trentin pubblicati dopo la sua morte dalla Ediesse, la casa editrice dell'organizzazione guidata da Susanna Camusso. Una questione di stima, ma anche di famiglia: Trentin fu infatti amico intimo del padre del ministro, Luciano, responsabile economico del Pci ai tempi di Enrico Berlinguer. P.FA.

8 - CHIAMATA A CARICO VOSTRO...
Maria Rosaria Rossi non teme il conflitto di interessi. La deputata del Pdl romana ma casertana di origine che oggi è vista come la "pretoriana" più vicina a Silvio Berlusconi, che segue come un'ombra in ogni occasione, ha presentato un emendamento al decreto Sviluppo che modifichi la normativa per i lavoratori dei call center telefonici. Peccato, però che la Rossi, che con il Cavaliere avrebbe scritto a quattro mani il nuovo inno del Pdl, sia lei stessa titolare di un'azienda di servizi specializzata proprio in call center. Una circostanza che non l'ha indotta a far presentare in commissione da un collega l'emendamento che le sta tanto caro: chi fa da sé fa per tre, deve aver pensato.
B. C.

9 - DOPO 17 ANNI DI VETI BOLZANO RICORDA LANGER...
Ci sono voluti quasi vent'anni, ma alla fine Bolzano omaggerà Alex Langer, il profeta dei Verdi italiani morto suicida a Firenze nel 1995: gli verrà intitolata una nuova scuola elementare, improntata al plurilinguismo. Non è stato facile superare la contrarietà della Volkspartei (partito di maggioranza assoluta in Alto Adige) che considerava Langer il nemico pubblico numero uno, per via della sua spiccata interetnicità che faceva a pezzi i meccanismi della divisione etnica in provincia di Bolzano.

Del resto, la Svp aveva un debito da saldare con gli alleati del centrosinistra: due anni fa aveva portato a casa l'intitolazione della piazza antistante Palazzo Widmann, sede della Provincia Autonoma, al suo leader storico (e grande avversario di Langer) Silvius Magnago, ottenendo dal Comune una deroga all'obbligo di attendere 10 anni dalla morte, avvenuta nel maggio 2010. Silvius santo subito, insomma. Alex... con calma. P.C.

10 - IL RISPARMIO SECONDO MATTEO...
Manifesti cartacei solo per i dibattiti con le "figure apicali" del partito, ovvero per Bersani e "big"come D'Alema e Veltroni: così ha stabilito la federazione romana del Pd per pubblicizzare gli eventi della Festa dell'Unità. La decisione non è piaciuta a Matteo Orfini, che - con il budget del dipartimento Cultura del Pd, di cui è responsabile nazionale - ha stampato i manifesti per la presentazione del suo libro "Con le nostre parole". E sul Web sono piovute le critiche dei militanti: «Un comportamento individualista, un rapporto poco sobrio col denaro».C. Cu.

11 - SALVATE IL BARONE VERDE...
Scaricato da destra e sinistra, e in parte pure dai colleghi della Lega, il senatore Giuseppe Leoni ha trovato un valido difensore nel presidente del Coni, Gianni Petrucci. Parlamentari e soci da tempo chiedono al ministro Corrado Passera di sollevare dal ruolo di commissario straordinario dell'Aeroclub d'Italia il Barone Verde, reo di aver usato i soldi dell'ente pubblico per feste faraoniche, per ripianare il debito di un aeroclub amico, per pagarsi l'avvocato privato, di aver rovinato scuole di volo storiche per dissidi personali.

Invece, Petrucci ha scritto al ministro che «il senatore ha gestito al meglio per nove anni l'Aeroclub d'Italia», difendendolo da «attacchi che ne offendono l'operato». Ora la lettera è finita in Parlamento con un'interrogazione dell'onorevole Enzo Raisi di Fli, che in tutto questo ha sentito profumo di convenienza elettorale. «Capisco che Petrucci
sia in fase di rielezione», ha detto Raisi, «ma non chieda la violazione
delle norme per una manciata di voti».

12 - IL TAGLIO DEL FORESTALE...
Un nuovo capo del Corpo forestale dello Stato, subito, che sostituisca l'attuale, Cesare Patrone. Lo chiedono in una interrogazione parlamentare il capogruppo dell'Italia dei valori a palazzo Madama, Felice Belisario e il senatore dello stesso partito, Elio Lannutti. La ragione? La condanna al pagamento di 50 mila euro comminata dalla Corte dei conti allo stesso Patrono per una consulenza considerata illegittima.

In realtà, già un mese fa i due parlamentari avevano chiesto la sostituzione di Patrono in carica da più di 8 anni. Troppi, secondo loro, considerando i tempi medi d'incarico dei suoi predecessori e dei capi dell'arma dei carabinieri e della guardia di finanza. Poi è sopraggiunta la sentenza dei giudici contabili, un provvedimento che per Belisario e Lannutti rende ancora più urgente l'avvicendamento: «Il titolare di una carica tanto delicata», dicono, «non può restare al suo posto se condannato per danno erariale».P.D.N.

13 - MADONNA SREGOLATA...
Gli spettacoli hanno fatto il tutto esaurito. Ma non il "tutto in regola". Prima del concerto di Madonna, che si è svolto nella capitale il 12 giugno, gli ispettori del Lavoro della Provincia di Roma hanno messo per 11 ore sotto controllo tutta la macchina organizzativa: 24 le imprese coinvolte e oltre 300 i lavoratori. Un'irregolarità del palco appurata è stata immediatamente sanata. Ma la ditta che ha commissionato i lavori per tutte e tre le date del tour italiano, quella che a Roma li ha eseguiti e il responsabile della sicurezza sono stati sanzionati per la mancanza di controllo sull'attività. Il totale delle multe è pari a 60 mila euro, somma che sarà ridotta a 15 mila se la sanzione verrà pagata entro 30 giorni. Anche nel concerto che Madonna ha tenuto a Milano il 14 giugno sono state riscontrate irregolarità.

14 - UNA CROCIATA PER ELUANA...
Pdl e Lega trovano l'accordo in Friuli Venezia Giulia e il film di Marco Bellocchio ispirato alla storia di Eluana Englaro godrà del finanziamento regionale. Dopo settimane di polemiche e di tira e molla la maggioranza di centrodestra ha deciso di destinare 150 mila euro per "La bella addormentata". In cambio i leghisti locali hanno ottenuto la stessa cifra per la pellicola "September Eleven 1683": la storia del frate Marco D'Aviano e la sua predicazione tra i soldati della Lega Santa che piegarono l'assedio ottomano a Vienna.

Una storia cara al Carroccio e al suo regista di riferimento Renzo Martinelli, ancora in voga nonostante il flop del precedente "Barbarossa", costato 30 milioni di euro (4 ricevuti dalla Rai e 1 milione e 600 mila dal ministero dei Beni culturali) a fronte degli 800 mila incassati al botteghino. Alle riprese aveva partecipato come comparsa anche
l'ex ministro Umberto Bossi. M.S.

 

 

GIULIANO PISAPIA PIERFERDINANDO CASINI GIANFRANCO FINI LUIGI LUSI IN SENATO IL GIORNO DEL VOTO SUL SUO ARRESTO jpegFRANCESCO BELSITO BRANCHERFABRIZIO BARCAMASSIMO DALEMA Walter Veltronirossi maria rosaria CONCERTO DI MADONNA A ROMA Eluana

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...