CANDIDATI 2.0? BOCCIATI! - IL RAPPORTO TRA POLITICA E SOCIAL NETWORK È UN FLOP SU TUTTA LA LINEA - A DESTRA SI SENTONO I KARL ROVE DEL POPOLO BUE E SCAMBIANO TWITTER COL VECCHIO VOLANTINAGGIO. A SINISTRA D’ALEMA PER MOSTRARSI ‘MODERNO’ ATTACCA GRILLO DICENDO “L’ALTRA SERA HO VISTO IL SUO DISCORSO SU INTERNET” - IL BLOGGER “NOMFUP” (ALIAS FILIPPO SENSI): “IN QUESTE ELEZIONI NESSUNO È RIUSCITO A FARE COME PISAPIA, FORSE SOLO UN PO’ A PALERMO” - LO STRACULT: IL CANDIDATO DI CATANZARO CHE PARLA PER UN’ORA DAVANTI A UNA PIAZZA VUOTA…

Jacopo Iacoboni per "La Stampa"

La scena che scorre su youtube è desolante ma a modo suo epica. Un uomo, ripreso da un suo addetto, tiene un comizio in piazza da un'ora: davanti a lui, nessuno. Si chiama Francesco Nocera, si candida sindaco a Catanzaro e sicuramente avrà voluto riscrivere il vecchio «piazze piene urne vuote»; l'immagine, la più cliccata di queste elezioni, assurge a paradigma di una stagione bizzarra: quella della politica che prova a paracadutarsi sui social network. Il paracadute però non si apre.

Tutti i politici (ma anche gli umani) ormai parlano e bla bla bla di twitter e dei social network, la realtà è che questa campagna per le amministrative è stata un flop, dal punto di vista dell'incrocio tra questi due mondi: tradizionalmente allergici, impermeabili, incomunicanti. Una ricerca dell'Istituto Cattaneo racconta che 74 candidati alle amministrative su 84 hanno un profilo facebook, e 45 uno twitter.

Solo che rispetto, per dire, alla saga che portò a Milano all'elezione di Pisapia anche attraverso una grande mobilitazione dal basso, un fenomeno generativo non solo sui social network, la politica italiana non fa passi avanti: li fa indietro. Bisogna provare a raccontare perché.

S'è scritto già della «svolta» di Alfano, che ha lanciato, dice, un «pdl 2.0», il portale nuovo, il network forzasilvio.it (con «oltre 242mila persone registrate»), una solenne «Political Digital Academy» (tutto maiuscolo), una specie di scuola online permanente per formare eletti e militanti, e dulcis in fundo «i team digitali», una specie di traduzione internettiana dei «volontari delle libertà» sempre evocati da Silvio Berlusconi. Ok, ma c'è un piccolissimo problema: a destra fanno assai fatica a scrollarsi di dosso l'idea che twitter (o i social) siano una traduzione del vecchio volantinaggio, o della comunicazione verticale via spin doctor. Si sentono i Karl Rove del popolo bue. È errore da matita blu.

Le parole di Alfano lo rivelano freudianamente, «anche se oggi non si attacca un manifesto, si può attaccare un post». Il fatto è che twitter (o facebook) non consistono nell'attaccare post. Cosa che i politici continuano a fare: una bacheca noiosissima per dire dove faranno il comizio.

E così la «political digital academy» mette online roba come l'intervista alla Gelmini, che emette frasi tipo «è una bellissima iniziativa da implementare strada facendo». Oppure chiama a far da consulenti al Pdl giganti come Microsoft, Google, Banzai, non esattamente un esempio di una partecipazione attiva dei cittadini dal basso.

Alfano, Bersani, Casini, hanno discreti profili twitter (soprattutto il leader dell'Udc sembra maneggiare il genere), e in alcuni casi molto seguiti; la Lega è quella che da questo punto di vista è messa peggio, racconta Sara Bentivegna nel suo Parlamento 2.0 , solo Maroni sa un po' come utilizzare lo strumento-facebook. Il movimento 5 stelle naturalmente ha fatto scuola, anche se in queste amministrative risulta particolarmente schiacchiato (anche nei profili dei candidati locali) sul puro rimando al blog di Grillo, il quale però - sostiene il collettivo di scrittura Wu Ming - «usa la rete come Televangelista». Ma il punto non è (solo) il seguito: è cosa, e come lo dicono i politici.

Fa scuola, in questo, cosa accadde alla Moratti: non è che non avesse seguito, anzi, ad aprile 2011 il suo sito aveva centomila utenti unici, quello di Pisapia solo 27mila (dati Pquod). Solo che il candidato del centrosinistra s'era giovato di una mobilitazione reale, quella di centrodestra aveva organizzato una campagna dall'alto. Sui social non te lo perdonano.

E a sinistra non va affatto meglio. Per mostrarsi «moderno», uno come D'Alema attacca Grillo dicendo «l'altra sera ho visto su Internet un discorso di Beppe Grillo che usava esattamente gli stessi toni e le stesse parole del Bossi di vent'anni fa, mescolate col Gabibbo». Ah però, il discorso «l'ha visto su Internet». O ancora, Bersani per mostrarsi aperto propone che la nuova legge sul finanziamento contempli anche «la pubblicazione dei conti su internet».

Pochi invece - un'eccezione è Giuseppe Civati - si curano di capire i meccanismi della mobilitazione. Cosa che al posto dei politici fanno blogger appassionati di politica, come byoblu, come Arianna Ciccone, come Daw, o come Filippo Sensi del leggendario Nomfup: «In queste elezioni nessuno - dice l'oracolo nomfup -, forse solo un po' a Palermo, è riuscito a fare come Pisapia: capire che la politica non può mettere il cappello sui social, deve semmai provare a surfare su un'onda».

Se l'onda non c'è, ovvio, niente surf. È questo gap culturale che la politica ha davanti; ma it's a long way to Tipperary. Perché quelli citati sono i leader, alle amministrative di oggi - sul territorio - spesso va anche peggio, e i candidati-sindaco sono talvolta veri disastri anche nei numeri. Su facebook solo Ippazio Stefàno (a Taranto) e Marianna Caronia (a Palermo) superano (di poco) i 5000 amici. Su twitter solo Ferrandelli e Leoluca Orlando (a Palermo) e Marco Doria sono sopra i duemila follower. Doria, insomma, non è Pisapia, purtroppo per lui. Gli altri, come Nocera-io-sono-leggenda, parlano al vuoto.

 

MASSIMO DALEMA GIULIANO PISAPIA Karl Rove ANGELINO ALFANO E SILVIO BERLUSCONI IL TRIO BERSANI CASINI ALFANOBEPPE GRILLO STRABUZZA GLI OCCHIpippo-civatiFABRIZIO FERRANDELLI ORLANDO ATTACCA MANIFESTI

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!