andrea delmastro mauro caroccia

L'AFFARE S'INGROSSA - MIRIAM CAROCCIA, LA FIGLIA DEL PRESTANOME DELLA CAMORRA MAURO, NONCHÉ EX SOCIA DI ANDREA DELMASTRO, È INDAGATA PER RICICLAGGIO E INTESTAZIONE FITTIZIA DI BENI. LE VERIFICHE RIGUARDEREBBERO ANCHE LA “BISTECCHERIA D’ITALIA”, IL RISTORANTE DI CUI È STATO CONTITOLARE DELMASTRO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, CHE PORTAVA A CENA NEL LOCALE I VERTICI DELLA PENITENZIARIA E DEL MINISTERO (COMPRESA LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI) NON POTEVA NON SAPERE CON CHI AVEVA A CHE FARE: CI SONO FOTO DI LUI ABBRACCIATO A MAURO CAROCCIA GIÀ NEL 2023. E POI TUTTI I MEDIA ITALIANI AVEVANO PARLATO DELL’ARRESTO DELL’UOMO, CHE AVEVA FATTO PARTICOLARE SCALPORE PER IL COINVOLGIMENTO DI CLAUDIO CIRINNÀ (FRATELLO DELL’EX SENATRICE PD MONICA)

INDAGATA LA SOCIA DI DELMASTRO IL MELONIANO TORNÒ DAL MAFIOSO

Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”

 

GIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

Il castello di bugie del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove crolla definitivamente di fronte a due fatti che Domani è in grado di rivelare: una foto che ritrae Delmastro nel locale del clan dopo aver dismesso le sue quote; e l’indagine segreta sulla socia, fino a pochi mesi fa, del sottosegretario.

 

Partiamo dalla foto. Dobbiamo tornare a fine gennaio di quest’anno. Il politico è impegnato sul fronte caldo della riforma della giustizia. Un impegno istituzionale che non gli ha impedito di trovare il tempo per occuparsi anche di affari privati: due mesi prima il potente meloniano ha venduto le quote della srl 5 Forchette che gestisce, insieme alla figlia giovanissima dell’uomo di camorra (l’imprenditore Mauro Caroccia) e ai vertici di Fratelli d’Italia Piemonte.

 

Delmastro ha venduto a una srl da lui fondata, una sorta di schermo, cedendo le sue quote personali. Poche settimane dopo, tra febbraio e marzo, tutti scapperanno dalla società. Ufficialmente nel ristorante non compare l’uomo del più potente clan romano, i Senese. Ma tutti sanno che è lui l’oste che intrattiene gli ospiti. Le azioni sono detenute dalla figlia, che presta il nome per evitare nuovi sequestri e con lei c’è il gotha del partito al governo, incluso il sottosegretario alla Giustizia.

 

IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA

Ora, apprende Domani, proprio la giovane figlia del prestanome dei Senese è finita al centro di un’indagine della procura capitolina, insieme al padre Mauro, attualmente in carcere a Viterbo.

 

Le ipotesi da verificare sono, a vario titolo, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. I magistrati e gli uomini della Guardia di finanza già da tempo lavorano all’inchiesta che coinvolge almeno due membri della famiglia Caroccia. Un’inchiesta che incrocia l’indirizzo di via Tuscolana dove ha sede il ristorante Bisteccheria d’Italia: le verifiche, infatti, riguarderebbero tra le altre attività anche la società in cui ha avuto le azioni il politico.

 

Da dove provengono i soldi messi sul tavolo dai Caroccia per aprirlo? Dove ha trovato la liquidità una neo diciottenne per investire in un locale che ha costi non indifferenti?

 

Domande a cui gli investigatori stanno cercando di rispondere. E presto il procedimento potrebbe allargarsi. Restano estranei il sottosegretario Delmastro e gli altri membri biellesi di FdI. Ma di certo è il fatto che l’ex socia del sottosegretario sia indagata per reati connessi ai clan è un pesante e ulteriore macigno sulla posizione di Delmastro.

 

GENNAIO 2026 - ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERA D'ITALIA CON RAFFAELE TUTTOMONDO SINDACALISTA DI POLIZIA PENITENZIARIA

[...] Dopo lo scandalo esploso in questi giorni, il padrone delle carceri italiane ha detto di aver ceduto le quote appena saputa l’identità di Caroccia. Solo lui non si era accorto di niente, chi fosse l’imprenditore era cosa nota a mezza Roma. Lo scatto che questo giornale pubblica smonta proprio la sua versione condita da frasi di circostanza come «La mafia è una montagna di merda».

 

Domani può ricostruire che nel periodo in cui Delmastro aveva ceduto le sue quote personali, con Caroccia già condannato dalla corte d’appello, a quattro anni per intestazione fittizia con l’aggravante di aver favorito il clan, il sottosegretario ha continuato a frequentare quel locale chiacchierato. Partecipa, a fine gennaio, a una cena con la polizia penitenziaria nel ristorante che odora di brace e puzza di mafia. Il sottosegretario alla Giustizia viene immortalato in foto con un sindacalista, Raffaele Tuttolomondo.

 

andrea delmastro mauro caroccia

«Sempre a difesa delle Donne e agli Uomini della Polizia Penitenziaria insieme al grande amico Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. GRAZIE GRAZIEEEE», scrive Tuttolomondo, sorridente con Delmastro al suo fianco.

 

[...]

 

Dietro ai due si scorge il logo di Bisteccheria d’Italia, il ristorante dove il sottosegretario ha fatto accomodare poliziotte e poliziotti. Un corpo dello stato a cena dove il gestore è cresciuto e si è servito dei soldi del clan, quelli provento di narcotraffico e delitti di ogni genere. Mettendo così a rischio la credibilità ed esponendo un’intera istituzione che lavora nelle carceri, luoghi cruciali per gli imperi criminali.

andrea delmastro

 

«I suoi fedelissimi andavano in giro a sponsorizzare il ristorante, uno di loro mi ha più volte invitato: “Andrea si è preso un ristorante a Roma. Dai vieni a mangiare, c’è una carne fantastica”», ha raccontato a Domani chi frequentava il mondo piemontese di Fratelli d’Italia. [...]

 

 

CAROCCIA, PADRE E FIGLIA INDAGATI IL GIALLO DEI CONTANTI PER LE QUOTE

Estratto dell’articolo di Irene Famà e Gianluca Paolucci per “La Stampa”

 

[...] Per ricostruire la vicenda bisogna tornare al 2017-2018. Mauro Caroccia lavora per il clan Senese e, raccontano le sentenze, con i suoi ristoranti ripulisce il denaro che arriva dalla droga, dall'usura e da una lunga serie di affari illeciti. C'è l'apertura del "Da Baffo", poi "Baffo 2 Fish". Dalle indagini, si legge negli atti, «emerge come il locale sia stato gestito sotto le direttive» dei Senese. E c'è una telefonata, intercettata dagli investigatori, significativa più di altre.

GIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

 

Angelo Senese, fratello del capo indiscusso, un nome e un cognome che nella Capitale significano affari sporchi e potere, redarguisce Mauro Caroccia per una discussione avuta con la moglie all'interno davanti ai clienti: «Ti devo tirare le orecchie! Ti devo tirare…». I litigi in pubblico rischiano di «pregiudicare il buon nome e l'andamento dell'attività». I ristoranti finiscono al centro dell'inchiesta, Mauro Caroccia a processo: condannato nel 2022, assolto in appello.

 

Nel 2025 annuncia l'apertura di un nuovo locale, "Bisteccheria d'Italia". Lo fa in pompa magna, con tanto di video: «Sono tornato». Però nella 5 Forchette, che nasce formalmente a Biella il 16 dicembre del 2024, non c'è Mauro Caroccia ma la figlia Miriam, all'epoca appena maggiorenne. Ed è con lei che il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro si mette in società, con il 25% delle quote.

 

mauro caroccia

Con lui, seppure sul 5%, investono pure dei compagni di partito: la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, il consigliere regionale Davide Zappalà, l'assessore biellese e segretario provinciale di FdI Cristiano Franceschini. Più Donatella Pelle, impiegata, moglie dell'avvocato Domenico Monteleone molto attivo in Piemonte nelle procedure fallimentari, che si prende il 10%.

 

Il capitale versato al momento della nascita della società è appena 2.500 euro, un quarto dei diecimila euro di capitale sociale. Ma se questi soldi sono certi - certificati dalle copie degli assegni della Banca d'Asti (per le quote di Caroccia e Pelle) e Banca Sella (per tutti gli altri) depositati in camera di commercio - quando "i biellesi" escono e vendono il loro 50% a Miriam Caroccia per 5.000 euro, il saldo delle quote avviene in contanti.

 

ELENA CHIARINO

Forse. Perché gli atti, redatti da un commercialista della città piemontese, si limitano a riportare che «il prezzo per la compravendita delle singole partecipazioni è già stato corrisposto dalla signora Caroccia a mezzo pagamento in contanti».

 

Nessuna certificazione dell'avvenuto pagamento e nessuna specificazione se le somme passate di mano hanno riguardato l'intero valore (i 5.000 euro riportati nei documenti) o solo la quota versata come capitale (1.250 euro, pari a un quarto).

 

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I documenti non riportano una data, ma la registrazione presso la Camera di commercio locale avviene il 6 marzo scorso. Pochi giorni prima, il 3 marzo, viene registrato un atto-fotocopia dove cambia solo venditore e compratore: a vendere è la G&G di Delmastro, a comprare è la Pelle, che si trova così per qualche giorno con il 35% della società che gestisce il ristorante romano. Anche in questo caso, «il corrispettivo» - la somma di 2.500 euro - al momento dell'atto è stato «già corrisposto» dalla Pelle «a mezzo di pagamento in contanti».

 

La G&G era diventata socia della 5 Forchette il 28 novembre dello scorso anno.

Quando Delmastro ha venduto di fatto a sé stesso, passando la sua quota alla società della quale detiene comunque il 100%. Con due differenze sostanziali rispetto agli altri passaggi di quote: l'atto è redatto da un notaio. E il pagamento (2.500 euro in questo caso) «verrà versato, con mezzi di pagamento tracciabili nel rispetto della normativa antiriciclaggio, entro 30 giorni».

 

“Il ristorante utilizzato per riciclare denaro” indagati Caroccia e figlia

Estratto dell’articolo di Andrea Ossino per “la Repubblica”

 

[...]

 

michele senese

Forse i Caroccia si sentivano al sicuro. Un esponente della maggioranza di governo come socio, altri tre politici di Fratelli d'Italia di rilievo nell'asset. Funzionari e amministratori pubblici ai suoi tavoli. Momenti da immortalare, che oggi il web restituisce come pietre quando arriva la tempesta.

 

Perché dimostrano che Delmastro non poteva non sapere. Certo, è ragionevole credere che non fosse a conoscenza di un'indagine sui suoi soci, coperta da segreto d'ufficio. Ma come faceva a non capire chi fosse quell'uomo che abbracciava nel 2023? O quella diciottenne seduta davanti a lui al momento di fondare la sua azienda? O il ristorante dove andava spesso a mangiare, portando amici, politici e funzionari?

 

Una rapida ricerca su Google dimostra che tutte le principali testate giornalistiche — da La Repubblica a Il Giornale, passando per la Rai — avevano scritto dell'operazione che aveva colpito il cuore imprenditoriale del clan Senese, arrestando i suoi prestanome, tra cui Mauro Caroccia.

 

bisteccheria d italia

Un'indagine che aveva fatto particolare scalpore anche per il coinvolgimento di Claudio Cirinnà, fratello dell'ex senatrice Monica Cirinnà, totalmente estranea ai fatti. Ma il legame di sangue aveva comunque attirato l'attenzione della politica.

 

Ne parlavano tutti. In quegli atti — rilanciati per anni — si parlava di Mauro Caroccia. Si scriveva che «la famiglia Senese investiva le proprie notevoli (e ingiustificate) disponibilità finanziarie in attività economiche gestite da imprenditori ben conosciuti: Papa, Vestiti, Sorrentino, Caroccia, Mastrosanto». [...]

 

carlo nordio con andrea delmastro al teatro parenti di milano per il comizio sul referendum giustizia foto lapressegiusi bartolozzi andrea delmastro foto lapresse

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