renzi il riformista

“CHE SENSO HA PER RENZI UN GIORNALE COME 'IL RIFORMISTA' QUANDO IL TERZO POLO SI È GIÀ ROTTO?” - FOLLI: “IL RISCHIO E’ CHE LA TESTATA FINIRÀ PER ESSERE IL GAZZETTINO DI ITALIA VIVA. NON AIUTA L’IMPOPOLARITÀ DI RENZI. MA L’EX PREMIER HA DIRITTO DI ESSERE MESSO ALLA PROVA. IL DUBBIO RIGUARDA LA CAPACITÀ DI ALIMENTARE OGNI GIORNO UNA CAMPAGNA DI IDEE SENZA SCADERE NELLA RISSA. E SENZA USARE LA TESTATA COME  SCUDO PER…” - VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Stefano Folli per la Repubblica

 

renzi in diretta da vespa presenta il riformista cinque minuti

L’uscita del rinnovato Riformista con direttore politico Matteo Renzi (Andrea Ruggieri responsabile) suscita attenzione e curiosità in alcuni, ma solleva al solito le ironie e i sarcasmi di vari ambienti a sinistra, da settori del Pd ai Cinque Stelle.

 

Gli argomenti non sono inediti. Cos’altro vogliono dal Terzo Polo che ormai è naufragato? Che senso ha fare un giornale, peraltro destinato a vendere poche copie, quando il giocattolo politico si è già rotto? E poi, chi può credere che la testata non finirà per essere il gazzettino di Italia Viva, quando invece pretende di definirsi come quotidiano di idee? Nessuno in effetti è in grado di prevedere come andrà questa avventura editoriale, certo in controtendenza in un’epoca in cui il messaggio politico viaggia sulle ali della propaganda spicciola: un populismo mascherato e talvolta nemmeno quello, sia a destra sia a sinistra.

 

renzi in diretta da vespa presenta il riformista cinque minuti

Del resto non aiuta l’impopolarità di Renzi. L’ultima analisi di YouTrend lo colloca ultimo nel gradimento degli italiani, con il 13 per cento, appena sotto il suo ex socio Calenda, 15 per cento. Tuttavia è opportuno vedere la vicenda da un’altra angolazione. Proprio perché il Terzo Polo nella sua identità originaria è tramontato, si apre l’opportunità di un’iniziativa diversa. Una sfida non da poco: meno acrobazie per mettere insieme un 7-8 per cento utile a contrattare candidature e poltrone, maggiore capacità di nutrire un dibattito pubblico che diventa più banale di giorno in giorno.

 

In fondo, è vero: come uomo di intrighi e congiure di palazzo, Renzi si è costruito una fama sinistra che gli resterà appiccicata addosso. Ma ora ha la possibilità, se sarà all’altezza, di coprire un vuoto in un panorama politico radicalizzato. Non è questione di resuscitare il fatidico “centro”, mai come oggi misterioso e inafferrabile come un’isola mitologica; bensì di riportare il bipolarismo all’italiana, assai contraddittorio, sul terreno dei fatti concreti, anziché abbandonarlo tra le nuvole degli ideologismi. 

 

(...)

renzi in diretta da vespa presenta il riformista cinque minuti

Viceversa il giornale di Renzi attaccherà la premier da un punto di vista, diciamo così, liberale: le farà notare che il taglio è poca cosa rispetto a quelli effettuati in passato da altri esecutivi. In particolare, è ovvio, pensando agli 80 euro del governo renziano. Può sembrare una polemica destinata a non andare lontano e invece è un confronto interessante. Due punti di vista legati a una visione manichea e in mezzo una sorta di fact checking che esprime desiderio di razionalità. E di chiarezza verso il cittadino. In altre parole, c’è forse spazio per un giornale che dice di voler interpretare un riformismo ancorato ai dati.

matteo renzi nuovo direttore del riformista

 

Vale nell’economia come nella giustizia, nella scuola come nella politica estera e verso l’Unione europea. Quando Renzi afferma di non essere interessato a pubblicare un gazzettino personale, ha diritto di essere messo alla prova. Semmai il dubbio riguarda la sua costanza quotidiana, la tenacia, la capacità di alimentare ogni giorno una campagna di idee senza scadere nella rissa. E senza usare la testata come semplice scudo per andare in televisione, ospite di quei talk show di cui vorrebbe essere l’alternativa

bin salman renziMALEDETTO IL GIORNO CHE T'HO INCONTRATO - RENZI E CALENDA BY MACONDO

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)