donald trump giorgia meloni petrolio guerra

DONALD, FUCK YOU! – LO CHOC PETROLIFERO CAUSATO DALLA GUERRA IN IRAN DI TRUMP E NETANYAHU PUO' COSTARE ALL’ITALIA UN INTERO PUNTO PERCENTUALE DI PIL NEL 2026, PORTANDO IL PAESE IN RECESSIONE - ANCHE GLI STATI UNITI SONO IN DIFFICOLTA', AL PUNTO CHE IL SEGRETARIO DEL TESORO AMERICANO, SCOTT BESSENT, HA DETTO CHE GLI USA POTREBBERO RIMUOVERE LE SANZIONI AL PETROLIO IRANIANO GIÀ IN NAVIGAZIONE. SAREBBE UNA MOSSA CLAMOROSA, DOPO 56 ANNI DI MISURE CONTRO TEHERAN (GLI IRANIANI RICEVEREBBERO MILIARDI CON CUI FINANZIARE IL CONFLITTO) – IL QATAR: CON I DANNI ALL’IMPIANTO DI RAS LAFFAN -17% EXPORT GNL IN CINQUE ANNI…

ATTACCO ALL IMPIANTO DI RAS LAFFAN IN IRAQ

GOVERNO QATAR, 'CON DANNI A RAS LAFFAN -17% EXPORT GNL IN 5 ANNI'

(ANSA) - Secondo il governo del Qatar gli attacchi iraniani contro l'impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al Paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Lo scrive la Bbc.  

 

Il Gnl viene prodotto raffreddando il gas naturale a temperature molto basse utilizzando una grande unità di processo industriale nota come 'train', spiega l'emittente britannica, e il ministro afferma che gli attacchi iraniani hanno danneggiato due dei 14 'train' dell'impianto.

 

DONALD TRUMP CON AL THANI IN QATAR

"Cinque anni non bastano per una riparazione", ha dichiarato alla Bbc Ciaran Roe, direttore commerciale di HySights, società di intelligence di mercato per i combustibili puliti con sede a Singapore. "Si tratta di una ricostruzione completa".

 

I paesi asiatici sono i più dipendenti dal Gnl del Qatar, in particolare Giappone, Corea del Sud, India e Cina. In Europa, Italia e Belgio sono già grandi clienti, ma il continente nel suo complesso sta diventando sempre più dipendente dal gas mediorientale, avendo abbandonato le importazioni russe in seguito alla guerra in Ucraina e il Qatar è uno dei principali, se non il principale, attore nel mercato globale del gas naturale, ricorda la testata.

 

ATTACCO ALL IMPIANTO DI RAS LAFFAN IN IRAQ

"La paura potrebbe persistere sul mercato per diversi mesi, se non anni", afferma Roe. "Questo cambierà il modo di pensare dei governi nei confronti delle importazioni di Gnl".

 

PETROLIO, CAOS PREZZI TRA OCCIDENTE E ASIA

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

Se il mercato del petrolio fosse perfetto — guidato da domanda e offerta, non da agende politiche e azioni di guerra — accadrebbe qualcosa che in questa guerra è alieno: andamenti uguali per tutti nel mondo e non uno scarto di quasi il 50% fra il prezzo euro-americano e quello in Asia.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - NETANYAHU TIENE AL GUINZAGLIO TRUMP

E se il mercato del gas non fosse stato trascinato nel conflitto del Golfo, con guasti duraturi a uno dei maggiori impianti al mondo, e il rischio di blocco delle forniture a Italia e Belgio, l’Europa ora non rischierebbe la seconda crisi strutturale dell’energia in quattro anni.

 

Invece le ultime 48 ore segnano un’ulteriore discesa nel conflitto, con gli impianti di petrolio e metano come ostaggi contro i quali entrambe le parti infieriscono. A un attacco israeliano su South Pars, le infrastrutture del giacimento di gas che Teheran condivide con Doha, è seguito quello iraniano sull’impianto qatariota di Ras Laffan.

 

E poiché quest’ultimo è uno dei maggiori nel gas naturale liquefatto e avrà bisogno di anni per tornare a pieno regime, la guerra del Golfo sta imprimendo un altro giro di vite all’economia mondiale.

 

usa e israele attaccano l iran 13

Eurasia Group, il think tank di Ian Bremmer, prevede che all’Italia questa crisi possa costare un intero punto percentuale di prodotto lordo nel 2026 (dunque porterebbe il Paese in recessione), a Francia, Germania e Cina poco di meno.

 

Il segno che un’altra soglia è stata superata l’ha dato ieri il segretario al Tesoro americano Scott Bessent. In un’intervista a Fox , ha detto: «Nei prossimi giorni, potremmo levare le sanzioni al petrolio iraniano che è già in navigazione».

 

Sarebbe uno stupefacente rovesciamento di rotta dopo 56 anni di misure economiche degli Stati Uniti contro Teheran, proprio quando per la prima volta i due Paesi si affrontano in una guerra aperta e protratta. «Sono dieci giorni o forse due settimane di offerta di greggio in più», ha aggiunto Bessent.

 

Il fatto che l’amministrazione Trump parli di una simile ipotesi dà la misura di quanto i rincari dell’energia mordano.

 

IMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATAR

Bessent per ora cerca di fare dichiarazioni che calmino il mercato; ma senz’altro la Casa Bianca è disposta ad andare anche più lontano, pur di disinnescare i rincari del gallone di benzina per l’elettore medio negli Stati Uniti.

 

Le sanzioni alla Russia sono già sospese. La stessa apparente calma che regna sul solo West Texas Intermediate (Wti) — l’indice americano del petrolio, ieri più stabile sotto i cento dollari a barile rispetto all’indice europeo Brent o agli indici del Golfo Dubai e Oman — alimenta nel mercato il sospetto che il dipartimento del Tesoro stia intervenendo.

 

scott bessent e donald trump

Alcuni osservatori si chiedono se l’amministrazione Trump cerchi di manipolare un po’ il prezzo. Avrebbe un modo per farlo: vendere o far vendere allo scoperto, provocandone i ribassi, i futures sul Wti. Sarebbe un’operazione ritenuta dagli esperti tanto efficace nell’immediato, quanto pericolosa alla lunga perché non potrebbe alterare lo squilibrio fra domanda e offerta.

 

Molti investitori iniziano poi a pensare che Trump possa […] bloccare, limitare o tassare l’export di energia americana […] per tenere entro i confini il più possibile del gas e petrolio prodotti negli Stati Uniti e così separare al ribasso i prezzi statunitensi da quelli del resto del mondo.

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

Molte di queste azioni sarebbero illegali e creerebbero terremoti sui mercati. Ma l’aspettativa è così diffusa che ieri la Casa Bianca ha dovuto smentire.

 

Forse più semplice per il presidente andarsene dichiarando una vittoria che non sarebbe tale, nella speranza che l’Iran riapra Hormuz. Certo la pressione resta e […]. Preoccupa anche un’altra distorsione: il Wti ieri sera era a 95 dollari a barile, il Brent a 107, ma le varietà Oman e Dubai a 153 e 136; eppure questi tipi di greggio del Golfo costavano qualcosa meno del Brent fino a subito prima della guerra.

 

ambasciata usa a baghdad colpita da un drone iraniano

Il loro aumento vertiginoso si spiega perché essi sono divenuti molto più scarsi con la chiusura di Hormuz, a svantaggio dei compratori di Cina o Corea del Sud che ne usano la gran parte. Ma presto le raffinerie asiatiche potrebbero entrare in concorrenza con le raffinerie europee e americane per il greggio occidentale venduto ai prezzi del Brent e Wti.

Facendo convergere i prezzi del petrolio consumato in Europa al rialzo, verso quelli del petrolio consumato in Asia.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago usa e israele attaccano l iran 7benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3usa e israele attaccano l iran 8PALAZZI DISTRUTTI DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE BOMBARDAMENTI AMERICANI SU TEHERAN usa e israele attaccano l iran 9usa e israele attaccano l'iran 2usa e israele attaccano l'iran 3usa e israele attaccano l'iran 4usa e israele attaccano l'iran 6usa e israele attaccano l'iran 5GLI OBIETTIVI DELLA RITORSIONE IRANIANA DOPO GLI ATTACCHI DI USA E ISRAELE DONNA PIANGE DI FRONTE A UN PALAZZO DISTRUTTO DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE SOCCORRITORI DOPO UN ATTACCO A TEHERAN RADAR BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRAN

IMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATAR

scott bessent donald trump

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...