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CI MANCAVA SOLO LA NOSTALGIA ULIVISTA DI D’ALEMA – AL “VINILE” DI VIA LIBETTA PER LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA RIVISTA  “RINASCITA” GRIFFATA GOFFREDO BETTINI, MASSIMO D’ALEMA SUGGERISCE IL MODELLO CHE PORTO’ ALLA VITTORIA DELL’ULIVO DI PRODI NEL 1996: “BISOGNA LAVORARE ANCORA PER ALLARGARE IL NOSTRO CAMPO AD ALTRE FORZE DEMOCRATICHE, ANCHE DECOSTRUENDO QUELLO DELLA DESTRA” – UN MODELLO TALMENTE SOLIDO CHE DUE ANNI DOPO’ SALTO’ IN ARIA CON LO ZAMPONE DI BERTINOTTI E IL BAFFETTO DEL MAGO DALEMIX CHE SI RITROVO’ A PALAZZO CHIGI – IL BOTTA E RISPOSTA SULLA FINE DEL GOVERNO PRODI TRA D’ALEMA E DAMILANO: “LEI E’ UNO STUPIDO”: VIDEO STRACULT

 

Estratto dell‘articolo di Andrea Carugati per “il manifesto”

massimo dalema goffredo bettini foto lapresse

Metti una sera all’Ostiense i leader del centrosinistra. Ci sono tutti, solo Conte è in video per impegni fuori Roma, all’aperitivo di battesimo di Rinascita, la storica rivista del Pci che tornerà online a inizio marzo sotto la guida di Goffredo Bettini.

 

La location è al Vinile di via Libetta, a pochi passi dal gasometro, un locale notturno che diventa per alcune ore il quartier generale del campo largo: ci sono Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Andrea Orlando, che guida il comitato scientifico della rivista, Massimo D’Alema, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, parlamentari, assessori e presidenti di municipio.

massimo dalema - roberto gualtieri - elly schlein -

Bettini, non da ora, è uno dei massimi fautori dell’alleanza giallorossa. Loda il lavoro fatto da Schlein e Conte nei loro partiti: la resurrezione del Pd, la trasformazione del M5S in una «originale forza di governo». E li sprona a fare di più per l’alleanza: «Cinque anni fa lanciai l’idea di un campo largo.

Oggi l’idea è spianata, tutti nel campo progressista sono convinti di questa necessità. Ha fatto da imbuto per arrivare qua la qualità del governo della destra, la sua inadeguatezza e pericolosità. Guai a reprimere le idee di ognuno, ma un senso comune va trovato, un sentire comune, una voglia sincera di stare insieme».

elly schlein goffredo bettini foto lapresse

«Adesso si tratta di camminare insieme e, nel ragionare, capire e proporre un programma comune. Ognuno sta facendo la sua parte. Il leader lo troveremo, forse col metodo più schietto e vero, le primarie democratiche, che possono essere una grande festa di popolo e partecipazione. Marcare le proprie idee in una alleanza non è settarismo, ma può diventare una chiarezza indispensabile per l’incontro con l’altro», l’arringa di Bettini.

Conte in video ricorda la partecipazione a Rinascita del suo vice Mario Turco: una presenza non casuale, e lo stesso Conte annuncia di voler dare un proprio contributo, nell’ottica di utilizzare la rivista come luogo di dialogo e di costruzione di una visione alternativa per il campo di centrosinistra.

 

goffredo bettini andrea orlando foto lapresse

«La destra nazionalista oggi fa paura», ha detto Schlein. «Mi ha fatto molto riflettere quello che sta accadendo, negli Stati uniti in particolare, ma non solo. Una destra nazionalista più aggressiva e arrogante che mai: una destra che ha fatto un investimento culturale, più della nostra parte, sul piano delle idee, dell’identità. Ma ha fatto anche un patto di potere con un’oligarchia, le “big tech” che hanno un’agenda politica chiara: un neoliberismo ancora più sfrenato».

 

Secondo la leader Pd «lo sforzo che dobbiamo fare è darci strumenti nuovi per un lavoro culturale che assieme al lavoro politico che abbiamo avviato da un po’. Se guardiamo a quanto fatto, abbiamo compiuto passi avanti rispetto alle politiche del 2022. Ma noi dobbiamo costruire non una alleanza contro Meloni ma sulle cose che dobbiamo fare per il Paese. Davanti alla destra che fa paura noi dobbiamo offrire tranquillità: di poterti curare, di poter mandare tuo figlio a scuola senza rischi. Su questa tranquillità dobbiamo lavorare».

 

massimo dalema andrea orlando sabrina alfonsi goffedo bettini rilancio di rinascita

D’Alema, intervenuto per ultimo, ricorda come le destre abbiano vinto, negli Usa e in Europa, «con un messaggio ideologico che in sostanza è “rifare grande l’Occidente”: esprimono la rancorosa volontà di rivincita dell’Occidente verso una globalizzazione di cui non è più il dominus, che avrebbe dovuto certificarne l’egemonia sul mondo ma che ha avuto un esito opposto».

 

Quanto all’Italia, l’ex premier suggerisce il modello del 1996: «Bisogna lavorare ancora per allargare il nostro campo ad altre forze democratiche, anche decostruendo quello della destra». Allora D’Alema fu tra i principali artefici del divorzio tra Bossi e Berlusconi che permise la vittoria dell’Ulivo. Difficile che quel modello si possa ripetere. «Oggi da pensionato posso offrire un contributo di idee e di passione».

 

andrea orlando sabrina alfonsi goffredo bettini foto lapresse

Le primarie restano sullo sfondo. Schlein si è sempre detta disponibile, ma non raccoglie l’assist di Bettini. L’idea che circola è che il leader 5S, inizialmente titubante, abbia deciso di aprire all’ipotesi, convinti di poter raccogliere una percentuale di voti più alta, in proporzione, di quella del suo partito: se il m5S ha meno della metà dei voti del Pd, il ragionamento, Conte potrebbe avere una performance assai più competitiva ai gazebo.  [...]

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