CLINI E DECLINI - L’EX MINISTRO DELL’AMBIENTE INDAGATO PER CORRUZIONE E RICICLAGGIO DI FONDI PER LA COOPERAZIONE

Giuliano Foschini per "la Repubblica"

Sono partiti da alcune fatture strane emesse da un'impresa di Ravenna. Quindi tutto è cominciato da una sospetta evasione fiscale. Invece, passo dopo passo, la procura e la guardia di Finanza di Ravenna si sono trovati in mano un'inchiesta esplosiva per corruzione e riciclaggio che coinvolge un ministero, quello dell'Ambiente, e ha al centro un investimento internazionale - New Eden - da 54 milioni di euro impegnati soltanto dal governo italiano per realizzare un'opera idraulica in Iraq. Parte di quei soldi - temono oggi gli investigatori - potrebbero essere finiti su un conto segreto scoperto in Giordania e riconducibile proprio ad alcuni italiani.

La storia, raccontata ieri da Il Tempo, ha tratti ancora poco chiari. Però una cosa certa c'è: nel registro degli indagati sono state iscritte già una decina di persone. Il nome più pesante è quello dell'ex ministro dell'Ambiente del governo Monti, Corrado Clini, che oggi verrà interrogato dalla procura di Ravenna e dovrà spiegare cosa ne sa e che tipo di controlli sono stati fatti su un investimento del genere.

Clini fa sapere che risponderà alle domande dei magistrati e che di questa storia sa poco, anzi nulla. «Prima di dire qualsiasi cosa - dicono i suoi - vediamo di capire di cosa si tratta. Certo è che il progetto di cui si parla è stato premiato con un oscar dell'ambiente».

Il progetto al centro dell'inchiesta «ha lo scopo - si legge in alcuni degli atti acquisiti dalla Finanza - di pianificare una gestione idriche nel sud dell'Iraq, in parallelo a un progetto di
sviluppo della Mesopotamia». Tra le altre cose è previsto, per esempio, il controllo dei bacini idrici del Tigri e l'Eufrate. Il progetto va avanti da più di dieci anni, l'Italia ne è stata capofila fin dal principio perché a condurlo è appunto una società di Ravenna, la Med ingegneria, specialista in infrastrutture civili.

Nei giorni scorsi la Finanza è stata sia al ministero a Roma sia nella sede della società, in via Putinati a Ravenna, per raccogliere tutta la documentazione. L'indagine nasce infatti proprio da alcune carte: fatture che la Med ingegneria emette e che saltano agli occhi delle fiamme gialle per una serie di stranezze.

Parte una segnalazione al pm Nicola Proto che decide di vederci chiaro e chiede alle fiamme gialle di andare avanti. Si analizzano i conti correnti e le stranezze aumentano. Il sospetto è che alcune di quelle fatture siano completamente false e parte degli stanziamenti sarebbero stati spesi dalla Med Ingegneria per cose completamente diverse rispetto a quelle denunciate.

Non solo: la Finanza rintraccia anche un conto corrente in Giordania sul quale sarebbero finiti molti di quei soldi. Ora il problema è provare perché il denaro è finito lì e soprattutto a chi è finito. È possibile che ora chiedano spiegazioni oggi all'ex ministro Clini (che per anni è stato direttore generale di quel ministero), magari chiedendogli come l'ente ha vigilato sui fondi erogati per questo tipo di investimento. Gli indagati sono una decina, tra dirigenti della società e del ministero. I reati contestati sono, a vario titolo, quello di riciclaggio, corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti.

 

 

Corrado Clini e Sebastiao Salgado CLINI E PASSERAclini

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)