hillary clinton isis

HILLARY INGOLFATA DI SOLDI - ECCO COSA SCRIVE LA CLINTON NELLE EMAIL DIFFUSE DA WIKILEAKS: ''ARABIA SAUDITA E QATAR FINANZIANO L'ISIS''. UN SEGRETO DI PULCINELLA, MA ASSAI COMPROMETTENTE VISTO CHE I DUE STATI VERSANO ALLA CLINTON FOUNDATION DECINE DI MILIONI - OCCHIO: L'APOCALISSE, PIÙ CHE IN TRUMP, POTREBBE ESSERE NELLE EMAIL CHE ASSANGE DIFFONDERA' ALLA VIGILIA DEL'ULTIMO DIBATTITO

Paolo Becchi e Cesare Sacchetti per Libero Quotidiano

 

Mentre Hillary Clinton in un' intervista al New York Times, afferma di essere l' ultimo ostacolo prima dell' Apocalisse, vestita nei panni di Donald Trump, Wikileaks continua a diffondere le email dell' ex segretario di Stato. L' ultima, pubblicata dal sito di Assange, porta la data del 17 agosto 2014 ed è indirizzata all' attuale organizzatore della sua campagna elettorale, John Podesta.

ISIS A MOSULISIS A MOSUL

 

Nell' email in questione Hilary fa un' analisi sull' espansione dell' Isis e riconosce che dietro questa organizzazione terroristica ci sono rispettivamente Qatar e Arabia, i quali «stanno fornendo supporto clandestino di tipo logistico e finanziario all' Isis e altri gruppi estremisti» nella zona tra l' Iraq e la Siria.

 

Sul supporto dei paesi del Golfo al terrorismo islamico si è largamente discusso in passato, e si ricorda in proposito la sorprendente dichiarazione dell' ex ministro degli Esteri saudita, il principe Saud al-Faisal nominato in questo ruolo nel lontano 1975 e rimasto in carica fino al aprile del 2015, che affermò che il «Daesh (Isis) è la nostra risposta per il supporto americano al Da' wa», il partito sciita iracheno alleato dell' Iran.

 

isis e arabia sauditaisis e arabia saudita

Questa dichiarazione testimoniò se non la prova diretta che l' Arabia Saudita è la vera finanziatrice dell' Isis, quantomeno la crescente tensione tra i due storici alleati, Usa e Arabia Saudita, in quello che negli ultimi anni è sembrato per la Casa Bianca un rapporto sempre più imbarazzante.

 

Successivamente erano stati pubblicati documenti declassificati della Cia, che sembravano invece attribuire al Pentagono un ruolo indiretto di supervisore nella creazione del Daesh, affidato allo storico alleato saudita, con lo scopo preciso di «destabilizzare la Siria e rovesciare Assad».

 

Quale delle due opzioni sia quella esatta, non cambia il fatto che Hillary Clinton nella sua conversazione privata con John Podesta non solo ammette il coinvolgimento dei due Paesi arabi nel finanziamento dell' Isis, ma riconosce la «necessità di usare le nostre risorse diplomatiche e di intelligence per mettere pressione ai governi del Qatar e dell' Arabia Saudita», tanto da suggerire in questo senso un appoggio al governo regionale del Kurdistan per controbilanciare l' influenza dei sauditi e dei qatarioti nell' intera zona.

obama e john kerry con sauditiobama e john kerry con sauditi

 

Il timore più grande per la Clinton è quello che i due Paesi «si troveranno nella condizione di ago della bilancia tra la loro competizione per dominare il mondo sunnita». A questo punto, in base alle stesse dichiarazioni della Clinton, appare quantomeno controverso il ruolo che gli Usa stanno giocando in Siria e in Medioriente.

 

Se da un lato dichiarano di voler combattere il terrorismo islamico, nei fatti mantengono saldi rapporti con i due principali Paesi del Golfo, l' Arabia Saudita in particolare che sta conducendo una guerra contro lo Yemen in completa violazione del diritto internazionale, e sulla quale i media italiani e internazionali continuano a tacere i devastanti effetti sulla popolazione civile.

 

HILLARY CLINTON TRUMPHILLARY CLINTON TRUMP

La stessa Hillary appare in una posizione imbarazzante su questo versante, se si considera che per tutta la sua campagna elettorale ha rivolto le sue attenzioni più contro il ruolo della Russia in Siria, che contro gli estremisti islamici, e per giunta Arabia Saudita e Qatar hanno finanziato attivamente la sua campagna elettorale, versando rispettivamente 25 e 5 milioni di dollari alla Clinton Foundation.

 

Solamente i sauditi da soli, finanziano il 20% della campagna elettorale della candidata democratica. In un' altra email pubblicata recentemente da Wikileaks, Hillary sottolinea la necessità per un politico di avere un comportamento pubblico e uno privato.

il secondo confronto tv tra trump e hillary clinton 6il secondo confronto tv tra trump e hillary clinton 6

 

Almeno in questo la Clinton sembra perfettamente coerente: mentre in pubblico mantiene rapporti ufficiali con stati che finanziano il terrorismo e percepisce da questi cospicui fondi per la sua campagna, in privato riconosce la necessità di limitare la loro sfera di influenza attraverso il sostegno di «forze moderate» che fino ad ora in Siria non sembrano distinguibili molto da quelle del Daesh.

 

Forse l' Apocalisse in questa campagna elettorale deve ancora arrivare, e si trova dentro le prossime email della Clinton che Wikileaks ha annunciato di voler rivelare.

 

JULIAN ASSANGEJULIAN ASSANGE

 

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…