SONO TEDESCHI MA SEMBRANO ITALIANI – QUANTI SCAZZI NEL GOVERNO IN GERMANIA! LA MINISTRA DELL’ECONOMIA, LA CRISTIANO DEMOCRATICA (TENDENZA DESTRA) KATHARINA REICHE, LITIGA CON IL COLLEGA DELLE FINANZE, LARS KLINGBEIL, SOCIALISTA, PER LE PROPOSTE DA CONTRAPPORRE ALLA CRISI ENERGETICA – LA COALIZIONE DEVE TROVARE UNA QUADRA SU UNA LUNGA LISTA DI ARGOMENTI: I FINANZIAMENTI ALLA SANITÀ (CON ANNESSO TAGLIO AL WELFARE), LA RIFORMA DELLE PENSIONI (MERZ VUOLE FAR LAVORARE DI PIÙ I TEDESCHI, LA SPD SI OPPONE) E IL POSSIBILE TAGLIO DELLE TASSE…
Dalla newsletter “La Deutsche Vita”, di Lisa di Giuseppe per “Domani”
Una settimana dominata dalle notizie d’economia, anche in Germania. Il paese (e il governo) fa i conti con le conseguenze della guerra in Iran: per tutelare gli automobilisti, l’esecutivo ha deciso un taglio delle accise di 17 centesimi al litro per due mesi, un provvedimento che costerà 1,6 miliardi di euro.
[…] La ministra dell’Economia è in piena rotta di collisione con il ministro delle Finanze. Katharina Reiche ha la copertura della corrente più a destra della Cdu, ma la lite ha provocato la rabbia di Friedrich Merz.
Per Reiche, le proposte della Spd per contenere le conseguenze della guerra in Iran sono «costose, poco efficaci e di costituzionalità dubbia». Merz stesso è rimasto perplesso dello scontro pubblico e ha raccomandato alla sua collega di governo di trattenersi.
L’indicazione a Reiche e Klingbeil era stata quella di elaborare insieme una proposta comune per gestire i prezzi dell’energia, possibilmente senza contrasti pubblici. Una raccomandazione che evidentemente non è arrivata del tutto ai destinatari.
L’atteggiamento di Reiche non è piaciuto neanche a una parte della Cdu: la corrente sociale, quella più a sinistra, ha chiesto di sostituire la ministra per la sua mancanza di disciplina nei confronti delle indicazioni del cancelliere.
Al di là dell’emergenza carburanti, però, la coalizione deve trovare una quadra su un sacco di argomenti. C’è un problema di finanziamenti alla sanità, che può essere risolto con un taglio del welfare – una soluzione che non piace ai socialdemocratici.
Secondo punto, la riforma delle pensioni: non è chiaro né il livello della pensione, né quale sarà l’età minima in futuro. O ancora, il carico lavorativo: Merz vorrebbe che i tedeschi lavorassero di più, la ministra Bärbel Bas, che è anche cosegretaria della Spd, non vuole cedere sui diritti dei lavoratori. Ci sarebbe anche bisogno di una riforma fiscale che prevede un taglio dell’Irpef, da compensare altrove. Ma chissà dove.
Il rapporto tra i partner di coalizione, poi, continua a non decollare. C’è un tema di consensi – sono pochi i tedeschi a cui Merz sta piacendo davvero – e un certo scetticismo da parte della Spd, che vorrebbe accelerare i tempi ma a patto di non perdere la propria identità. Combinazione pericolosa.





