COLOSSEO ADDIO? - DELLA VALLE FA LA MOSSA DI RECEDERE DALL’INSOSTENIBILE CONTRATTO PER IL RESTAURO DEL COLOSSEO E SUBITO IL MINISTRO ORNAGHI GLI LUSTRA LE SCARPE - I PM ASCOLTERANNO IL SOTTOSEGRETARIO ROBERTO CECCHI, CHE HA SIGLATO L’INCREDIBILE ACCORDO: LA TOD’S CON 25 MLN € SI È ACCAPARRATA IL DIRITTO ALLO SFRUTTAMENTO DELL´IMMAGINE DEL MONUMENTO PIU’ FAMOSO DEL MONDO PER 15 ANNI….

1- COLOSSEO: ORNAGHI, DELLA VALLE VUOLE RECEDERE
(ANSA) - Diego della Valle ha manifestato l'intenzione di recedere dal contratto. Lo riferisce il Ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, Lorenzo Ornaghi, che lo ha incontrato questa mattina al ministero. Il Ministro Ornaghi ha rivolto a Della Valle ''un convinto invito ad attendere prima di maturare una decisione definitiva''.

''E' infatti convinzione del ministro Ornaghi - si legge in una nota diffusa dal ministero - che il buon esito dell'iniziativa, la quale vede per la prima volta affiancati pubblico e privato in una cosi' importante operazione di tutela e valorizzazione di un bene culturale straordinario qual e' il Colosseo, sia significativa e paradigmatica in una fase in cui il Paese intende rilanciare fattori e motivazioni del proprio sviluppo''.

Al fine di disporre di un quadro dettagliato dell'intera vicenda, informano dal ministero, ''il ministro ha incontrato in mattinata anche il sottosegretario Roberto Cecchi, a cui ha manifestato stima e fiducia. Il sottosegretario ha ribadito che i vertici della ex struttura commissariale, avendo agito per l'interesse pubblico e con correttezza formale e sostanziale, sono pienamente disponibili a ogni chiarimento e approfondimento ritenuti necessari''.

2- COLOSSEO: DELLA VALLE, ACCETTO INVITO ORNAGHI, ASPETTIAMO ESITO INDAGINI
(Adnkronos) - Sul Colosseo "accettiamo l'invito del ministro Ornaghi, non ritiriamo la sponsorizzazione e aspettiamo l'esito delle indagini, nella speranza che siano rapide". L'ha detto il patron della Tod's Diego Della Valle.

3- DELLA VALLE, 10 MILIONI GIA' IN CASSA MIBAC
(ANSA) - ''Nelle casse del ministero ci sono gia' 10 milioni di euro. Speriamo li usino quanto prima'', ha aggiunto Della Valle alla conferenza stampa convocata oggi sul caso Colosseo. ''Da quello che mi hanno detto ieri i bandi dovrebbero partire. Ma questo dovete chiederlo alle persone competenti, il nostro dovere era far partire fideiussione'', ha concluso

4- GLI IMPERIALI FORI DEL COLOSSEO - L'OPPOSIZIONE CONTRO ALEMANNO: "IL RESTAURO DEVE AVVENIRE NEL RISPETTO DELLA LEGGE"
Gio. Vi. per "la Repubblica - Edizione Roma"

Per primo si è mosso il Tar, che esaminerà il ricorso del Codacons il 25 gennaio. Poi l´Antitrust, che ha censurato l´accordo per il restauro del Colosseo come «distorsivo della concorrenza». Ora tocca alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, che su esposto della Uil Beni Culturali hanno aperto un fascicolo rispettivamente per abuso d´ufficio e danno erariale.

A due mesi dal programmato avvio dei lavori, l´accordo siglato un anno fa dall´allora commissario straordinario Roberto Cecchi (ora sottosegretario) con la Tod´s di Diego Della Valle rischia di naufragare in un mare di carte bollate, guai giudiziari e polemiche.
La doppia indagine è ancora all´inizio, ma potrebbe riservare sorprese. Il sindacato, che subito dopo la firma dell´intesa aveva accusato il ministero di aver «svenduto» uno dei tesori italiani più noti del pianeta, è stato già ascoltato dai pm.

Nei prossimi giorni toccherà a Cecchi. Lui si dice sereno: «Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione, ma qualora arrivasse collaborerò con il massimo impegno», assicura. «Sono convinto di aver agito con la massima correttezza per l´interesse pubblico». Confortato dall´ex sottosegretario pdl Francesco Giro: «È una storia vecchia», minimizza.
Chi invece è fuori di sé è il sindaco Alemanno, che più di tutti aveva spinto per chiudere il patto con Mr Tod´s: «Tutta questa vicenda mi sembra una follia», tuona.

«Lasciateci restaurare il Colosseo. Cosa volete fare? Volete farlo cadere a pezzi a furia di Tar, Antitrust, Procure, Corte dei Conti? Vogliamo far sì che il consorzio privato si riprenda i 25 milioni di euro e ci saluti? Se questo è l´obiettivo, lo si dica. Francamente io sono indignato da questa operazione continua, vergognosa, che fa saltare la sponsorizzazione di uno dei monumenti più famosi al mondo».

Ma l´opposizione non ci sta a fare la figura del sabotatore. E parte lancia in resta contro il primo cittadino, accusato di aver voluto forzare tempi e atti. «Purtroppo per i romani e per la reputazione della nostra città ormai dove c´è lo zampino di Gianni Alemanno c´è anche uno scandalo», attacca il segretario pd Marco Miccoli. «Tutti noi siamo a favore del restauro del Colosseo, ci mancherebbe, ma deve avvenire nel rispetto della legge e delle regole e non con simili pasticci».

Bastava, in sostanza, seguire alla lettera le procedure «anziché agire in maniera talmente confusa da far muovere la Procura e la Corte dei Conti», rincara la democratica Marta Leonori: «Al sindaco che si prodiga in appelli e indignazione, ricordiamo che di buone intenzioni sono lastricate le vie dell´inferno come nel caso dei lavori sull´Anfiteatro Flavio, che ora rischiano un insopportabile rinvio a causa di questi dubbi comportamenti».

E di «sorprendente improvvisazione» anche il segretario regionale dei Verdi Nando Bonessio, mentre il leader dell´Idv Vincenzo Maruccio replica che «l´unica vera follia è la reazione di Alemanno alle legittime iniziative dei giudici. Un rappresentante delle istituzioni dovrebbe approvare ogni accertamento della legalità, non vederlo come una minaccia». Anche perché «sulla necessità di restaurare il Colosseo siamo tutti d´accordo, a patto che il risultato finale sia sempre l´interesse generale».

Pesanti, a questo proposito, i sospetti dei Radicali. «La convenzione firmata con il gruppo Tod´s è sbilanciata e non certo a favore e a garanzia dell´interesse pubblico», taglia corto il segretario capitolino Riccardo Magi. «Con un finanziamento di 25 milioni di euro deducibili, ben inferiore all´incasso di un anno di biglietti staccati ai turisti, l´imprenditore si aggiudica il diritto in esclusiva allo sfruttamento in Italia e all´estero dell´immagine del Colosseo per ben 15 anni "eventualmente prorogabili", la possibilità di inserire il proprio marchio sui biglietti del Colosseo e sulla recinzione del cantiere e una serie di altre facoltà commercialmente molto preziose. A fronte di queste concessioni l´accordo non garantisce in alcun modo sul termine e la qualità dei lavori».

 

DELLA VALLELORENZO ORNAGHI Le mani di Della Valle sul colosseoDELLA VALLE-COLOSSEOROBERTO CECCHI

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?