UN ALTRO COLPO DEI SOLITI NOTI: LA CONSIP SNOBBATA DA BANCHE E ASSICURAZIONI

Stefano Sansonetti per La Notizia

L'obiettivo, si sente ripetere da anni, è risparmiare sulla mastodontica spesa per beni e servizi dello stato. Un flusso di 130 miliardi di euro che ogni anno se ne vanno per le forniture più diverse. Per questo c'è la Consip, la centrale acquisti del Tesoro che con le sue convenzioni ha l'obiettivo di spuntare risparmi consistenti a favore delle pubbliche amministrazioni.

Peccato che, nonostante qualcuno ci stia provando, per ora al meccanismo delle convenzioni siano sottratte le assicurazioni e le banche. I servizi finanziari, come le coperture assicurative (Rc auto, responsabilità dei funzionari) o la gestione di cassa (pagamenti vari), non rientrano quasi mai nei superappalti predisposti dalla Consip per far risparmiare gli uffici pubblici. Una botta non indifferente, perché senza l'"intermediazione" della società del ministero Tesoro, da poco guidato da Fabrizio Saccomanni, gli uffici pubblici sono costretti a pagare di più.

E qui si capisce perché banche e assicurazioni, in modo nemmeno troppo felpato, stiano facendo di tutto per tenersi alla larga dalla Consip. Perché fino a quando ne stanno lontane guadagnano di più, con buona pace delle esigenze di risparmio degli uffici pubblici e del principio generale della spending review.

Assicurazioni
Nel 2011, tanto per fornire una cifra che parla da sola, i premi assicurativi pagati da tutta la pubblica amministrazione sono arrivati alla cifra di 1 miliardo e 53 milioni di euro. Una tombola. Ma quanto si sarebbe potuto risparmiare se questi servizi assicurativi fossero passati attraverso il meccanismo delle convenzioni gestite dalla Consip? Chi può dirlo.

Il fatto è che non esiste un vincolo di legge o una previsione alternativa che obblighi le assicurazioni a rientrare nel perimetro degli appalti gestiti dalla società del Tesoro. Per carità, in passato qualcosa è stato fatto. Giusto qualche mese fa, tanto per fare un esempio, la Consip ha gestito una procedura per il servizio di copertura assicurativa dei rischi derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti della pubblica amministrazione.

Servizio che poi è stato aggiudicato alla Cattolica Assicurazioni per 63 milioni di euro. Ma in questo caso, spiegano da ambienti Consip, si è trattato di un'iniziativa innescata da alcune specifiche amministrazioni, tra cui diversi ministeri, l'Agenzia del territorio e l'Avvocatura generale dello stato, non di un'operazione su larga scala.

Le giustificazioni che oppongono le assicurazioni, a quanto filtra, è che non si può rientrare nel perimetro del maxiappalti Consip senza sapere qual è il profilo di rischio del contraente finale, cioè della singola amministrazione. E visto che il meccanismo della convenzione prevede che le forniture vengano attivate a valle, a seconda delle singole amministrazioni che si fanno avanti, non conoscere questo dettaglio sarebbe un "freno" a monte per le assicurazioni. Ma c'è chi sostiene che con documenti di gara ad hoc, con clienti finali ben individuabili, questo ostacolo sarebbe superabile molto facilmente.

La realtà, però, è solo una. E cioè che partecipare alla gara Consip significherebbe dover adeguare al ribasso le proprie pretese economiche. Cosa che gruppi come Generali e Unipol, almeno per ora, non sembrano molto intenzionati ad accettare. In casa Consip, però, si stanno studiando meccanismi per far sì che anche i servizi assicurativi possano rientrare nel perimetro delle procedure gestite società controllata da via XX settembre.

Banche
Stesso discorso vale per i servizi che vengono offerti dagli istituti bancari. Si pensi al servizio di cassa e tesoreria delle pubbliche amministrazioni, ovvero tutte quelle attività che comprendono gestione dei conti correnti, degli incassi, dei pagamenti e dei più vari movimenti finanziari. Anche qui nella storia degli appalti Consip non c'è praticamente traccia di questo tipo di fornitura. Solo l'Inail, per sua iniziativa personale, ha chiamato in causa la società del Tesoro per predisporre un bando sul servizio di cassa dell'ente previdenziale.

Il tutto per un valore di 17,1 milioni di euro: una cifra che può far capire quanto cresca potenzialmente l'onere se spalmato a livello di tutta la pubblica amministrazione. Che poi, quanto al servizio di cassa, una delle banche che storicamente la fa da padrona in Italia è la Bnl, presieduta da Luigi Abete e controllata dai francesi di BnpParibas.

Recentemente la stessa banca si è aggiudicata il servizio di cassa e tesoreria delle Fiamme Gialle, naturalmente al di fuori del meccanismo Consip. Eppure, come per le assicurazioni, anche in questo caso la Consip si è attivata con la pubblicazione di un documento di consultazione (una sorta di questionario) per cercare di capire cosa si può fare. Avranno voglia la varie Intesa, Mps e Unicredit di rispondere?

 

Consip-marchioVITTORIO GRILLI FOTO ANSA Giulio Tremonti SACCOMANNI

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