COME MAI NETANYAHU E TRUMP AVEVANO DECISO DI PUNTARE SULL’ANTISEMITA AHMADINEJAD PER IL CAMBIO DI REGIME IN IRAN? L’EX LEADER DI TEHERAN AVEVA DETTO CHE “ISRAELE SAREBBE STATO SPAZZATO VIA DALLA FACCIA DELLA TERRA” E NEGATO L'OLOCAUSTO - IL MOTIVO STA NEL FATTO CHE AHMADINEJAD ERA INVISO AL REGIME DI TEHERAN, E NE AVEVA CRITICATO LA CORRUZIONE. PER TRE VOLTE I CUSTODI DELLA RIVOLUZIONE GLI AVEVANO NEGATO DI CORRERE NUOVAMENTE PER LA PRESIDENZA E LO AVEVANO MESSO AGLI ARRESTI DOMICILIARI. NEGLI ULTIMI ANNI AVEVA ELOGIATO TRUMP IN QUANTO “UOMO DI AZIONE”. E AVEVA AVUTO RIPETUTI CONFRONTI CON GLI ISRAELIANI…
Estratti dell'articolo di Marco Simoni per la Stampa
Quando era presidente dell'Iran, dal 2005 al 2013, Mahmoud Ahmadinejad aveva parlato a una conferenza a Teheran dal titolo: «Un mondo senza sionismo». Aveva rivendicato che in Iran non c'erano gay, che «Israele sarebbe stato spazzato via dalla faccia della terra» e negato l'Olocausto. Un curriculum da potenziale top ten nella lista dei nemici di Israele
Ma nelle segrete stanze di Gerusalemme, i servizi israeliani avevano deciso di puntare su di lui per costruire il cambio di regime. Il premier Benjamin Netanyahu ne aveva parlato con Donald Trump che riteneva che il cambiamento potesse avvenire – così come con Delcy Rodriguez nel post Maduro in Venezuela – dall'interno.
I consiglieri di Trump non erano granché convinti dello scenario, ma a quanto pare, ha ricostruito il New York Times, i piani dei primi giorni di guerra collimavano con questa visione.
Il motivo sta nel fatto che Ahmadinejad era inviso al regime, e ne aveva criticato la corruzione. Per tre volte i custodi della rivoluzione gli avevano negato di correre nuovamente per la presidenza e lo avevano messo agli arresti domiciliari in una villa controllata a vista dalla polizia. E qui sta uno dei punti chiave dell'intera ricostruzione. Nei primi giorni di Epic Fury infatti, lo Stato ebraico bombardò la casa di Ahmadinejad. L'obiettivo non era quello di ucciderlo, bensì di farlo uscire dagli arresti domiciliari cui i Pasdaran e l'Ayatollah Khamenei l'avevano rinchiuso.
Le guardie furono uccise, Ahmadinejad solo ferito. Ma da allora si sono perse le sue tracce e da quanto il quotidiano newyorchese ha rivelato, l'ex presidente populista si è volatilizzato lasciando cadere quindi la sua candidatura a nuovo leader post regime change.
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
La ricostruzione non svela come e quando Ahmadinejad sia stato reclutato, ma alcuni punti del suo curriculum avevano attirato l'attenzione degli analisti. Anzitutto era stato critico del regime, quindi lui e i suoi collaboratori più stretti erano finiti nel mirino con l'accusa di spiare per l'Occidente.
La cerchia di frequentazioni di Ahmadinejad fra l'altro era parecchio cambiata negli ultimi anni: era stato a una conferenza a Budapest organizzata dall'ex premier ungherese Viktor Orban; nel 2019 in un'intervista aveva elogiato Trump in quanto «uomo di azione». Alti funzionari Usa fra l'altro hanno spiegato al New York Times che discussioni sui piani per individuare qualcuno interno al regime e «non necessariamente un democratico», erano state tenute. E confronti con gli israeliani – principali sostenitori dell'abbattimento della Repubblica islamica – erano avvenuti ripetutamente
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