unione europea italia europa

FATE PRESTO CO’ ‘STO GOVERNO, LA COMMISSIONE EUROPEA RIBOLLE: “SE SI PROLUNGA L’INCERTEZZA POLITICA, L’ITALIA CORRE DEI RISCHI PER L’ECONOMIA” - L’UE FA CAPIRE CHE IL TEMPO PER I GIOCHETTI E’ FINITO: SE SI ESAURISCE LA FIDUCIA DEI MERCATI, LO SPREAD RISALE - SECONDO LE STIME DI BRUXELLES LA CRESCITA DEL 2019 SI FERMERÀ ALL' 1,2%, LA PIU’ BASSA DELL’EUROZONA

Antonio Pollio Salimbeni per “il Messaggero”

 

GENTILONI JUNCKER

Se si prolunga l'incertezza politica l'Italia corre dei rischi per l' economia e la fiducia che si esprime nei rendimenti dei titoli pubblici, il fatidico spread. Il messaggio della Commissione contenuto nel rapporto di previsione non avrebbe potuto essere più chiaro: «I rischi per la crescita economica in Italia sono diventati più spostati verso il peggioramento: l' incertezza politica è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere effetti sulla fiducia nell' economia e sui premi di rischio».

 

tajani gentiloni da Juncker

In gioco, dunque, non c'è solo una manovra che sarebbe necessaria per rispettare gli impegni. Spiega il commissario affari economici Pierre Moscovici: «Non voglio commentare la questione del rischio politico in riferimento all' Italia: è in corso un processo per formare il governo e di qui una certa prudenza e la speranza che l'Italia resti al centro della zona euro nella quale l'Italia ha un ruolo essenziale, rispettando le regole che sono state elaborate insieme». E, per quanto riguarda il patto di stabilità l' Italia «in particolare ha un messaggio da indirizzare all' Unione europea e all' Eurozona». Un messaggio che dimostri il rispetto degli impegni.

 

I NUMERI

padoan moscovici

Secondo i conti di Bruxelles l'Italia quest'anno non garantirà alcuna riduzione del deficit strutturale. Avrebbe dovuto assicurare un taglio dello 0,3% del pil (già scontato rispetto al classico 0,6%), due mesi fa calcolava che il taglio sarebbe stato dello 0,1%, invece non ci sarà neppure quello.

 

«La correzione strutturale del bilancio è a zero», rimarca Moscovici. Il quadro è di un'economia, che «continuerà a crescere sotto la spinta degli investimenti»: confermati una crescita del pil quest' anno dell' 1,5% (stessa stima del governo) e un calo nel 2019 all' 1,2% (il governo prevede 1,4%). Non c'è da fregarsi le mani: quella italiana resta la crescita più bassa nell'Eurozona e nella Ue eccetto il Regno Unito (stime analoghe).

 

Pierre Moscovici and Marie Charline Pacquot article A D E DC x

Il deficit depurato dagli effetti del ciclo economico e dalle misure una tantum calcolato come percentuale del pil potenziale era pari all' 1,7% del pil nel 2017 (in peggioramento di 0,3% rispetto al 2016), nel 2018 resterà all' 1,7% e nel 2019 peggiorerà arrivando al 2%. Secondo i dati tendenziali del governo passa dall' 1,1% nel 2017 all' 1% nel 2018 e allo 0,4% nel 2019. La differenza di livello sta nella diversa metodologia, ma per lo stesso governo il miglioramento nel 2018 è limitato allo 0,1% del pil.

 

Il Tesoro ribadisce «che la contabilità definitiva del 2018 mostrerà un andamento in linea con le regole europee». Si vedrà. La Ue stima un deficit/pil nominale all' 1,7% nei due anni (non tiene conto degli aumenti dell' Iva perché il governo ha sempre detto che troverà delle soluzioni alternative ancora ignote).

 

MATTARELLA E SALVINI

Sul che fare, massima prudenza. Moscovici precisa: «Le implicazioni che potranno essere tratte per la sorveglianza di bilancio non sono argomento di oggi, ma faranno parte del pacchetto di primavera del 23 maggio». Tra venti giorni la Commissione pubblicherà il rapporto sull' Italia (e sugli altri Paesi) dal quale dovrebbe emergere la quantificazione del consolidamento che va garantito per rispettare il patto di stabilità. Non ci si aspettano però strattonamenti politici tanto più che l'Italia ha tempo fino all' autunno quando presenterà la legge di bilancio 2019.

 

DI MAIO SALVINI MATTARELLA

Tra l'altro potrebbe slittare il rapporto sul rispetto della regola di riduzione del debito, data la delicatezza della situazione politica interna. Per la Ue il debito/pil quest' anno sarà al 130,7%, nel 2019 al 129,7% a fronte di una stima governativa di 130,8% e 128%. Quanto all'Eurozona, la Commissione conferma la crescita del pil nel 2018 al 2,3% e nel 2019 al 2%, (dopo il 2,4% nel 2017, livello più elevato dei precedenti 10 anni).

 

Tasso d' inflazione all' 1,5% e all' 1,6% rispettivamente (dopo 1,5% l' anno scorso). La crescita è «robusta» nonostante i segni di rallentamento di inizio anno. Si ritiene siano temporanei. Tuttavia i rischi sono più verso il peggioramento che verso il miglioramento: colpa di un possibile aumento dei tassi Usa più rapido e del protezionismo commerciale.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...