COMUNIONE E FALSA FATTURAZIONE - BUFERA SU CL: LA PROCURA DI RIMINI SEQUESTRA 1 MILIONE 200MILA EURO PER TRUFFA AGGRAVATA SUI CONTRIBUTI PUBBLICI AL MEETING DI RIMINI - PER MANTENERE IN PERDITA LA FONDAZIONE (CHE NON HA FINI DI LUCRO) I RICAVI “TRASFERITI” SU UNA CONTROLLATA - GONFIATE LE SPESE PER LA PUBBLICITA’ SUL MENSILE CDO?...

Luigi Spezia per "la Repubblica"

L'ombra di una truffa sul Meeting dell'Amicizia. Beni per un milione e 200 mila euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza alla Fondazione che organizza la manifestazione di Comunione e Liberazione a Rimini, arrivata quest'anno alla trentatreesima edizione. Tra i beni bloccati conti correnti e una villa a tre piani nel centro della città. Una tegola sul movimento caduta in seguito ad una verifica fiscale di routine delle fiamme gialle della riviera romagnola, che hanno avuto dei dubbi sulla regolarità di contratti tra la Fondazione e altre società della Compagnia delle Opere di Milano.

Così, la procura di Rimini ha indagato la Fondazione come società giuridica e i suoi vertici - il legale rappresentante Massimo Conti, il direttore generale Sandro Ricci e il direttore amministrativo Roberto Gambuti - per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di fondi pubblici. Fondi che la Fondazione ha richiesto ad enti come la Regione Emilia-Romagna, l'agenzia turistica della Provincia e la Camera di Commercio di Rimini, il ministero dei Beni Culturali.

Una somma di 310 mila euro per i Meeting del 2009 e del 2010, ma ottenuta secondo la guardia di finanza illecitamente. Il sequestro è salito a oltre un milione moltiplicando la cifra per quattro, quanti sono gli indagati. Il nucleo di polizia tributaria guidato dal maggiore Marco Antonucci ha evidenziato due modalità ritenute irregolari per iscrivere a bilancio perdite, condizione per avere i finanziamenti.

In un caso, non convince un contratto siglato tra la Fondazione, che non ha fini di lucro e la Evidentia srl, al 100% controllata dalla stessa Fondazione, incaricata di raccogliere le sponsorizzazioni per il Meeting. La Fondazione avrebbe ad arte abbassato i ricavi a lei imputabili, per caricarli invece sul bilancio della controllata. Su un altro piano, invece, la Fondazione avrebbe operato secondo la Finanza per alzare i costi quando acquistò 22 pagine sul mensile Cdo della Compagnia delle Opere, attraverso la società Cdonet, fatturando il doppio della tariffa massima.

Quest'ultima affermazione è respinta dalla Compagnia legata a Cl: «Smentiamo questa circostanza poiché il Meeting ha pagato le prestazioni richieste al valore dei prezzi di listino ai quali, come di consueto, è stato applicato uno sconto».

Reagisce anche la Fondazione Meeting per l'Amicizia tra i popoli: «L'ipotesi di reato è per noi infondata, così come è sproporzionata la misura del sequestro preventivo della somma ipoteticamente ricevuta in modo irregolare, che oltre tutto rappresenta solo una minima parte del bilancio del Meeting. Nella sua storia ultra trentennale il Meeting ha sempre operato con la massima trasparenza e non è mai stato riscontrato alcun tipo di irregolarità nella gestione». La Fondazione spiega di aver «operato con la massima correttezza, confortati anche da documenti già da tempo messi a disposizione. Siamo pronti a collaborare ulteriormente per il completo accertamento della verità dei fatti».

 

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