UNA RENZATA DOPO L'ALTRA - MATTEUCCIO RIESCE A FAR SLOGGIARE BASSANINI DALLA CDP RICICLANDOLO COME 'CONSULENTE' DEL GOVERNO PER LA BANDA LARGA. MA L'EX MINISTRO RESTA PRESIDENTE DI METROWEB, UNO DEGLI OPERATORI, ED È SUBITO CONFLITTO DI INTERESSI

Antonio Signorini per "il Giornale"

 

Franco Bassanini lascia la presidenza di Cassa depositi e prestiti; al suo posto arriva il merchant banker Claudio Costamagna, candidato di Palazzo Chigi.

 

franco bassanini pier carlo padoanfranco bassanini pier carlo padoan

Tutto secondo le previsioni, quindi. O quasi. Per il momento, ad esempio, resta al suo posto l'amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini, espressione del ministero del Tesoro. Ma il suo mandato è comunque alla fine e sta trattando la parte economica. La sua poltrona - a meno di sorprese - sembra comunque essere destinata a Fabio Gallia, attuale ad di Bnl.

 

La vera sorpresa, arrivata via comunicato ufficiale di Matteo Renzi, è che Bassanini diventerà consulente di Palazzo Chigi per le questioni che riguardano la banda larga. «Gli ho prospettato l'intenzione di continuare ad utilizzare le sue competenze e la sua esperienza al servizio del Paese per altri incarichi». Sarà «consigliere speciale» e predisporrà «analisi e soluzioni su specifici problemi, continuando a dare il suo contributo sul piano banda ultralarga». Ma Bassanini resterà anche alla guida di Metroweb. «Lavorerò sui dossier che di volta in volta Renzi mi affiderà, contribuirò al Piano Banda Ultralarga come Presidente Metroweb», ha twittato.

franco bassaninifranco bassanini

 

Più che una contropartita personale il governo ha concesso a Bassanini un riconoscimento ufficiale di quanto fatto. Una non sconfessione nella gestione della partita più importante tra quelle avviate dalla Cassa, cioè la creazione della rete in fibra ottica per la trasmissione dei dati. Piano sul quale governo e Cdp non sono sempre stati dalla stessa parte.

 

Sulla fibra ottica le carte del governo sono copertissime. Vero che a Palazzo Chigi arriva un'altra voce a favore di Metroweb. E che Bassanini conserva la carica nella Spa milanese. Però, spiegavano fonti governative, non è detto che le cose volgano a sfavore di Telecom Italia, concorrente di Metroweb su questo progetto. Così il governo pensa di evitare le inevitabili accuse di un conflitto di interesse. Il timone è in mano a Renzi. L'ennesima nomina ultra renziana, insomma, rafforza l'influenza del premier Pd e costringe i protagonisti delle Tlc a fare riferimento al premier.

matteo renzi pier carlo padoanmatteo renzi pier carlo padoan

 

L'intesa governo-fondazioni bancarie (azionisti di minoranza della Cdp) non è completamente chiusa. Palazzo Chigi e lo stesso Bassanini hanno scelto di accelerare la prima comunicazione ufficiale sul caso per frenare le tante indiscrezioni uscite in questi giorni. Ma i contatti tra le parti vanno avanti.

 

metroweb logo metroweb logo

Renzi per il momento vuole mettere mano alla governance della Cassa. Una cassaforte che raccoglie la gran parte del risparmio nazionale che vuole trasformare in uno strumento di politica industriale. «Le riforme strutturali - ha spiegato Renzi - l'attrazione degli investimenti e una politica di bilancio basata sul taglio delle tasse sul lavoro stanno riportando il Paese alla crescita. In questo contesto il rafforzamento del ruolo di Cdp risulta ancora più cruciale. Ho parlato col presidente Bassanini dell'esigenza - avvertita dal governo e dalle Fondazioni - che tale processo sia accompagnato da una riflessione» sulla governance.

 

PADOAN VISCO GUZZETTI PATUELLIPADOAN VISCO GUZZETTI PATUELLI

Il cambio di testimone alla Cassa è il risultato di un accordo tra il governo e le fondazioni bancarie, alle quali, per statuto, spetta la nomina del presidente. A comunicare il cambio di passo delle Casse di risparmio - dopo le chiusure del congresso dell'Acri di mercoledì scorso - è stato Renzi: «Si sono dichiarate disponibili a una designazione concordata» di Claudio Costamagna alla presidenza di Cdp. Una «intesa volta a garantire la massima efficienza operativa, stabilità patrimoniale e adeguata redditività», spiega il presidente del Consiglio. Come dire, il dividendo per gli azionisti di Cdp sarà confermato. Ma d'ora in poi decido io.

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