CONGIURA, ANZI SCIAGURA AN-NUNZIA-TA – IL TG5 ACCORRE IN SOCCORSO DI DE GIROLAMO CON UNA REGISTRAZIONE (DI PISAPIA?) IN CUI SI AVVERTE: “ATTENTA, IL PD LOCALE TI VUOLE INGUAIARE”…

Marco Lillo per "Il Fatto Quotidiano"

Alle 20 il Tg5 lancia l'ultima ciambella di salvataggio a Nunzia De Girolamo che sta annaspando nel mare di registrazioni, interviste e articoli che la stanno portando verso l'uscita dal governo. L'attacco del pezzo è tutto un programma: "Da accusata ad accusatrice".

Segue il piatto forte, la registrazione di un colloquio nel quale l'ex direttore amministrativo della Asl di Benevento Felice Pisapia, allora indagato per truffa e peculato e poi dal 27 dicembre scorso sottoposto dal giudice alla misura cautelare dell'obbligo di dimora a Salerno, dice al deputato del Pdl: "Attenta, il Pd locale ti vuole inguaiare. Vogliono arrivare a te tramite me".

Il servizio del Tg5, ascoltabile sul sito della testata, non dice che l'audio è agli atti del procedimento che vede indagato Felice Pisapia a Benevento e nel quale sono confluite due registrazioni per più di quattro ore complessive effettuate, queste sì con certezza, da Pisapia. E trascritte, queste sì con certezza, dagli investigatori. Né il Tg5 dice dove sia stato registrato né quando né soprattutto da chi quel colloquio così favorevole a De Girolamo.

"Non so nulla di questo audio. L'unico dato certo", spiega l'avvocato di Pisapia, Vincenzo Regardi, "è che non è stato depositato dal mio assistito e, se davvero è agli atti, sarebbe stato trascritto e depositato da qualcun altro, non da Felice Pisapia e dalla sua difesa". Nell'audio, Felice Pisapia riferisce al deputato quanto appreso dal dirigente della Asl Giuseppe De Lorenzo, il quale avrebbe assistito a una scena nei corridoi della Asl dalla quale emergerebbe una sorta di complotto orchestrato da Umberto del Basso de Caro (deputato Pd, rivale politico del ministro nel beneventano e non solo), Michele Rossi (direttore generale Asl, fidatissimo del ministro) e Roberto Prozzo (avvocato politicamente impegnato che difende la Asl, oggi anche contro Pisapia), per "inguaiare", appunto la De Girolamo.

Quando Pisapia riferisce all'onorevole il colloquio, per come lo avrebbe appreso da De Lorenzo, il deputato ostenta sorpresa e sicurezza: "Ma a me possono puntarmi quanto vogliono: non ho preso soldi, non ho chiesto favori". Il deputato del Pd tirato in ballo insorge subito. Per Del Basso de Caro: "È una evidente patacca". Anche per l'avvocato Prozzo: "Siamo alla pura follia".

All'inizio della registrazione Pisapia spiega alla De Girolamo di averle inviato un messaggio perché mezz'ora prima era "uscito dalla stanza di Giuseppe De Lorenzo che non avevo mai conosciuto fino a quel momento, nonostante tutto il casino. Però lui mi fa contattare e vado da lui... De Lorenzo mi accoglie benissimo... Vuè Felicino, io lo so che tu stavi con me sulla questione dell'Udeur. Io ti devo dire una cosa perché è un po' di tempo, quattro cinque mesi che vedevo De Caro, Michele Rossi e Prozzo che si riuniscono sotto casa mia. E l'ultima volta sabato scorso, siamo stati più di due ore a parlare, infatti erano le sette mezza, alle nove e mezza sono uscito e ti ho fatto il messaggio".

Il colloquio sembra essere a due. Nel silenzio si sentono solo le voci di Nunzia De Girolamo e di Felice Pisapia. A differenza dei due colloqui finora trascritti (tra i tanti registrati da Pisapia) stavolta non c'è il cosiddetto direttorio partitico-politico, come lo chiama il gip. Non è dato sapere chi abbia registrato il colloquio trasmesso dal Tg5: Pisapia o la stessa Nunzia De Girolamo? Intervistata dal Tg5 in splendida solitudine senza il fastidio di altre telecamere e di domande scomode, il ministro scende le scale e, come se fosse intercettata per caso dal giornalista della testata, si ferma a rispondere: "Purtroppo io ricordo questa conversazione. Riferirò in Parlamento".

Pisapia racconta all'onorevole quanto gli aveva riferito De Lorenzo: "Mi è sembrato strano da quattro o cinque mesi, il sabato pomeriggio fisso o alle quattro e mezza o alle tre e mezza, ad orari variabili, vedevo sempre De Caro e poi subito dopo Michele Rossi. Però non ho mai collegato! Tranne questo sabato che è trascorso, dove ho lasciato socchiusa la porta, tanto loro non la vedevano, erano nel corridoio e parlavano di te, Michele Rossi, De Caro e Prozzo".

De Girolamo chiede di chi parlavano: "Di me o di te?". Pisapia non ha dubbi: "Di te. Devo farla arrestare, devo farla inguaiare questo e quest'altro ecc.. Disse De Caro: non preoccuparti, noi dobbiamo andare oltre...". Il colloquio risalirebbe al dicembre del 2012: Pisapia, con il fiato sul collo del direttore Rossi che lo vuole fuori dalla Asl, tenta di convincere l'onorevole che il suo defenestramento può danneggiarla. E proprio per salvarsi le racconta la storia: "E quindi perciò cercai di contattarti perché, dico, vedi che andare oltre per me significa che a me mi può fare fuori quando vuole Michele Rossi, per andare oltre significa che vogliono arrivare a te tramite me".

A questo punto Nunzia De Girolamo appare sorpresa e con il solito linguaggio colloquiale dice: "Eeehh, come? Con la stronzaggine che tengono in testa? Però scusami io una cosa voglio capire: questi stronzi puntano a me. Ma che vogliono da me?". Pisapia risponde: "Nunzia non lo so".

De Girolamo ragiona a voce alta come in un'autodifesa a futura memoria: "Vabbè, tutti dicono che tu sei l'unico rivale sul territorio di Umberto Del Basso de Caro, perché sul territorio c'è lui come sinistra e tu come centrodestra. Ok. Ma a me possono puntarmi quanto vogliono: non ho preso soldi, non ho chiesto favori".

Segue un'arringa anche sul 118, che sembra fatta apposta per ribilanciare eventuali precedenti imprudenti affermazioni: "Ma scusami - prosegue Nunzia - io chiedo una banalità, l'applicazione del decreto 49. Cioè, voglio dire, l'azienda sta pagando le cause per il 118, sta pagando un'azienda che non paga, i dipendenti stanno un'altra volta oggi sotto all'Asl, i medici vengono continuamente da me".

Insomma, nessun interesse privato se si cerca una strada per affidare un appalto direttamente o alla svelta, magari in una discussione domestica a casa del padre. È chiaro che ormai la strategia del ministro per difendersi dalle accuse politiche davanti alla Camera è quella del complotto.

Il presunto regista, Umberto Del Basso de Caro, sorride: "È una evidente patacca, un tarocco. Non solo non ho mai parlato né con Rossi né con l'avvocato Prozzo, non li ho mai incontrati. Il fatto non esiste". L'Ansa, l'agenzia di stampa nazionale più autorevole, alla data di oggi non ha ancora pubblicato le trascrizioni che imbarazzano Nunzia De Girolamo e che sono certamente agli atti del procedimento, pubblicate dal Fatto il 4 gennaio per estratto e poi integralmente il 7 gennaio sul sito. Ieri però ha rilanciato subito lo scoop del Tg5 così: "La conversazione registrata - e ‘tradotta' dagli investigatori dal napoletano in italiano - è agli atti dell'inchiesta su nomine a appalti".

 

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