vladimir putin gas russia putin giorgia meloni matteo salvini

UN GOVERNO ALLA CANNA DEL GAS – IL CONSIGLIERE DI PUTIN, KIRILL DMITRIEV, SI DIVERTE AD ATTACCARE GIORGIA MELONI, CHE HA RESPINTO L’IPOTESI DI RIAPRIRE SUBITO I RUBINETTI DEL METANO RUSSO (COME HANNO PROPOSTO MATTEO SALVINI E L’AD DI ENI, CLAUDIO DESCALZI): “POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI PER RIOTTENERE IL GAS RUSSO” – MA L’UE E L’ITALIA POSSONO RINUNCIARE ALLE FONTE DI ENERGIA DI PUTIN, ORA CHE LA GUERRA DEL GOLFO HA TAGLIATO FUORI LE FORNITURE DAL QATAR? FUBINI: “L’ITALIA HA GIÀ RIMPIAZZATO LE FORNITURE DA DOHA E PUÒ AUMENTARE LA PRODUZIONE ELETTRICA DA CARBONE O RINNOVABILI. ROMA PUÒ SEMPRE SCEGLIERE IL GAS RUSSO, MA NON VI SAREBBE COSTRETTA: SAREBBE SEMPLICEMENTE UNA SCELTA, GRADITA A PUTIN”

DMITRIEV A MELONI: "POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI" PER GAS RUSSO LO SCRIVE SU X IL CONSIGLIERE DI PUTIN

kirill dmitriev 3

(askanews) - Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, ha commentato sul proprio profilo X le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla possibile riapertura dei canali tra Roma e Mosca per la fornitura di gas russo, affermando che "potrebbe essere troppo tardi", più che troppo presto, come invece sostenuto da Meloni.

 

Meloni, parlando del bando sul gas russo al suo arrivo al Vinitaly aveva dichiarato oggi che "benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi, che la pressione economica che noi abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è alla fine l'arma più efficace che abbiamo per costruire pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista".

 

DA MOSCA FORNITURE ALL’UE PER 20 MILIARDI ALL’ANNO MA L’UNIONE PUÒ FARE SENZA

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

gazprom - gas russo - vladimir putin

Claudio Descalzi non è il primo a proporre di congelare le sanzioni contro il gas russo ma, da amministratore delegato dell’Eni, è il più credibile. Ma ne vale la pena? E che differenza farebbe per l’Unione europea o per l’Italia rinunciare a quella fonte di energia dall’inizio del 2027, ora che la guerra del Golfo ha tagliato fuori le forniture dal Qatar?

 

Il gas naturale russo, di cui parla Descalzi, ha rappresentato nell’ultimo trimestre il 14,2% di tutte le forniture all’Unione europea. Solo quello liquefatto, congelato e trasportato via nave ha rappresentato l’8% delle forniture europee della materia prima, per ricavi delle imprese di Mosca pari a 2,88 miliardi di dollari […]

 

CLAUDIO DESCALZI ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA DELLA LEGA

Il totale delle vendite del gas russo alle economie dell’Unione deve aver dunque fruttato alle imprese russe fra gennaio e marzo circa cinque miliardi di dollari, una ventina di miliardi se proiettati su un anno. Sono le risorse che, pro quota, rientrano nelle case degli italiani tutte le sere sotto forma di immagini delle distruzioni delle case e delle vite dei civili o dei bombardamenti delle centrali elettriche in Ucraina.

 

Negli ultimi mesi, l’Unione europea ha incrementato gli acquisti di gas dalla Russia. Non quelli via gasdotto, rimasti stabili a cinque milioni di metri cubi al trimestre (destinati a Ungheria, Slovacchia, Austria, Bulgaria, Grecia), mentre cinque anni fa i volumi erano quasi otto volte superiori e interessavano Germania e Italia. Ad essere aumentato di recente, invece, è l’arrivo dalla Russia di gas naturale liquefatto: quasi raddoppiato fra i tre mesi estivi del 2025 e i primi tre mesi di quest’anno.

 

vladimir putin - gas russo

Il principale canale parte dal mega-progetto Yamal LNG controllato dal gruppo Novatek, di cui la compagnia di Stato Gazprom ha il 10%, l’amico e compagno di judo di Putin Gennady Timchenko (sotto sanzioni) ha il 23,49% e la francese TotalEnergies il 19,4%. […]

 

Total invece si occupa della commercializzazione del gas liquefatto principalmente in Belgio, Francia, Germania e Spagna. Non sono note, benché siano possibili, spedizioni anche all’Italia.

 

giorgia meloni foto lapresse 1

Dunque l’Europa non può fare senza il gas liquefatto russo, ora che il Qatar è tagliato fuori? Non è così. Intanto l’Italia ha già rimpiazzato le forniture dal Qatar e può aumentare la produzione elettrica da carbone o rinnovabili.

 

Inoltre la Russia rappresenta il 6% dell’offerta mondiale di metano liquido nel 2024 (secondo l’International Group of LNG Importers). Se l’Europa non lo comprasse più, lo farebbe la Cina a prezzi scontati e allora non entrerebbe più in competizione con l’Europa stessa per forniture da altri Paesi.

 

gas - qatar

Gli Stati Uniti invece pesano per il 21% dell’offerta mondiale e stanno già eseguendo piani che porteranno al raddoppio della capacità di export, man mano, entro il 2030.

 

Anche il Canada sta crescendo rapidamente. I progetti in Nordamerica, già dal 2027 quando andrà sotto sanzioni il gas di Mosca, compensano in parte la produzione russa. Le condizioni del mercato restano certo tese e l’Italia può sempre scegliere il gas russo, ma non vi sarebbe costretta: sarebbe semplicemente una scelta, gradita a Vladimir Putin.

gas naturale liquefatto a Ras Laffan in qatarGAS RUSSIA UNIONE EUROPEAkirill dmitriev 1

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