L’ISOLA DEL TESAURO - IL NEO PRESIDENTE DELLA CONSULTA SARÀ IN CARICA SOLO TRE MESI CON RELATIVI AUMENTI DI STIPENDIO E PENSIONE - POI DICE CHE BISOGNA ANDARE CAUTI SULLE RIFORME…

Tobia De Stefano per “Libero Quotidiano

giuseppe tesaurogiuseppe tesauro

 

Ci risiamo. Altro giro nel valzer della Consulta e altre spese a carico dello Stato. La notizia di cronaca ci dice che Giuseppe Tesauro è il nuovo presidente della Corte Costituzionale. È stato eletto ieri mattina da sette giudici su 13. E fin qui nulla di strano. Il curriculum di Tesauro parla da solo. Per dire: avvocato cassazionista, cattedre a Napoli, Messina, Catania e alla Sapienza e presidente dell'Antitrust dal 1998 al 2005. Chapeau.

 

Il problema sta altrove. Nella consuetudine dei nostri giudici di scegliersi come capo sempre il membro più anziano, che rimane in carica pochi mesi (nel caso di Tesauro solo tre), vede il proprio stipendio lievitare (secondo un’inchiesta del professore della Bocconi Roberto Perotti si passa dai 457 mila ai 549 mila euro lordi annui) e poi va in pensione lasciando il posto a un altro collega.

 

Giudici della Corte Costituzionale Giudici della Corte Costituzionale

I diretti interessati smentiscono di godere di vitalizi più ricchi. L’aumento retributivo sarebbe un’indennità aggiuntiva di rappresentanza e quindi non andrebbe a pesare sul calcolo previdenziale. Ma i dubbi rimangono. Anche perché le informazioni latitano. Chi, per esempio, ha provato a sapere se c’è anche un corrispondente incremento dei benefit non ha mai avuto una risposta.

 

PALAZZO DELLA CORTE COSTITUZIONALEPALAZZO DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Più di un tentativo l’ha fatto anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ma si è trovata davanti a un muro: «È singolare - spiega - che alla faccia della tanto invocata trasparenza non si riescano ad avere informazioni su una delle massime istituzioni del Paese. Per non parlare della contraddizione tra l’esigenza di valorizzare il merito e la prassi consolidata di eleggere alla presidenza il membro più anziano che spesso resta in carico solo per pochi mesi».

 

GIORGIA MELONI SI FA UN SELFIE COL TRICOLORE GIORGIA MELONI SI FA UN SELFIE COL TRICOLORE

E infatti l’elezione del settantaduenne Tesauro non è un’eccezione. Anzi. Dal 1956 sono cambiati ben 38 presidenti, circa uno ogni anno e mezzo, e solo cinque sono rimasti in carica almeno tre anni (la durata indicata in Costituzione per l’incarico che peraltro è anche rinnovabile). Ma la media sta peggiorando. Gli ultimi due, Franco Gallo e Gaetano Silvestri, non sono andati al di là dei sette e dei nove mesi. Con il paradosso che dal 29 gennaio del 2013 alla fine del 2014 (Tesauro scade il 6 novembre) avremo cinque uomini diversi seduti sullo scranno più alto del Palazzo della Consulta. Oggettivamente troppi.

 

Anche perché meno di un anno fa il professore della Bocconi, Roberto Perotti, aveva messo in fila retribuzioni e benefit dei giudici della Consulta e ne erano uscite delle belle. Era emerso per esempio che guadagnano 457 mila euro lordi (che diventano 549 per il presidente), mentre i 12 «colleghi» britannici si accontentano di 217 mila e quelli canadesi di 234 mila per il presidente. E negli Usa? Siamo a circa un terzo: 173 mila euro per il presidente e 166 mila per i giudici.

 

franco gallo franco gallo

Ma non finisce qui. Perotti, infatti, sottolinea che le remunerazioni del Palazzo della Consulta non comprendono diversi benefit che sono una peculiarità tutta italiana. Si parte dalle auto blu (per ogni giorno lavorativo si spendono in media 750 euro a giudice) e dai biglietti per i viaggi ferroviari, aerei o su taxi effettuati per ragioni inerenti alla carica e si arriva alla tessera Viacard e al Telepass. Poi c’è un cellulare e un pc portatile, senza dimenticare che i costi dell’utenza telefonica domestica sono comunque addebitati alla Corte. E non poteva mancare la foresteria: uno o due locali con annessi servizio igienico e angolo cottura nel Palazzo della Consulta o nell’immobile di via della Cordonata.

 

gaetano silvestrigaetano silvestri

Ma solo quando i giudici smettono di lavorare per noi arriva il bello. Sempre Perotti, nello studio pubblicato su lavoce.info, ci dice che per il 2013 la Corte Costituzionale prevede di pagare a ex giudici e loro superstiti 5,8 milioni di pensioni. Ed essendoci 20 ex giudici percettori di assegni previdenziali e 9 superstiti la pensione media si attesta a quota 200.000 euro l’anno. Poi ci si meraviglia che il taglio ai vitalizi d’oro venga bocciato perché ritenuto incostituzionale.

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO