romanzo quirinale luigi di maio mattarella

CONSULTO SENZA SUSSULTO - MATTARELLA: “NESSUN PARTITO O SCHIERAMENTO HA I VOTI NECESSARI PER FORMARE UN GOVERNO. MI PRENDERÒ DEI GIORNI DI RIFLESSIONE E COSÌ FARANNO I SOGGETTI POLITICI” - ECCO LE POSIZIONI DEGLI SCHIERAMENTI CHE SONO SALITI AL QUIRINALE SENZA UN PIANO PER GOVERNARE. ED ECCO COSA HA DETTO LORO LA MUMMIA DEL QUIRINALE

 

Da www.ansa.it

 

Di Maio Mattarella

"Nessun partito e nessuno schieramento dispone da solo dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo ed è indispensabile quindi, secondo le regole della nostra democrazia che vi siano intese tra più parti per formare una coalizione che possa avere una maggioranza in Parlamento. Nelle consultazioni in questi due giorni questa condizione non emersa": così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni al Quirinale.

 

 "Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata da molte parti politiche. Sarà utile anche a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni" fatte dai partiti e "sarà utile a loro per valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche, le possibili soluzioni per dare vita a un governo".

 

luigi di maio sergio mattarella

"E' indispensabile che vi siano delle intese" tra le forze politiche che ora hanno "qualche giorno di riflessione" che sarà loro utile per " valutare responsabilmente convergenze programmatiche". Questo è l'invito del presidente Sergio Mattarella ai partiti al termine del primo giro di consultazioni. Il Capo dello Stato ha deciso di riconvocare il secondo giro di colloqui non prima della metà della settimana prossima.

 

 

Si chiuso così il secondo giorno di consultazioni al Quirinale. Dopo il Pd e Forza Italia è arrivata, a piedi, la delegazione della Lega con il segretario Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, capigruppo al Senato e alla Camera. "Lavoriamo per un governo che lavori almeno 5 anni. Partendo da chi ha vinto le elezioni e numeri alla mano coinvolgendo il Cinque stelle", ha detto Matteo Salvini al termine del colloquio con Mattarella. Salvini ha anche detto di non temere, se necessario, un ritorno al voto.

mattarella martina zaia

 

I Dem hanno ribadito la loro posizione con il segretario reggente Maurizio Martina: 'Chi ha vinto le elezioni', è stato l'invito "si prenda la responsabilità del governo", per quanto riguarda il Pd: "non ci sono ipotesi di governo". Forza Italia ha invece sottolineato la necessità e l'"urgenza" di un governo che parta dal centrodestra, la coalizione che ha ottenuto più voti. Silvio Berlusconi ha evidenziato la necessità di figure di "alto profilo" e detto no a governi fatti "di pauperismi, giustizialismi e populismi".

 

LA POSIZIONE DI M5S - "Abbiamo detto al presidente Mattarella che sentiamo tutta la responsabilità di esser la prima forza politica di lavorare il prima possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento", ha detto il leader del M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Colle. "Come ho ribadito durante tutta la campagna elettorale, abbiamo ottenuto 11 milioni di voti su una posizione ben precisa che abbiamo ribadito al presidente anche sulla politica estera. Con noi al governo l'Italia resterà alleata dell'Occidente nel Patto atlantico, nell'Unione europea e monetaria: è questo l'obiettivo".

MAURIZIO MARTINA ALLA DIREZIONE DEL PD

 

"Le mie aperture sono sincere, ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni io non ho mai voluto spaccare il Pd, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perché al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne". "Un contratto di governo si può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd. Questi sono i due interlocutori, è chiaro che sono due soluzioni alternative", ha ribadito Di Maio dopo le consultazioni al Quirinale. "Dopo gli incontri capiremo con chi si potrà sottoscrivere il contratto di governo", aggiunge.

 

"Non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra ma non riconosciamo una coalizione di centrodestra, perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier ma perché si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze non riconosce il M5s, perciò ci rivolgiamo alla Lega". così ancora il capo politico del M5s dopo le consultazioni al Quirinale.

 

MATTARELLA BERLUSCONI

LA POSIZIONE DEL PD - "L'esito elettorale per noi negativo - ha detto Maurizio Martina al termine del colloquio con Mattarella - non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino". Chi ha vinto le elezioni - è l'invto del Pd - "si faccia carico della responsabilità" di governare. "Noi - ha aggiunto - avvertiamo come certi atteggiamenti siano più figli di un secondo tempo della campagna elettorale che di una responsabilità nuova. Il tempo della campagna elettorale è finito e queste forze farebbero bene a tornare con i piedi per terra anche rispetto a soluzioni" di governo.

 

 "Noi - ha detto ancora - siamo in campo da protagonisti per rafforzare in coerenza con il lavoro fatto dal governo tutti gli interventi di sostegno sociale. Sui quattro snodi di interesse generale il Pd eserciterà fino in fondo la sua funzione nel suo ruolo di opposizione. I 4 punti: taglio del costo del lavoro e reddito di inclusione; controllo della finanza pubblica; gestione del fenomeno migratorio; rafforzamento del quadro internazionale".

 

La delegazione del Pd è entrata a piedi al Quirinale, con Martina, il presidente Matteo Orfini e i capigruppo di Senato e Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio. La delegazione si è riunita prima al Nazareno.

 

BERLUSCONI MATTARELLA

LA POSIZIONE DI FI - Il governo "dovrà partire da chi ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra e dal leader della coalizione vincente, cioè la Lega". "Non siamo disponibili - ha detto l'ex premier Silvio Berlusconi al termine del colloquio con Mattarella al quale hanno partecipato anche le capogruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini - a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e di tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario". "Siamo disponibili con presenze di alto profilo a soluzioni serie e credibili in sede europea. Su questo siamo disposti a dialogare". "Serve un governo", ha evidenziato Berlusconi, per affrontare le urgenze del Paese.

 

LA POSIZIONE DELLA LEGA - "Lavoriamo per un governo che duri almeno cinque anni", ha detto Salvini al termine del colloquio con Mattarella. "Continuerò - ha detto ancora il leader del Carroccio - a incontrare tutti a partire da centrodestra, prima forza in parlamento ma andiamo in Parlamento se abbiamo numeri certi".  Il leader della Lega ha prospettato l'ipotesi di un governo del centrodestra con il coinvolgimento di Fi. 

 

"Faremo di tutto - ha detto - per dare un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra coinvolgendo M5s, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate, vediamo se si riesce a trovare una quadra". "Andiamo in Parlamento - ha concluso - se ci sono i numeri certi, altrimenti si torna al voto. La Lega è un partito nato tra la gente figuriamoci se abbiamo paura di tornare alle elezioni".

 

A causa dei veti incrociati da parte dei partiti, la matassa sembra complicata da sbrogliare per il capo dello Stato e si parla già di un possibile secondo giro di consultazioni che potrebbe iniziare mercoledì prossimo. Intanto nella tarda serata di ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha chiuso all'idea di un incarico esplorativo per lui ("inutile").

 

 

Mentre è emersa la candidatura a segretario di Maurizio Martina alla segretaria del Pd all'assemblea del Pd del 21 aprile.

 

berlusconi salvini meloni fitto

LA PRIMA GIORNATA - Nei suoi colloqui il presidente della Repubblica non ha solo ascoltato le posizioni di quanti sono saliti al Quirinale: ha chiesto puntigliosamente a tutti quale alleanze abbiano in mente visto che il Rosatellum non ha portato una maggioranza parlamentare. Ma soprattutto Mattarella ha ricordato che il maggioritario non c'è più e che fino al 1994 c'era un proporzionale simile all'odierno.

 

E che i Governi si facevano anche allora. Una sottolineatura che a prima vista sembra scontata ma che in realtà è un richiamo alle forze politiche affinchè non restino ancorate a logiche che non esistono più. E che, piaccia o non piaccia, l'attuale sistema elettorale prevedeva "in nuce" la necessità di alleanze per formare il Governo. Un accento di realismo che dovrà essere tenuto di conto da tutti nel breve tragitto che separa queste prime consultazioni dalle seconde.

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