CONTATTI TRA LEPORE E GHEDINI PER L’INTERROGATORIO DEL BANANA (NOSFERATU: “NESSUNA DECISIONE, DEVO PARLARE CON BERLUSCONI”) - ANCHE IL SENATO VOTA IL CONFLITTO D’ATTRIBUZIONE COI PM DI MILANO (FINOCCHIARO: “UNA MARCHETTA AL PREMIER”) - CHIACCHIERA TREMONTI-BOSSI-ALFANO ALLA CAMERA (SI VOTA LA FIDUCIA) - SILVIO CON BUZEK, UN CAFFÈ DI 52 MINUTI -NO ALLA PREGIUDIZIALE E DI PIETRO S'INCAZZA CON CASINI E PD: "FLACCIDI IPOCRITI"…


1. AJA...
Jena per "La Stampa"
- Per la prima volta in vita sua ieri il Papa ha bestemmiato.

2. CONTATTI LEPORE-LEGALI BERLUSCONI PER CONCORDARE TEMPI E FORME EVENTUALE INTERROGATORIO...
(ANSA)
- Il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, è in contatto con i legali di Berlusconi per concordare tempi e forme di un eventuale interrogatorio del premier. Lo confermano fonti della procura. Nell'atto di citazione notificato ieri ad Arcore, infatti, si invitava la parte lesa a prendere contatto con la procura entro oggi. La procura però non conferma la disponibilità di Berlusconi a farsi interrogare.

3. GHEDINI, NO DECISIONI, DEVO ANCORA PARLARE CON BERLUSCONI...
(ANSA)
- "No, devo ancora parlarne con Berlusconi". Così Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del premier, risponde ai cronisti che gli chiedono se sia stata presa una decisione sull'incontro di Berlusconi con i magistrati di Napoli, che hanno dato al presidente del Consiglio un ventaglio di date tra giovedì e domenica di questa settimana.

4. SI' SENATO A CONFLITTO ATTRIBUZIONE CON PM MILANO...
(ANSA)
- L' Aula del Senato con 151 sì, 129 no no e due astenuti solleva il conflitto di attribuzioni nei confronti della Procura di Milano sull'inchiesta su Ruby che coinvolge il presidente del Consiglio, come già aveva fatto in aprile la Camera. Anche per questo ramo del Parlamento, quindi, deve esser solo il Tribunale dei ministri ad occuparsi della questione della telefonata di Silvio Berlusconi alla questura di Milano per far rilasciare Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori.

5. FINOCCHIARO, DAL SENATO MARCHETTA AL PREMIER...
(ANSA)
- "Questa discussione e questa decisione è esclusivamente, perdonatemi la volgarità, una marchetta nei confronti del Presidente del Consiglio. Un ulteriore espediente per allontanare il tempo in cui dovrà rispondere al suo giudice. Ed è per questo che noi voteremo no al fatto che il Senato si associ al conflitto di attribuzione sul caso Ruby". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama prima della votazione. "Inoltre con questa votazione - sostiene Anna Finocchiaro - il Senato si associa ad una causa persa e questo non gli giova, ma soprattutto il Senato è camera del tutto estranea, perché la competenza è comunque della Camera dei Deputati".

6. TREMONTI ALLA CAMERA, VEDE BOSSI E ALFANO...
(ANSA)
- Breve incontro alla Camera tra il leader della Lega, Umberto Bossi, e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. I due si sono visti nelle stanze del governo a Montecitorio, subito dopo che Bossi ha votato in Aula la fiducia al governo sulla manovra. A seguire nelle stesse stanze il ministro dell'Economia ha parlato con il segretario del Pdl Angelino Alfano.

7. BOSSI, PER I MIEI ARRESTO MILANESE E' FORZATURA...
(ANSA)
- "Devo sentire ancora il gruppo" ma "i miei dicono che" l'arresto "é un po' una forzatura". Così Umberto Bossi entrando a Montecitorio risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sul caso Milanese.

8. BOSSI, LEGA SEMPRE COMPATTA...
(ANSA)
- "Vediamo, la Lega è sempre compatta". Così il leader del Carroccio Umberto Bossi, entrando in Aula alla Camera dove sta per essere votata la fiducia alla manovra risponde ai cronisti che gli chiedono che differenza ci sia tra i casi Papa e Milanese, dopo che gli esponenti leghisti in giunta per le autorizzazioni hanno votato no alla richiesta di arresto per l'ex collaboratore del ministro Tremonti.

9. CAMERA, IN AULA STRISCIONE 'BASTA LEGA, BASTA ROMA'...
(ANSA)
- Contestazione dalle tribune del pubblico nell'Aula della Camera durante il dibattito sulla fiducia posta dal governo sulla manovra economica. Mentre interveniva il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni, tre uomini dalle tribune hanno srotolato un grande lenzuolo bianco con la scritta, su tre righe "Basta Lega, basta Roma, basta tasse". Immediato l'intervento del presidente della Camera Fini che ha chiesto ai commessi di far ritirare lo striscione. La seduta, sospesa per qualche attimo, è subito ripresa mentre i contestatori, che gridavano "buffoni, basta!", venivano accompagnati fuori.

I contestatori sono ex militanti della Lega. Uno di loro è stato deputato. Si tratta di Francesco Formenti, eletto per il Carroccio nella undicesima legislatura, quella durata dal 1992 al 1994.

10. L'IRONIA DEL «FATTO» E DELL'«UNITÀ»: CON BUZEK PER 52 MINUTI E LA SINISTRA NON RIDE PIÙ...
Da "Libero"
- Si divertivano un mondo, ieri, i giornali di sinistra. A metterli di buon umore era una presunta figuraccia internazionale di Berlusconi. Titolo del Fatto quotidiano: «L'Europa ridicolizza B: gli diamo due minuti». Catenaccio: «Il presidente del Parlamento, Buzek, smaschera il premier in fuga dai pm di Napoli. Altro che vertice, al massimo un caffè».

Il più divertito di tutti, come al solito, era Marco Travaglio: «Il presidente del Parlamento europeo ha fatto sapere che potrà dedicare all'illustre turista in gita low cost "due minuti al massimo"». Toni simili anche per l'Unità. Titolo: «Solo due minuti per Berlusconi».

E sotto: «Lo schiaffo di Buzek: ho in programma altri incontri». Poi, purtroppo per loro, le cose sono andate diversamente. Orologio alla mano, il colloquio Berlusconi- Buzek è durato la bellezza di 52 minuti. Un caffè molto lungo. Che però avrà reso nervosi solo Travaglio & Co.

11. CASINI E IL PD BOCCIANO LA PREGIUDIZIALE DELL'IDV - DI PIETRO FUORI DI SÈ: «SONO DEI FLACCIDI IPOCRITI»

Da "Libero" - Lo scontro interno all'opposizione, stavolta in disaccordo riguardo la manovra, finisce con ToninoDi Pietro che dà a Pd e Udc dei «molli e flaccidi». Il leader dell'Idv è fuori di sé perché il Pd ha votato con il Terzo Polo contro la pregiudiziale di costituzionalità alla manovra, presentata dall'Italia dei Valori alla Camera. La scintilla è scattata e l'ex pm è partito all'attacco di Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini: «Ipocriti», ha tuonato, «hanno sfilato in piazza accanto ai lavoratori» e poi «hanno dato un calcio a quei lavoratori bocciando la nostra pregiudiziale».

I conti «andrebbero meglio se non ci fossero Berlusconi e una opposizione molle e flaccida che avalla le decisioni che porta avanti Berlusconi». Sinistra e Libertà si è associata alle critiche di Di Pietro. Idv e Sel da una parte, dunque, e il Pd con i centristi dall'altra.

Questi ultimi hanno respinto le accuse spiegando il senso di responsabilità: «La manovra è sbagliata, ma non vogliamo offrire anche noi una sponda alla speculazione finanziaria», ha commentato Michele Ventura, vice capogruppo Pd alla Camera. E Pier Ferdinando Casini ha sottolinea che il no alla pregiudiziale dell'Idv è «una risposta in tempo reale» alle accuse di irresponsabilità mosse, anche ieri mattina, da Berlusconi all'opposizione.

 

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