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COREA CON-FESSO - UNO STUDENTE AMERICANO CONDANNATO A 15 ANNI DI LAVORI FORZATI PER AVER STACCATO UN POSTER DI PROPAGANDA (VIDEO) - ANCHE PECHINO ABBANDONA CICCIO KIM

1.VIDEO - LO STUDENTE AMERICANO OTTO WARMBIER PIANGE E IMPLORA I COREANI DI ESSERE CLEMENTI CON LUI
 

 

 

2.COREA NORD CONDANNA STUDENTE USA 15 ANNI LAVORI FORZATI

Antonio Fatiguso per l'ANSA

 

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La Corte suprema nordcoreana ha condannato Otto Warmbier, cittadino americano e studente di 21 anni della University of Virginia, a 15 anni di lavori forzati perché riconosciuto colpevole di "atti ostili" contro lo Stato. A poco più di due settimane dalla conferenza stampa tenuta a Pyongyang con tanto di richiesta di clemenza e ammissione dei crimini commessi, Warmbier è stato sanzionato per "essersi impossessato di uno slogan politico trovato in un'area riservata al personale" dell'Yanggakdo International Hotel presso il quale alloggiava con un altro gruppo di turisti per le vacanze di fine anno.

 

Uno striscione di propaganda destinato alla mamma di un amico che lo avrebbe esibito in chiesa, spiegò lo studente. I media del Nord annunciarono il suo arresto il 22 gennaio scorso a causa dell'ingresso "in veste di turista con lo scopo di condurre attività criminali contro lo Stato e con la tacita connivenza del governo Usa e sotto la sua manipolazione".

 

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Giustificazioni forti da motivare "una sentenza esemplare" maturata nel mezzo delle tensioni per le nuove minacci di test nucleari di Pyongyang e le grandi manovre militari congiunte in corso di Seul e Washington, fortemente osteggiate dal Nord, e dopo le nuove sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu decise in risposta al quarto test atomico del 6 gennaio e al lancio del razzo/satellite del 7 febbraio.

 

Una situazione complessa che come prevedibile darà il via a un negoziato, con l'ambasciata svedese a Pyongyang a operare per conto degli Usa, in assenza di rapporti diplomatici bilaterali, quando i cittadini statunitensi hanno grane con le autorità nordcoreane. In passato, dopo lunghe trattative, fu necessaria la missione dell'ex presidente Bill Clinton per liberare nel 2009 le due giornaliste Euna Lee e Laura Ling.

 

A novembre 2014, il capo dello spionaggio James Clapper volò a Pyongyang per riportare a casa Matthew Miller, che aveva strappato il visto appena entrato nel Paese, e il missionario americano di origine coreana Kenneth Bae, in carcere da novembre 2012. Jeffrey Fowle, altro turista Usa, fu imprigionato per sei mesi, fermato poco prima di salire sull'aereo del ritorno con l'accusa di aver lasciato la copia di una Bibbia in albergo.

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Tra minacce di nuovi test, attacchi preventivi nucleari ed esercitazioni del Nord anti Usa-Corea del Sud, oggi è spuntato anche il giallo del sisma artificiale di magnitudo 2.2 a 34 km a sudest di Pyongyang. Fonti della Korea meteorological administration hanno spiegato alla Yonhap che la scossa non è il risultato di un test nucleare per localizzazione e magnitudo. Il 6 gennaio, in occasione del quarto test, il terremoto generato dalla detonazione fu di magnitudo 4.8, con epicentro a Punggye-ri, il sito nucleare nel nordest del Paese.

 

 

3.COREA NORD: OBAMA FIRMA SANZIONI PER TEST MISSILI BALISTICI

WASHINGTON

(ANSA) - WASHINGTON, 16 MAR - Il presidente Usa Barack Obama ha firmato un ordine esecutivo che impone robuste sanzioni contro la Corea del Nord per i suoi test del 6 e 7 febbraio con missili balistici. Lo rende noto il dipartimento di Stato. Il provvedimento blocca gli eventuali beni del governo e del partito dei lavoratori negli Usa e proibisce una serie di transazioni.

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Le nuove sanzioni consentiranno agli Usa di attuare quelle concordate all'unanimita' dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Queste azioni sono coerenti con il nostro impegno di applicare pressione significativa sul regime della Corea del Nord. Gli Stati Uniti e la comunità internazionale non tollereranno le attività nucleari illecite, continueremo a imporre costi alla Corea del Nord sino a quando rispetterà i suoi doveri internazionali", ha affermato il portavoce della Casa Bianca, John Earnest.

 

 

4.CINA: RELAZIONI DETERIORATE CON LA COREA DEL NORD DI KIM JONG UN

(askanews) - I dissapori tra la Cina e la Corea del Nord non sono qualcosa di temporaneo, ma strutturale. E, con l'arrivo al potere di Kim Jong Un a Pyongyang, si sono ulteriormente approfonditi. Ad affermarlo non è un analista politico di Washington, ma un commento pubblicato da Caixin, un portale ufficiale economico, e rilanciato dal sito del Partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo.

 

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Pechino, dai cui fondi la Corea del Nord dipende al 90 per cento e sostanzialmente unico scudo militare di Pyongyang a parte la sua ancora incerta deterrenza nucleare, ha votato a favore dell'inasprimento delle sanzioni Onu nel Consiglio di sicurezza, dove ha diritto di veto, dando la misura del rinnovato isolamento del regime dei Kim nel contesto internazionale. E' stato più di un segnale, un vero e proprio ceffone, motivato dal fatto che la Corea del Nord ha proseguito con i test nucleari e missilistici nonostante la palese contrarietà di Pechino.

 

"La Cina ha sempre detto chiaramente che disapprova il programma di armamento nucleare di Pyongyang e le recenti azioni provocatrici non hanno lasciato troppo margine di manovra diplomatica", premette l'analisi pubblicata dall'organo ufficiale del Pcc. "Le ultime azioni di Pyongyang - sostiene il Quotidiano del Popolo - hanno suscitato un dibattito pubblico sui social media cinesi più surriscaldato che nel passato. Le onde d'urto provocate dal test nucleare (del 6 gennaio, ndr.) - fratture sono state rilevate sul terreno in Cina, vicino al confine - e la possibilità di un'inquinamento da radiazioni hanno spinto l'opinione pubblica cinese a mettere in discussione i legami tra la Cina e l'isolato vicino".

 

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Pechino e Pyongyang sono stati a lungo alleati. Anche i test nucleari condotti dal padre dell'attuale leader, Kim Jong Il, non portarono a vere rotture tra i due paesi o a un'interruzione dei viaggi dei leader dei due paesi tra le capitali. "Tuttavia, da quando Kim Jong Un è andato al potere nel 2011 - precisa l'articolo -, il numero di visite di alto livello è caduto significativamente".

 

Kim Jong Un, in effetti, pur avendo visitato Mosca in occasione della parata per i 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, non ha fatto lo stesso con l'alleato più importante, cioè la Cina. E un recente spettacolo a Pechino della Moranbong Band, il gruppo musicale femminile considerato un simbolo del regime di Kim Jong Un, è stato improvvisamente cancellato sulla scorta delle polemiche tra i regimi.

 

Ma il contrasto tra i due alleati ha radici più profonde della capricciosa contingenza delle due leadership che notoriamente non si amano. Secondo l'articolo del Quotidiano del Popolo, "è anche legato al gap nello sviluppo dei due paesi".

kim jong un obamakim jong un obama

 

Da un lato c'è la Cina che continua a progredire, assumendo un ruolo internazionale più importante in accordo alla propria forza". Dall'altro c'è la Corea del Nord che "è stagnante come paese e continua ad aderire alla sua politica di 'priorità alle forze militari', che porta a dirottare tutte le risorse possibili sull'esercito anche a rischio di un collasso economico". Il riferimento - quando si parla di "priorità militare" - è a una dottrina incastonata nel sistema nordcoreano da Kim Jong Il, che si chiama "Songgun".

 

KIM JONG UN E LA MINI TESTATA NUCLEAREKIM JONG UN E LA MINI TESTATA NUCLEARE

La critica è pungente. Il giovane leader nordcoreano, che in un primo momento era stato salutato come una possibile speranza di riforma del regime e di maggiore apertura economica, oggi è considerato ancor più autocratico e accentratore del padre. Alcuni analisti hanno evidenziato come la sanguinosa eliminazione dello zio Jang Song Thaek, in un primo momento di fatto il suo tutore, abbia rappresentato uno smacco per Pechino, che secondo loro sosteneva un suo approccio riformista.

 

E alcuni giorni fa il New York Times, in un lungo articolo, ha ipotizzato che l'uccisione del congiunto, considerato estremamente potente fino al suo umiliante arresto, abbia indicato la sconfitta della linea di apertura al paese rispetto alla volontà di Kim di mantenere stretto tutto il potere.

kim jong un corea del nordkim jong un corea del nord

 

Pyongyang, insomma, ha tirato troppo la corda, anche se Pechino avrebbe tutto l'interesse a mantenere in vita il regime nordcoreano. Un collasso del paese sarebbe un disastro per la Cina, sia a causa del flusso di profughi che si troverebbe ad affrontare, sia perché rischierebbe di perdere un necessario cuscinetto che divide la sua potenza militare da quella statunitense: l'America mantiene in Corea del Sud circa 30mila soldati e teoricamente potrebbe lì dispiegare capacità nucleari.

 

 hyon song wol e kim jong un hyon song wol e kim jong un

Ma quand'è troppo è troppo. "La relazione tra Cina e Corea del Nord - spiega l'analisi del Quotidiano del Popolo - ha raggiunto un punto in cui deve adattarsi alle richieste della comunità internazionale e della pubblica opinione. (...) Dopotutto la prima vittima dell'instabilità in Corea del Nord sarebbe la Cina".

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