bastarda

1. E’ DAVVERO ‘MONDAZZOLI-TIME! ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL PROF. MIELI, PRESIDENTE DI RCS LIBRI, L’INTERA INTELLIGHENZIA MILANESE ERA RAPPRESENTATA IN PRIMA FILA SOLTANTO DALL’EX DIRETTORE DI “NOVELLA 2000”, CANDIDA MORVILLO. E, MIMETIZZATO TRA GLI SCAFFALI, SI AGGIRAVA PENSIEROSO IL CRITICO CATODICO, ALDO GRASSO 2. COSE TURCHE IN CASA AGNELLI, MA ALL’INSAPUTA DEI LETTORI DEL CORRIERINO DI FONTANA

Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri; Laura Donnini, amministratore delegato di Rcs Lbri; Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri; Laura Donnini, amministratore delegato di Rcs Lbri; Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune

DAGOREPORT

 

1. “FLOP” MILANESE PER LO SMEMORATO MIELI

“Scappo via per non abbassare l’età media, ahimè di ottuagenari, della sala”, s’invola un signore già attempato del suo. Alla libreria Rizzoli in Galleria a Milano giovedì 1 ottobre si presenta l’ultima opera-collage di Paolino Mieli. E nel sottobottega della rivendita appena rinnovata proprio alla vigilia di essere incorporata nella Mondadori berlusconiana, spiccano le teste bianche dei malcapitati lettori-uditori del Tomo-Lego, “L’arma della memoria”, auto-editato dal presidente in uscita della Rizzoli con la tecnica dell’assemblaggio assemblando dei vecchi e pesanti “mattoncini” - come li chiamano in via Solferino -, pubblicati a suo tempo sulla terza pagina del Corrierone.

 

E grande deve essere stata la sua delusione nel vedere che l’intera intellighenzia milanese, giornalisti e scrittori della sua stessa casa madre, era rappresentata in prima fila soltanto dall’ex direttore di “Novella 2000”, Candida Morvillo. E, mimetizzato tra gli scaffali, si aggirava pensieroso il critico catodico, Aldo Grasso.

 

candida morvillo paolo mielicandida morvillo paolo mieli

Neppure un Eco (Umberto) dell’Anno Zero si era degnato di andare all’appuntamento meneghino sul tema assai arduo per l’autore che nell’arco (ambiguo) della sua carriera professionale ha fatto un monumento alla cattiva memoria: “Contro la reinvenzione del passato”.

Per l’ex direttore del “Corriere della Sera”, che si spaccia per storico e che da anni occupa la cattedra una volta monopolizzata nella tv in bianco e nero dall’onnisciente professore Alessandro Cutolo, è stato davvero un flop inatteso.

 

2. COSE TURCHE A TORINO IN CASA DEGLI AGNELLI

ANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVO E DENIZ AKALIN DA  CHI -2ANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVO E DENIZ AKALIN DA CHI -2

“E’ triste vedere strumentalizzato da alcuni media il rapporto forte e solido tra mio cugino Andrea, mio fratello e il sottoscritto. Noi siamo uniti e compatti”, insorge Lapo Elkann. Nel tentativo del nipote picchiatello dell’Avvocato di smentire i rumors sulla “Torino Cornuta” a causa della rottura del matrimonio del presidente della Juventus che avrebbe avuto riflessi tra gli eredi dell’ex Fiat.

andrea agnelli - deniz_akalin - john_elkannandrea agnelli - deniz_akalin - john_elkann

Ma i lettori (residui) del “Corriere della sera” - che pubblica la notiziola all’interno di un paginone-intervista ad Andrea Agnelli -, si saranno chiesti: a cosa alludeva il soave Lapino quando parlava di consanguinei mai così solidi? 

 

Il quotidiano diretto da Machete Fontana, infatti, non ha scritto mai un rigo sulla fuga d’amore del giovane presidente del club bianconero dalla “sua” famiglia per rincorrere, a dare ascolto ai pettegolezzi, la compagna del suo miglior amico.

luciano fontanaluciano fontana

Cose turche!  

 

3. LA SEC USA COME LA DERELITTA CONSOB DI VEGAS

juventus   sampdoria   john e lapo elkann sugli spalti   7juventus sampdoria john e lapo elkann sugli spalti 7

La serietà e l’autorevolezza della Sec, organo di vigilanza della borsa americana, è sempre citata dai nostri giornaloni come un modello da seguire (a parole) qui da noi dove la Consob guidata da Giuseppe Vegas farebbe acqua da tutte le parti. Peccato che anche la mitica Sec, venerata dai media Usa, taroccherebbe i dati sulle azioni d’intervento svolte dall’authority, presieduta da Mary Jo White.

 

Uno studio che sarà pubblicato su Cornell Law Review e anticipato dal sito americano “The Intercept”, sostiene che le cifre sono state gonfiate. I numeri reali dei casi affrontati dalla commissione di vigilanza sarebbero bel lontani dai 775 vantate dalla Sec nel 2014. E neppure i 4,1 miliardi di dollari di multe comminate risponde alla realtà.

Securities and Exchange Commission usaSecurities and Exchange Commission usa

 

“Anche le multe seguono un andamento simile”, scrive l’autrice della ricerca Urska Velikonja, docente dell’Emory University School of Law e autore del report. “La Sec include nel suo rapporto annuale anche le condanne civili ordinate da altre agenzie, quali per esempio il Dipartimento di giustizia. Per non parlare del denaro che la Sec non riesce a farsi pagare: nel 2014 ha comminato 4,17 miliardi di dollari di multe, ma ha raccolto alla fine solo 2,1 miliardi”

 

4. IL DOPPIO “SLURP” DI PELLICCIOLI

pelliccioli jpegpelliccioli jpeg

Il perfido escamotage polemico è antico quanto Gutenberg, il genio che inventò i caratteri mobili per la stampa. Di che si tratta è presto detto: parlare bene, ad esempio, del nuovo direttore del Corriere, per demolire in pratica chi l’aveva preceduto in via Solferino, Flebuccio de Bortoli. Al facile trucchetto ricorre ‘Smile’, nome de plume a quanto si racconta nelle redazioni del manager Lorenzo Pelliccioli, sull’ultimo numero del mensile “Prima comunicazione”. Con l’abituale leccatina, en passant, dei poteri forti al premier cazzone in carica: “se il Corriere completasse il suo lavoro, se alla modernità di Renzi si contrapponesse un altro leader  altrettanto moderno, potremmo davvero sperare in un Paese migliore”. Slurp

 

Nagel e Pelliccioli Nagel e Pelliccioli

5. NAGEL, RCS E LA SCIALUPPA (BUCATA) DI MEDIOBANCA

“In genere non abbandoniamo le società in difficoltà”, dichiara il numero uno di Mediobanca alle prese con il salvataggio dell’Rcs dopo che la banca d’affari ha contribuito al suo affondamento. Urge davvero seduta spiritica con la famiglia Gardini e altri potenti alleati della fu Mediobanca gettati in mare dagli scafisti della finanza di piazzetta Cuccia ai primi segni di crisi.

 

6. LA DANIMARCA SPEGNE A SORPRESA LE AUTO ELETTRICHE

tesla model x presentazione 29 settembre 2015tesla model x presentazione 29 settembre 2015

Curioso no? Mentre gli Stati Uniti e l’Europa mettono al bando le auto diesel e qualcuno sospetta il presidente Barack Obama di voler favorire le concorrenti ibride meno inquinanti, il governo della Danimarca – ne dà notizia la Reuters, senza essere ripresa dai principali media -, ha deciso di eliminare entro il 2020 tutti gli incentivi fiscali sull’auto elettrica. Una mossa (inattesa) il prezzo delle vetture tipo l’americana Tesla, sarà triplicato.

 

 

 

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