1- LA CRICCA DEL PIRELLONE (14 INDAGATI SU 80 CONSIGLIERI) FA SCHIFO ANCHE ALLA 'NDRANGHETA ("STI POLITICI E 'MERDA, PICCOLI E GRANDI, SONO UNO PEGGIO DELL'ALTRO"). MA NON A FORMIGONI: "NON MI DIMETTO...", HO DETTO CHE LA LEGA IERI HA DATO LE PROPRIE DIMISSIONI, IO NE HO PRESO ATTO. SE LA LEGA CONFERMA CHE È FUORI DAI GIOCHI ANDRÒ A UN RINNOVAMENTO COMPLETO DELLA GIUNTA O SI ANDRÀ AD ELEZIONI" 2- LA LEGA DI MARONI MINACCIA DI SFILARSI DALL’ALLEANZA E IL CELESTE AVVISA I NAVIGANTI: "MI SONO SENTITO CON BERLUSCONI E ALFANO, CHE HANNO CONFERMATO LA LINEA DEL PDL: SE CADE LA LOMBARDIA UN SECONDO DOPO CADONO VENETO E PIEMONTE"

Ansa.it

"Se i leghisti vogliono il dialogo devono ritirare le dimissioni, decidano se vogliono far parte dell'alleanza in Lombardia, Veneto e Piemonte". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni questa mattina durante la telefonata di Belpietro sulla crisi regionale.

"Non ho detto che non mi dimetto, ho detto che la Lega ieri ha dato le proprie dimissioni, io ne ho preso atto. Se la Lega conferma che è fuori dai giochi andrò a un rinnovamento completo della Giunta o si andrà ad elezioni".

''L'accusa sollevata contro Zambetti è di una gravità assoluta, è inaccettabile. O è un abbaglio incredibile della magistratura, e credo proprio di no, oppure Zambetti è uno spergiuro che ha tradito la fiducia di tutti noi. Siamo in presenza di un politico che non solo ha tradito, è andato a comprare voti dalla 'ndrangheta, ma ha tradito anche il proprio presidente e il proprio partito'. Di fronte a questo salto di qualità negativo - ha aggiunto - io prenderò decisioni forti, nette. La 'ndrangheta non deve avere accesso nelle istituzioni e non lo avra'".

Se la Lega conferma che si tira fuori dall'alleanza per Lombardia, Veneto e Piemonte "provvederò subito ad assegnare le deleghe degli assessori leghisti dimissionari perché non si possono lasciare senza presidio assessorati importanti". In quel caso "si andrà alle elezioni con giunta guidata da Formigoni".

"Non è un ricatto" legare il destino della giunta lombarda con i governi di Piemonte e Veneto che sono frutto "di un accordo politico per le elezioni del 2010 con cui si stabilì che due regioni andavano alla Lega e la Lombardia al Pdl. Su questo - ha aggiunto - vi sono parole chiarissime di Berlusconi ed Alfano".

Consiglieri e assessori della Lega lombardi hanno consegnato ieri le proprie dimissioni al partito e oggi Roberto Maroni e Matteo Salvini andranno dal governatore Roberto Formigoni "lasciandogli la scelta se fare un passo indietro o a lato", con l'alternativa dell'azzeramento della giunta. Comunque andrà a finire nell'incontro "molto probabilmente in Lombardia si andrà a votare in aprile". "Domani - ha spiegato Salvini lasciando il Pirellone - io e Maroni incontriamo Formigoni con in tasca le dimissioni dei nostri.

Lasciamo a Formigoni la scelta se fare un passo a lato o indietro, ci ragioni su stanotte, la Lega è determinata ad andare avanti". Riferendo le richieste del Carroccio, Salvini ha detto di aspettarsi "quantomeno l'azzeramento della giunta, il dimezzamento degli eventuali nuovi assessori ed eventualmente un nuovo presidente della Giunta", che traghetti verso le elezioni anticipate. Perché, ha concluso il segretario della Lega Lombarda, " siamo consci del fatto che prima di aprile si andrà a votare".

FORMIGONI RITIRA DELEGHE ASSESSORI LEGA - Preso atto delle dimissioni annunciate dalla Lega, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha provveduto con decreto a ritirare le deleghe degli assessori leghisti e di prenderle in carico a sé. E' quanto si apprende da fonti dell'entourage del governatore.

FORMIGONI, SE CADO POI TOCCA A VENETO E PIEMONTE - "Mi sono sentito con il presidente Berlusconi e con il segretario Alfano, che hanno confermato la linea del Pdl: se cade la Lombardia un secondo dopo cadono Veneto e Piemonte". E' quanto ha riferito il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni al suo entourage, secondo il quale il governatore è "assolutamente tranquillo" perché "quella assunta stasera dalla Lega è una decisione presa a livello locale". "Cara Lega, l'abbiamo detto e ripetuto, ci sono mille modi per suicidarsi: se cade la Lombardia, simultaneamente cadono Piemonte e Veneto". Lo afferma in una nota il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Paolo Valentini, in risposta alle scelte annunciate dalla Lega.

L'ARRESTO DI ZAMBETTI - "Sti politici e 'merda, piccoli e grandi, sono uno peggio dell'altro". A esprimere il giudizio sono due presunti affiliati alla 'ndrangheta e l'intercettazione può diventare lo 'specchio' di un'inchiesta esplosa stamani e che ha dimostrato, secondo l'accusa, che quella mafia calabrese, non solo parla così al telefono della classe politica, ma si è comprata un assessore della Regione Lombardia.

Domenico Zambetti del Pdl, all'assessorato alla Casa dal 2010, è finito in carcere assieme ad altre 19 persone, tra cui presunti boss e affiliati alla cosca Mancuso-Di Grilli, un medico e Ambrogio Crespi, fratello del noto sondaggista. Mentre il sindaco di Sedriano, hinterland milanese, è agli arresti domiciliari.

Per la prima volta è stato accertato, con conseguente arresto, il voto di scambio in Lombardia, dopo che diversi blitz nella regione, compresa la maxi-operazione 'Infinito', nei mesi scorsi avevano sollevato un velo sulla cosiddetta 'zona grigia' della 'Ndrangheta, 'sfiorandò anche alcuni politici.

In poche parole, infatti, Zambetti, che è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso e corruzione, avrebbe pagato 200 mila euro agli uomini del clan per ottenere da loro un 'pacchetto' di 4 mila voti, al prezzo di 50 euro a voto, per essere rieletto alle Regionali del 2010 (prese circa 11 mila preferenze).

E' saltato fuori poi che il clan avrebbe inquinato anche le elezioni comunali di Milano del 2011, raccogliendo voti per Sara Giudice, la cosiddetta 'anti-Minetti' (non venne eletta), dopo un presunto accordo tra il padre di lei, Vincenzo (indagato), e uno degli arrestati. L'inchiesta, condotta dai carabinieri del Comando Provinciale, è anche l'ennesima che rischia di travolgere il Pirellone.

FORMIGONI - ''Ho revocato le deleghe all'assessore Zambetti. Ciò di cui si parla è estremamente grave": lo riferisce, via Twitter il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, dopo l'arresto dell'assessore regionale alla Casa. Formigoni non prende in considerazione l'ipotesi di lasciare la presidenza della Lombardia. Alle domande dei cronisti, a margine di un evento a Milano, su sue possibili dimissioni, il governatore ha risposto: "L'accusa è estremamente grave, riguarda l'assessore Zambetti che è già stato sollevato dal suo incarico".

PISAPIA - ''Dopo quest'ultimo fatto non si può più andare avanti così": è la risposta del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, alle domande dei cronisti sull'opportunità che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si dimetta dopo l'arresto dell'assessore regionale alla casa, Domenico Zambetti.

BOCCASSINI - L'operazione che stamani ha portato in carcere l'assessore regionale lombardo Domenico Zambetti testimonia un "patto criminale tra un rappresentante delle Istituzioni e un gruppo della criminalità organizzata mafiosa". Lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini. Il politico, in base a questo passo, ha chiarito il magistrato, è diventato "un patrimonio dell'organizzazione mafiosa che da lui pretendeva favori".

 

Con l'inchiesta è stato dimostrato "per la prima volta" in Lombardia l'esistenza del voto di scambio e soprattutto si è applicato "l'articolo 416 ter del codice penale che punisce chi chiede i voti alle cosche e in cambio paga". Lo ha chiarito il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini.

SAVIANO - ''Zambetti: 200mila euro pagati alla ndrangheta in cambio di voti. Cosa dice Maroni? E chi firmò accusandomi di aver dato del mafioso al Nord?". Così Roberto Saviano commenta a caldo su twitter l'arresto dell'Assessore regionale della Lombardia Domenico Zambetti.

CRESPI,UN ERRORE ARRESTO MIO FRATELLO - ''Un colossale errore", così il sondaggista Luigi Crespi ha definito l'arresto del fratello Ambrogio nell'ambito dell'inchiesta sulla 'ndrangheta che ha portato in carcere anche l'assessore regionale Domenico Zambetti. "Questa mattina intorno alle 5 - ha spiegato in una nota Crespi - hanno arrestato mio fratello Ambrogio. Poco fa le carte non erano ancora disponibili alle cancellerie, benché pare che girino già tra i giornalisti. Inoltre, nelle poche parole dedicate a lui nella conferenza stampa tenuta dagli inquirenti alle 11, Ambrogio è stato definito "noto sondaggista" e si sa che mio fratello non ha mai fatto sondaggi in vita sua, quindi non vorrei che avessero sbagliato persona! E' da quando è nato mio fratello che io vivo in simbiosi con lui, un'intesa perfetta, professionale e umana, che non ha mai avuto interruzioni".

2- LOMBARDIA: DA INIZIO LEGISLATURA 14 INDAGATI AL PIRELLONE
(AGI) - Sale a 14, tra consiglieri e assessori, il numero degli indagati nella Regione Lombardia nella legislatura in corso, partita con le elezioni del 2010.

Gli ultimi in ordine di tempo sono Domenico Zambetti, assessore alla casa arrestato questa mattina per concorso esterno in associazione mafiosa, e Massimo Buscemi, indagato per peculato e truffa aggravata. Tra i consiglieri indagati, quattro facevano parte in origine dell'ufficio di presidenza. Ecco l'elenco dei politici e delle accuse. - Gianluca Rinaldin, consigliere del Pdl, 37 anni, milanese, e' stato condannato a 2 anni e mezzo di carcere per falso e truffa nell'ambito di un'inchiesta sui finanziamenti pubblici per la ristrutturazione del lido di Menaggio, sul lago di Como.

- Nicole Minetti, 27 anni, nata a Rimini, consigliere del Pdl. E' indagata da gennaio 2011 per induzione e favoreggiamento della prostituzione nell'ambito del processo Ruby bis. - Daniele Belotti, assessore leghista al Territorio e all'urbanistica, 44 anni, bergamasco. E' accusato, da febbraio 2011, di concorso in associazione a delinquere come ispiratore delle violente contestazioni degli ultras dell'Atalanta tra il settembre 2009 e l'agosto 2010.

- Monica Rizzi, 43 anni, leghista bresciana. E' stata indagata dalla Procura di Brescia per trattamento illecito di dati protetti nell'ambito della composizione delle candidature della Lega Nord per le Regionali del 2010.

- Filippo Penati (Pd), 60 anni, ex presidente della Provincia di Milano ed ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani. Accusato di corruzione e concussione da luglio 2011. Ha lasciato lasciato la carica di vice presidente del Consiglio e il suo partito (per entrare nel gruppo misto). - Franco Nicoli Cristiani (Pdl), 68 anni, bresciano.
Arrestato il 30 novembre scorso per corruzione e scarcerato il 24 febbraio, si e' dimesso da vice presidente del Consiglio lombardo. E' indagato anche per peculato e truffa aggravata.

- Massimo Ponzoni (Pdl), 40 anni, ex assessore brianzolo, arrestato per bancarotta a gennaio nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della societa' Pellicano. Si e' dimesso dalla carica di segretario dell'Ufficio di presidenza.

- Davide Boni, ex presidente leghista del consiglio regionale, 49 anni, originario di Mantova. Indagato, il 6 marzo, per presunte tangenti, incassate tra il 2005 e il 2010, quando ricopriva la carica di assessore regionale all'Edilizia e al territorio. E' indagato anche per peculato e truffa aggravata. Ha lasciato la presidenza del consiglio regionale il 17 aprile.

- Angelo Giammario, 50 anni, consigliere pidiellino.
Originario di Molfetta, indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

- Romano La Russa, 60 anni, assessore regionale pidiellino alla Sicurezza e fratello del coordinatore nazionale del partito ed ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa. E' indagato per finanziamento illecito ai partiti. - Renzo Bossi, 24 anni, figlio dell'ex leader del Carroccio Umberto Bossi. Indagato per appropriazione indebita, ha lasciato il Pirellone il 9 aprile scorso.

- Roberto Formigoni, 65 anni, presidente della Regione Lombardia dal 1995. E' indagato dal 14 giugno per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla fondazione Maugeri.

 

 

Formigoni Roberto corre ROBERTO FORMIGONI CIRCONDATO DALLE TELECAMEREVIGNETTA BENNY FORMIGONI IN BARCA ROBERTO FORMIGONI MANI ALZATE ROBERTO FORMIGONI AL PIRELLONE CON UNA DELLE SUE DIVISE ROBERTO FORMIGONI E LA GIACCA ARANCIONEROBERTO FORMIGONI DOMENICO ZAMBETTIZAMBETTI E FORMIGONI DOMENICO ZAMBETTIDomenico ZambettiBERLUSCONI E ALFANOFLAVIO TOSI MATTEO SALVINI ROBERTO MARONI jpegGIULIANO PISAPIA E ROBERTO MARONI boccassini jpegROBERTO SAVIANO LUIGI CRESPI Nicole Minetti SexyNICOLE MINETTI IN SARDEGNA monica rizzi FILIPPO PENATINICOLE MINETTI DAVIDE BONI jpegMASSIMO PONZONIROMANO LA RUSSAROBERTO FORMIGONI

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO