CULTURA, ANNUS HORRIBILIS PER LA CAPITALE (CI MANCAVA SOLO MARINO) – FUGA DAI TEATRI, DALLE MOSTRE E DAI CINEMA, NEI MUSEI CROLLANO VISITATORI E INCASSI (AL MACRO INGRESSI GIÙ DEL 56%) – SOLO I CONCERTI VANNO ALLA GRANDE

Sara Grattoggi per "la Repubblica - Roma"

«Il rischio di paralisi è serio». La diagnosi sullo stato di salute del sistema culturale romano arriva dal presidente di Federculture, Roberto Grossi, che ieri al Palaexpo ha presentato la ricerca "Cultura, impresa e territorio". Il crollo dei consumi (e quindi degli incassi) unito all'incertezza della programmazione pubblica per alcuni musei e aziende culturali capitoline si sta rivelando pericolosissimo.

A testimoniarlo sono i dati raccolti da Federculture e dalla Camera di Commercio di Roma: dopo 10 anni di performance positive, i musei comunali nel 2012 hanno visto calare i visitatori del 6,3%. Mentre nei primi otto mesi del 2013 il sistema dei civici ha registrato nel suo insieme un -9,8%: se il -13% dei Capitolini preoccupa, l'emorragia di visitatori del Macro (-32% per la sede principale e -61,7% per il Macro Testaccio) per Federculture «è un esempio di come l'incertezza della programmazione pubblica e della strategia di gestione stia determinando un immobilismo che si traduce in allontanamento del pubblico».

Certo, non mancano le eccezioni: l'Ara Pacis ha registrato un +12% e le Scuderie del Quirinale addirittura un +76%, bilanciato però dal -24% del Palazzo delle Esposizioni (gestito dalla stessa Azienda Speciale Palaexpo). Luci e ombre anche nel panorama dei siti statali: se il Colosseo attira sempre più visitatori, +80% fra il 2002 e il 2012, nello stesso periodo Villa Adriana e Villa D'Este hanno perso il 30 e il 20%. In totale i musei di Roma attraggono meno visitatori di quelli di Londra o Parigi, nonostante la capitale mantenga il suo appeal internazionale (+5% di arrivi nel 2012).

Grande la sofferenza registrata nel primo semestre 2013 nel settore dello spettacolo, con l'eccezione dei concerti (+55% del volume d'affari). Il teatro ha visto un crollo della spesa al botteghino del 23%, il cinema del 3%. Male anche le mostre, che - rispetto al primo semestre 2012 - hanno registrato una perdita d'ingressi del 30,7%. Per invertire la tendenza, secondo Federculture, è necessario risolvere i problemi aperti, dalla messa in rete delle strutture al decentramento dell'offerta culturale nelle periferie.

Ma anche valorizzare la rete di luoghi della cultura (215 musei, 281 beni paesaggistici, 1.222 biblioteche e centinaia di imprese) e dare certezze, in termini di impegno finanziario e di governance, al sistema delle aziende culturali pubbliche romane. Se il bilancio capitolino 2013 «è riuscito a salvaguardare il settore, sul pluriennale 2014-15 è previsto un taglio del 30-35% sui contratti di servizio delle municipalizzate, anche della cultura» ha detto l'ad di Zètema, Albino Ruberti.

Ma l'assessore alla Cultura Flavia Barca ha assicurato che «quei numeri sono solo appostamenti della ragioneria sul triennale, tutti ancora da discutere». Per Mario De Simoni, direttore generale di Palaexpo, «è necessaria una programmazione triennale perché di anno in anno non sappiamo su quanti fondi possiamo contare e non possiamo realizzare una programmazione di ampio respiro ». «Dal 2015 spero potremo passare a un piano triennale» ha convenuto Barca, che ha annunciato anche l'intenzione di rafforzare la rete delle biblioteche con nuovi servizi.

 

ignazio marino e napolitano all opera di roma per la prima di ernani diretto da riccardo muti Ignazio Marino e Anna Falchi MUSEO MACRO ROMA VALENTINO ALL ARA PACIS COLOSSEO Flavia Barca Villa Adriana Tivoli

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