theresa may ride

UN ALTRO D-DAY PER IL REGNO UNITO. DOMANI PARTE UFFICIALMENTE LA BREXIT: "E' UNO DEI MOMENTI PIU' IMPORTANTI DELLA STORIA RECENTE" - MA IL RISCHIO REALE PER LONDRA E’ IL NUOVO REFERENDUM SCOZZESE, IL PARLAMENTO DI EDIMBURGO DA' VIA LIBERA

 

Da Ansa

 

BREXITBREXIT

"E' uno dei momenti più importanti nelle recente storia del Regno Unito". Così la premier britannica Theresa May ha definito l'annuncio formale che farà domani sull'avvio della Brexit e delle trattative con Bruxelles. Il fine, ha aggiunto il primo ministro, è quello di creare una "relazione profonda e speciale" con l'Europa.

 

Dopo il referendum è arrivato, infatti, il giorno 'x' della Brexit. Domani il Regno Unito, a 44 anni dal suo ingresso nell'allora Comunità economica europea, procede all'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona e da lì si aprono i negoziati per lo storico 'divorzio' da Bruxelles.

 

THERESA MAY NICOLA STURGEONTHERESA MAY NICOLA STURGEON

Si è aperta sul fronte interno, per Theresa May, fra le folate di vento della riottosa Scozia, la settimana della Brexit, quella in cui la Gran Bretagna si appresta a dare un giro alla roulette della storia: attivando l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, passo senza ritorno (forse) sulla strada del divorzio dall'Unione Europea.

 

La signora di Downing Street tenta di serrare le file in seno al regno di Sua Maesta', alla vigilia di quel momento fatale e in vista di un biennio di negoziati con l'Ue che s'annunciano problematici, carichi d'insidie e incognite. Per farlo ha iniziato dalla sfida piu' difficile, quella del territorio del nord, dove la maggioranza è anti-Brexit e dove la first minister, Nicola Sturgeon, è tornata a soffiare sulla secessione scozzese.

 

THERESA MAYTHERESA MAY

Il parlamento locale d'Edimburgo ha approvato la richiesta di un referendum bis sull'indipendenza: voto che si scontra col no preventivo di Londra, secondo cui se ne potrà riparlare magari fra una mezza dozzina d'anni, e che nondimeno resta all'ordine del giorno dopo il rinvio d'una settimana fa sull'onda dello shock per l'attacco terroristico solitario di Westminster.

 

"Insieme siamo una forza inarrestabile", e' l'appello che la premier britannica ha provato a lanciare prima di vedere riservatamente Sturgeon a Glasgow. Anche se i maldipancia del Paese s'allargano all'Ulster e persino alla capitale: col sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, in missione per conto suo, a Bruxelles e Parigi.

 

sadiq khansadiq khan

"Non e' ora il tempo" di una nuova consultazione sul futuro della Scozia, ha insistito lady Theresa, non è il tempo di un regno "indebolito o diviso". Al contrario, ha affermato, la Brexit puo' essere un'occasione per "rafforzare l'unione fra le nazioni" britanniche (l'Inghilterra e la Scozia, ma pure il Galles e quell'Irlanda del Nord alle prese in questi giorni con nuove tensioni fra repubblicani anti-brexiter e unionisti allineati). La sua idea fa leva su una Gran Bretagna compatta che rivendica il peso nelle sue missioni militari all'estero; la quota di aiuti internazionali forniti nel mondo; la capacità d'attrarre investimenti stranieri anche nella fase di transizione verso l'addio al club dei 28, come confermano i 5 miliardi di sterline messi freschi freschi sul piatto dal Qatar.

 

theresa maytheresa may

Difficile dire che il discorso abbia fatto breccia sull'altra donna forte dell'isola. E' stato un incontro "cordiale", si e' limitata a concedere Nicola Sturgeon dopo l'appartato faccia a faccia in tailleur scuro concluso in un hotel di Glasgow senza dichiarazioni congiunte. Per poi dirsi comunque "frustrata" da un dialogo da cui continua a ricavare l'impressione che la volontà della Scozia e della sua gente "non sia ascoltata".

 

Come dire che le rassicurazioni di May sull'intenzione di negoziare con Bruxelles un accordo attento agli interessi di tutte le nazioni del regno (entro la scadenza dei due anni prevista dal Trattato di Lisbona) non bastano. Che il braccio di ferro sul referendum e' destinato a proseguire. E che Edimburgo e' pronta a usare ogni arma politica e di pressione per cercare di tornare alle urne, dopo lo smacco subito dagli indipendentisti nel 2014, prima che la partita con l'Ue si chiuda una volta per tutte e la Scozia sia trascinata nella Brexit.

nicola sturgeon trionfanicola sturgeon trionfa

 

Il governo britannico in ogni modo non dispera in un qualche compromesso. Sa che l'uscita dall'Europa, al di la' dell'ottimismo ufficiale e di qualche allarmismo di troppo per ora smentito sui dati macroeconomici del Paese, resta una scommessa: come testimoniano i dubbi del Financial Times e di altri sull'adeguamento di leggi e normative chiave per gli interessi di business della City o sul trasferimento di competenze ora europee a regolatori e future autorità nazionali tutte da reinventare. 

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