test espresso sesso politici

MARCO DAMILANO E STEFANIA ROSSINI DE ''L'ESPRESSO'' SI IMPICCANO ALLA LORO STESSA CORDA DEL POLITICAMENTE CORRETTO E SI SCUSANO (PIÙ O MENO) CON I LETTORI PER IL TEST SUI POLITICI DA PORTARSI A LETTO - LEI: ''NON È UN SONDAGGIO, È UN GIOCO ESTIVO. NON SONO RIUSCITA A SPIEGARLO BENE'' - LUI: "RISPONDO AI LETTORI CHE SI SONO SENTITI OFFESI..."

1. IL TEST: UNA SPIEGAZIONE E LE NOSTRE SCUSE

http://espresso.repubblica.it/

 

Ecco qui un perfetto esempio di sessismo. Uomini che hanno qualità e sono soggetto.

test espresso sesso politici

Donne che subiscono e sono oggetto. Sono scioccata. Pensavo fosse qualche giornalaccio innominabile. Invece è L'Espresso, che sta facendo un lavoro necessario e meraviglioso, specie nelle ultime settimane. Mi auguro una spiegazione, scuse e rettifiche.

Francesca Alice Guidali

 

Che rabbia e tristezza infinita se anche l'Espresso ritiene normale questi sondaggi sessisti. Aspettiamo un commento e delle scuse.

Veronica Orrù

 

Caro direttore, ma le pare un bel servizio all'informazione pubblicare un sondaggio simile? Proviamo da abbonati ventennali un imbarazzo indicibile. L'Espresso era e dovrebbe essere altra cosa.

Laura Pisano

 

marco damilano

Cara Rossini, ma come vi viene in mente di pubblicare un sondaggio del genere, con gli uomini che sono soggetti e le donne che sono oggetto? Voi proponete di scegliere gli uomini con cui fare sesso in virtù delle loro caratteristiche, mentre con le donne si va a letto per zittirle o per sottometterle. Ho sempre stimato lei e il suo giornale e sono rimasta di stucco di fronte a questo sondaggio sessista che ho visto in anteprima su fb. E pensare che proprio ora mi sentivo in una comunità di simili leggendo anche più volte al giorno il vostro sito, sempre utilissimo e di guida in questo mondo politico impazzito.

Loredana Piccino

 

 

Questi sono soltanto alcuni dei commenti al gioco-test che abbiamo pubblicato questa settimana con il titolo “Sei Salvini o Di Maio?”. Critiche molto dure giunte via social o per mail che, oltre a dispiacerci, ci hanno stupito e ci hanno fatto riflettere. A me per prima, che ne ho la maggiore responsabilità dato che è toccato a me organizzare e controllare il test.

zoro damilano

Lo stupore è passato quando ho capito che quasi tutte le critiche erano basate su una sola domanda, estrapolata dal contesto, messa sui social e ribattezzata dai più “sondaggio”.

 

Invece non è un sondaggio, è un gioco estivo del tipo di quelli che L'Espresso pubblica da decenni, con il proposito di divertire non rinunciando a colpire con leggerezza lo spirito del tempo. Per intenderci, con test simili negli anni scorsi vi abbiamo chiesto “Quanto Renzi c'è in voi” e “Quanto siete grillini”.

 

Quest'anno vi si chiamava a scoprire, sempre con ironia, se c'è in voi qualche traccia dei due nuovi principi della ribalta politica. E, proprio per non generare equivoci, nell'introduzione ricordavamo una celebre battuta di Altan: “Mi vengono in mente pensieri che non condivido”. Anche la domanda incriminata voleva rendere caricaturali e paradossali alcuni modi di pensare e relativi comportamenti. Ma, per non essere riusciti a spiegare bene lo spirito del gioco e per non aver tenuto conto dell'uso che ne avrebbero potuto fare i social, care lettrici e cari lettori, ci scusiamo volentieri.

 

Stefania Rossini

 

 

Cara Laura Pisano, scelgo lei per rispondere a tutte le lettrici e i lettori che si sono sentiti delusi dal loro giornale, quanto di più grave per me possa accadere. L’informazione si compone di molte forme espressive, anche la satira lo è, e il tradizionale test agostano dell’Espresso ogni anno tenta di fare satira su un genere tipicamente stagionale e molto diffuso e al tempo stesso sui tic che vanno per la maggiore in quell'estate. Questa volta il gioco non è riuscito, Stefania Rossini vi spiega il motivo. Io non ho difficoltà a chiedere scusa, perché quella domanda sganciata dal contesto fa ribrezzo prima di tutto a me ed è distante anni luce dal mio modo di pensare.

 

Il contesto, in questo caso, è una copertina sulla strana stagione che sta vivendo il nostro Paese proprio a proposito di diritti, discriminazioni razziali o di genere. Il contesto, soprattutto, è la storia e il presente di un settimanale come L’Espresso, da sempre in prima linea con battaglie coerenti sui diritti civili e sociali, nelle ultime settimane ancora più esposto. È il nostro dna, e se ci fosse un cambiamento anche minimo di questa carta di identità, lo si farebbe con un altro giornale oppure con un altro direttore.

 

STEFANIA ROSSINI

Ricordo tuttavia di quando un alto prelato tentò di giustificare un suo amico politico che aveva bestemmiato in pubblico dicendo che la bestemmia andava contestualizzata. Ecco, quella domanda è suonata come una bestemmia. E di questo, che prescinde dal contesto, chiedo scusa alle interessate e agli interessati, alle lettrici e ai lettori.

 

Marco Damilano

 

 

 

2. «L' ESPRESSO» E IL SESSISMO POLITICALLY CORRECT

Alessandro Gnocchi per ''il Giornale''

 

Sfogliare l' ultimo numero dell' Espresso equivale a sprofondare nella paranoia. In copertina c' è una famiglia in spiaggia.

Gli allegri bagnanti sono incappucciati come membri del Ku Klux Klan. È solo l' inizio. Ogni pagina contiene almeno un allarme contro la xenofobia, il razzismo, il fascismo, il nazismo, il populismo, il sovranismo, il nazionalismo. Se il proverbiale marziano cascasse sulla Terra e per sua sfortuna si imbattesse in una copia dell' Espresso, girerebbe l' astronave e se ne tornerebbe a casa, convinto di essere sbarcato in un pianeta sull' orlo di una guerra civile a sfondo razziale. Il racconto d' apertura di Giuseppe Genna arriva alla conclusione che l' Italia «è diventato un laboratorio sociale regressivo, un' associazione per delinquere di stampo morale, un hellzapoppin dell' obbrobrio». Tanto per non esagerare. Può mancare Saviano?

 

No. Tocca a Roberto disquisire sull' uovo razzista che ha colpito Daisy Osakue. Povero Saviano, l' Espresso è andato in stampa prima che si scoprisse che la vile bravata razzista era una vile bravata e stop. Il direttore Marco Damilano, ospite fisso di tutte le trasmissioni televisive, ci informa che in Rai «arriva una nuova specie: il Lottizzato Populista. Che agisce per conto della Gente. Arrabbiata e un po' razzista». C' è solo una cosa sorprendente, cioè i dati a suffragio della tesi: neanche uno.

LUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO

 

Gli italiani sono «un po' razzisti» perché così ha deciso l' Espresso. Proseguiamo ed ecco il grande reportage, a questo punto su un argomento del tutto inatteso. Titolo: Estate sovranista. Sottotitolo: «La caccia all' immigrato e la fame di poltrone». Il vero protagonista è Matteo Salvini, un' ossessione, probabilmente all' Espresso c' è una regola che impone di citarlo un paio di volte in ogni articolo, escluse (per ora) le pubblicità ma solo perché sono poche.

 

Per rilassare il lettore ed evitare gli attacchi di panico, l' Espresso propone un test all' insegna della fantasia più sfrenata: Sei Di Maio o Salvini? E si riparte con la xenofobia, il razzismo, il fascismo, il nazismo, il populismo, il sovranismo, il nazionalismo. Ma alla domanda numero 15, Idee politiche a parte, fareste sesso con..., qualcosa si inceppa.

 

daniela santanche (2)

Ecco le possibili scelte. Roberto Fico «ruspante», Emmanuel Macron «poliedrico», Davide Casaleggio «indecifrabile», Giancarlo Giorgetti «perché sa come si fa». Tutto a posto, per ogni possibile amante maschio c' è una qualità più o meno positiva. Nella colonna delle amanti femmine le scelte sono Daniela Santanchè «per zittirla», Marine Le Pen «per sculacciarla», Chiara Appendino «per svegliarla», Giulia Bongiorno «per disinnescarla».

 

Le risposte dovrebbero riflettere la brutale mentalità dei sovranisti, ma perché il giochino si applica solo alle donne e non ai maschi? Perché non si può «zittire» Fico o «sculacciare» Macron? Perché la Bongiorno non può essere «poliedrica» e Marine Le Pen «ruspante»?

 

Non sarà sessismo? Cosa ne pensa Michela Murgia, firma del settimanale, impegnata in appassionate battaglie contro il maschilismo? Dopo pagine e pagine zeppe di sermoni sui diritti negati, il test sessista è uno scivolone. In attesa di dissociazioni dall' Espresso anti #metoo, registriamo che le donne in Rete non l' hanno presa bene. Lo scherzo è riuscito a far arrabbiare quasi tutte, senza distinzioni di colore (politico, per carità).

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