MARINA DA SBARCO - PER LA SUCCESSIONE A SE STESSO, IL BANANA NON VUOLE “IMPORRE” LA PUPA MA INTENDE FARLA PASSARE PER LE PRIMARIE, OVVIAMENTE DA STRAVINCERE, PER LEGITTIMARLA - MILAN, IN TRIBUNA VIP IL RESPONSABILE DI CESANO BOSCONE (COMINCIAMO BENE)

1. LE MOSSE DI BERLUSCONI PER IL PARTITO: "IO E MARINA? ASFALTEREMMO TUTTI"
Paola Di Caro per il "Corriere della Sera"

Nel mirino di Silvio Berlusconi, ad oggi, c'è un numero: il 20%. È la soglia minima perché la corsa di Forza Italia non sia vana, perché il partito resista e possa poi sferrare la sua eventuale controffensiva, evitando sfaldamenti e rese dei conti interne pericolosissime. Il 21% sarebbe addirittura un successo, rappresentando pressoché la stessa percentuale ottenuta alle Politiche prima della scissione con Alfano.

Per questo, nelle sue sempre più numerose partecipazioni a trasmissioni radio e talk show - ieri mattina Radio Anch'io, ieri sera Matrix - l'ex premier si presenta tonico e manda messaggi a 360 gradi. Anche contraddicendosi, anche a costo di sostenere una tesi al mattino per smentirla la sera, come ha fatto ieri prima aprendo a un possibile nuovo governo delle larghe intese («Se serve al Paese, ci siamo»), poi chiudendo: «Io intendevo solo in caso di situazioni straordinarie di emergenza economica: non siamo disponibili a un nuovo governo di larghe intese».

Stesso stop and go, pericoloso, sull'euro: Berlusconi usa slogan da euroscetticismo spinto: «Basta con l'euro moneta straniera? Sì, è vero, è uno slogan che ho coniato io», ammette. Ma poi precisa che l'uscita dalla moneta unica non è all'ordine del giorno e sarebbe un fatto quasi inevitabile per i Paesi del Mediterraneo solo se non si cambiassero le attuali regole: vincolo del 3%, fiscal compact, poteri della Bce.

Ma c'è un altro tema sul quale il gioco di Berlusconi del dire e negare è più esplicito, e
certamente voluto: quello della sua successione. In mattinata spiega che è vero, a Forza Italia «servirebbe un leader nuovo», ma «per ora non c'è». E siccome «non si può farlo crescere come un pollo in batteria», andrebbe scelto dagli elettori, con primarie che sarebbero «un passaggio indispensabile». E, qui è la novità, per le primarie dovrebbe e potrebbe passare anche sua figlia Marina, se decidesse di scendere in politica.

È questo, forse, il vero tema della campagna elettorale dell'ex premier: far capire che dopo di lui non ci sarebbe il vuoto, che il partito non finirebbe dilaniato in una lotta di potere interna o esterna ma resterebbe saldamente ad Arcore, è un'arma che Berlusconi sta usando con grande disinvoltura.

Perché di Marina continua a dire che sarebbe «bravissima», arriva ad ammettere che i suoi figli hanno anche avuto «la tentazione» di scendere in politica, ma che allo stato non c'è nulla, anzi lui li sconsiglia: «Entrare in politica le sconvolgerebbe la vita: ha responsabilità grandissime, ma ha anche una straordinaria famiglia della quale occuparsi». Per questo, un duello tra lei e Alfano, assicura a telecamere accese, «credo che non ci sarà mai».

Sembra una chiusura. Peccato che nella stessa giornata, parlando ai suoi, l'ex Cavaliere tratti il tema con ben altro piglio: «Questi continuano a chiedere le primarie: ma ben vengano le primarie! Ci sarei io a tirare la volata a Marina, saremmo due caterpillar, li asfalteremmo tutti... La verità è che, se si presentasse alle primarie Marina, gli altri non avrebbero nemmeno il coraggio di scendere in campo...».

Insomma, forse il dado ancora non è tratto, ma se lo fosse Berlusconi sarebbe pronto a
combattere la sua più grande battaglia per la figlia. Anche per questo il suo rapporto con Renzi resta ambivalente, perché ancora le strade restano aperte. Se infatti per Grillo sono solo attacchi durissimi (torna il paragone con Hitler), con il premier è bastone e carota.

Di vere critiche ce ne sono poche, se si escludono quella maliziosa sul giubbottino di pelle sfoggiato un anno fa ad «Amici» che «oggi non ha la forma fisica per indossarlo ancora» per colpa di qualche chilo di troppo, o quella di essere uno «scalatore politico, che voleva guidare un partito e ha scelto il Pd perché in FI c'ero io: è lui innamorato di me, non il contrario». Ma la mannaia che potrebbe cadere su Renzi è un'altra, ed è sulle riforme: per ora quello di Berlusconi è uno stop al testo di riforma del Senato. Dopo il 25 maggio, si vedrà.

2.MILAN, IN TRIBUNA VIP IL RESPONSABILE DI CESANO BOSCONE
A.Ga. per il "Corriere della Sera"

Da Al Jazeera alle emittenti giapponesi, il debutto di dopodomani di Silvio Berlusconi con i malati di Alzheimer è già un grande set internazionale. In queste ore le misure di sicurezza adottate dalla Sacra Famiglia, l'istituto dove l'ex premier sarà ai servizi sociali, sono in via di definizione e rafforzamento. «Ci prepariamo a mesi di rara intensità» dice il direttore Paolo Pigni, che domenica sera si è rilassato andando al Meazza per il derby. Pigni non si professa milanista, né interista; con la consueta gentilezza accompagnata dal desiderio di riservatezza spiega di essere stato in tribuna d'onore: «Per i biglietti mi sono appoggiato ad alcuni amici, hanno fatto loro».

 

 

SILVIO BERLUSCONI CON LA FIGLIA MARINA SILVIO E MARINA BERLUSCONImarina e silvio berlusconiVIGNETTA GIANNELLI BERLUSCONI VENTI ANNI DOPO CESANO BOSCONE SACRA FAMIGLIA DI CESANO BOSCONE jpegSACRA FAMIGLIA DI CESANO BOSCONE jpeg

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