mattarella nordio minetti

LA DECISIONE DI MATTARELLA DI CONCEDERE LA GRAZIA A NICOLE MINETTI HA GENERATO POLEMICHE SUI SOCIAL MA L’ORIENTAMENTO DEL CAPO DELLO STATO È STATO CHIARO FIN DALL’INIZIO DEL SUO MANDATO: VALUTARE CON ATTENZIONE LA GRAZIA PER QUESTIONI DI SALUTE – “DOMANI” RILEVA: “NESSUNO SCANDALO, NESSUN FAVORITISMO PER NICOLE MINETTI. SOLO L’APPLICAZIONE DI UNA PREROGATIVA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, A CUI HA FATTO RICORSO CON COSTANZA. I FATTI SMENTISCONO LA VERSIONE COMPLOTTISTA: CON SERGIO MATTARELLA AL COLLE, IL FATTORE-SALUTE DEI CONGIUNTI È STATO MOLTE VOLTE DECISIVO. SECONDO I DOCUMENTI UFFICIALI, IN ALMENO 27 CASI, CIRCA UN TERZO DEL TOTALE. TUTT’ALTRO CHE UNA MISURA AD PERSONAM. DOPO LA FIRMA DEL DECRETO PRESIDENZIALE, NON DOVRÀ PIÙ SCONTARE LA PENA PRESSO I SERVIZI SOCIALI, COME PREVISTO. COSÌ POTRÀ ASSISTERE IL FIGLIO GRAVEMENTE MALATO E BISOGNOSO DI CURE DELICATE NEGLI STATI UNITI…”

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per https://www.editorialedomani.it

 

sergio mattarella

La decisione di Mattarella ha generato un’ondata di polemiche sui social. Ma l’orientamento del capo dello Stato è stato chiaro fin dall’inizio del suo mandato: valutare con attenzione la grazia per questioni di salute

 

Nessuno scandalo, nessun favoritismo per Nicole Minetti. Solo l’applicazione di una prerogativa del presidente della Repubblica, a cui ha fatto ricorso con costanza. Ritenendolo un moto di umanità. Il provvedimento peraltro è stato condiviso con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

 

La notizia su Minetti era stata rivelata da Mi manda RaiTre, programma condotto da Federico Ruffo. «Ragioni umanitarie», ha spiegato il Quirinale, che coinvolge un minore. La spiegazione non è stata sufficiente ha fermare le polemiche e gli insulti, via social, per una presunta maggiore attenzione rivolta alla vicenda.

 

NICOLE MINETTI

I fatti smentiscono la versione complottista: con Sergio Mattarella al Colle, il fattore-salute dei congiunti è stato molte volte decisivo. Secondo i documenti ufficiali, in almeno 27 casi, circa un terzo del totale. Tutt’altro che una misura ad personam.

 

Nel caso di Minetti, però, la storia ha fatto rumore per la mediaticità del personaggio. La donna, ex igienista dentale, è stata il simbolo della stagione del berlusconismo all’apice, quello degli scandali, del bunga bunga.

 

[…] Quando si sono aperte le inchieste e sono iniziati i procedimenti giudiziari, Minetti è stata condannata, nell’ambito del processo Ruby bis (sulle cosiddette cene eleganti), a un anno e un mese per peculato e a due anni e dieci mesi per induzione alla prostituzione.

 

Dopo la firma del decreto presidenziale, non dovrà più scontare la pena presso i servizi sociali, come previsto. Così potrà assistere il figlio gravemente malato e bisognoso di cure delicate negli Stati Uniti. Lo svolgimento dei servizi sociali avrebbe sostanzialmente rappresentato una preclusione all’assidua presenza al fianco del figlio.

 

BERLUSCONI A LA SETTE NICOLE MINETTI

Tanto per fare un esempio, nello stesso giorno di Minetti è stato concesso l’atto di clemenza a Umberto Giuseppe Viganò. […] la decisione del capo dello Stato è maturata per le stesse ragioni di Minetti: l’uomo, condannato per bancarotta fraudolenta (con un altro anno e 8 mesi di pena da scontare), ha beneficiato della grazia per le condizioni di salute della moglie, ultra 90enne, e con gravissimi problemi di salute, e del figlio di 50 anni, affetto da una forma di disabilità.

 

NICOLE MINETTI

Appena cinque mesi prima, a settembre dello scorso anno, Ancuta Strimbu – condannata per estorsione e violazione della legge sugli stupefacenti – ha beneficiato della riduzione di un anno e sei mesi di reclusione, rispetto a quella complessiva di anni nove e mesi otto di reclusione (buona parte già scontata).

 

Il taglio ha consentito di portare la pena sotto i quattro anni. Di conseguenza è stata possibile la concessione dell’affidamento in prova. In questo caso il Quirinale ha compiuto una scelta sulla base dell’esigenza della condannata di poter seguire la crescita della figlia minore. La casistica è quindi ricca, come riferisce il sito del Quirinale.

NICOLE MINETTI

 

A febbraio 2024 c’è stato un altro caso affine a quello di Minetti. Livio Antonio Pandolfi, condannato per i reati militari di disobbedienza aggravata, insubordinazione e diffamazione, ha ricevuto l’atto di clemenza anche per le gravi condizioni di salute della figlia: soffriva di una patologia che si era aggravata a seguito della carcerazione del padre.

 

Un’abitudine del capo dello Stato di fronte a questioni di carattere umanitario, di famiglie che rischiano di subire ulteriori, ingiustificate, sofferenze.

 

L’orientamento di Mattarella su queste vicende era emerso chiaramente già nel gennaio 2017, durante il primo mandato al Colle. Aveva graziato Irene Bellini, colpevole di reati legati alla droga, perché il figlio si trovava in condizioni emotive e affettive delicate proprio a causa della detenzione della madre.

 

Nel 2019, Gian Paolo Zini, coinvolto nel crac della Parmalat, ha ottenuto la commutazione della pena, circa 7 mesi con la multa di 8mila euro, per le gravi condizioni di salute della moglie. […]

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