mario draghi silvio berlusconi matteo salvini

FINE DEI GIOCHI? -  LA LEGA NON PARTECIPERÀ AL VOTO DI FIDUCIA, E “FORZA ITALIA” STA DECIDENDO SE VOTARE O MENO LA RISOLUZIONE PRESENTATA DA CASINI, MA IL GRUPPO “SI SENTE ANCORA VINCOLATO ALLA RISOLUZIONE PROPOSTA DALLA LEGA” - SALVINI: "LA RISOLUZIONE DI CASINI? NON LA VOTIAMO". MA IL "CAPITONE" NON SI PRENDE LA RESPONSABILITÀ DEL PAPEETE BIS: NON PARLERÀ LUI IN AULA MA CANDIANI - LA NOTA CON SUPERCAZZOLA DEL CENTRODESTRA: "STUPORE PER LA FIDUCIA SULLA RISOLUZIONE PRESENTATA DA UN SENATORE ELETTO DALLA SINISTRA. STAMANI BERLUSCONI AVEVA COMUNICATO PERSONALMENTE A DRAGHI E MATTARELLA LA NASCITA DI UN GOVERNO BASATO SU UN NUOVO PATTO..."

la replica di mario draghi al senato 2

1 - GOVERNO: SI VOTA SOLO SU RISOLUZIONE CASINI

(ANSA) - Le dichiarazioni di voto sulla fiducia, che sarà votata solo sulla risoluzione presentatata da Pier Ferdinando Casini, avranno luogo a partire dalle 17.30 e a seguire si terrà il voto di fiducia sulla risoluzione che approva le comunicazioni del Presidente del Consiglio. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo del Senato.

 

2 - GOVERNO: SALVINI, RISOLUZIONE CASINI? NON LA VOTIAMO

(ANSA) - "Non la votiamo. La risoluzione di Casini? Certo che non la votiamo. A dirlo è Matteo Salvini in una pausa dei lavori al Senato rispondendo ad una domanda sulla fiducia posta sulla risoluzione di Casini.

 

3 - C.DESTRA, STUPORE PER FIDUCIA DRAGHI A RISOLUZIONE CASINI
(ANSA) - "Forza Italia, Lega, Udc e Noi con l'Italia hanno accolto con grande stupore la decisione" di Draghi di porre la fiducia "sulla risoluzione presentata da un senatore - Pierferdinando Casini - eletto dalla sinistra".

 

E' quanto si legge in una nota in cui si sottolinea che "il presidente Silvio Berlusconi questa mattina aveva comunicato personalmente al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del consiglio Mario Draghi la disponibilità del centrodestra di governo a sostenere la nascita di un esecutivo da lui guidato e fondato sul "nuovo patto" che proprio Mario Draghi ha proposto in Parlamento".

 

matteo salvini dopo il discorso di draghi

4 - GOVERNO: FI,VEDREMO SU RISOLUZIONE CASINI, MA VINCOLATI A NO

(ANSA) - Il gruppo di Forza Italia al Senato sta decidendo se votare o meno la risoluzione presentata dal senatore Pierferdinando Casini ma secondo quanto si apprende da fonti del partito, il gruppo si sente ancora vincolato alla risoluzione proposta dalla Lega e sottoscritta dai forzisti, che chiede invece di prendere atto della necessità di un nuovo governo "profondamente rinnovato" senza il Movimento 5 stelle e guidato da Mario Draghi. Una decisione verrà presa a breve insieme alla capogruppo Annamaria Bernini.

 

pierferdinando casini

4 - LA REPLICA DI DRAGHI: FIDUCIA ALLA RISOLUZIONE DI CASINI. PERCHÉ PER IL PREMIER ERA INACCETTABILE LA RICHIESTA DI LEGA E FI

Serenella Mattera per www.repubblica.it

 

Era inaccettabile per Mario Draghi la richiesta di Lega e Forza Italia di una discontinuità marcata nel programma, oltre che nella squadra di governo: i cardini programmatici ribaditi questa mattina in Aula definiscono per il presidente del Consiglio il binario su cui indirizzare la prosecuzione dell'azione del suo esecutivo e non c'è discussione possibile sulla collocazione internazionale o sulla necessità di dare attuazione alle riforme del Pnrr e risposte alla crisi.

la replica di mario draghi al senato 1

 

Lo spiegano fonti vicine al premier, di fronte alle indiscrezioni sulle possibilità di un governo Draghi bis in discontinuità con l'attuale, una prospettiva respinta dal premier ponendo la fiducia sulla risoluzione di Casini. Una cosa è valutare il perimetro della maggioranza che emergerà dal voto delle risoluzioni in Senato (con o senza i Cinque stelle), altro - viene fatto notare - è chiedere a Draghi un esecutivo totalmente nuovo, su un programma diverso da quello fin qui tracciato.

 

matteo salvini roberto calderoli

Quanto all'accusa venuta dalla Lega in particolare di aver sbilanciato il suo intervento di stamane in favore del 'campo largo' di centrosinistra e quindi del M5S, dal governo ribattono con un'analisi punto per punto del discorso di Draghi, da cui emergerebbero alcune aperture e alcuni no netti rivolti a entrambi i partiti. Vediamo quali sono questi punti.

 

In favore del M5S, elencano dall'esecutivo, ci sono: accelerazione, con semplificazioni e investimenti, sul fronte delle energie rinnovabili; agenda social, che deve partire dai più deboli, come i disabili e gli anziani non autosufficienti; salario minimo e Reddito di cittadinanza; entro i primi di agosto decreto corposo contro il caro energia, con riguardo alle fasce più deboli; il riferimento alle mafie che vanno tenute lontane dal Pnrr. Graditi alla Lega si segnalano: il riferimento al decreto corposo contro il caro energia; il riferimento al riconoscimento di forme di autonomia differenziata.

 

mario draghi esce dal senato

Quanto ai "no" di Draghi, se ne contano sette rivolti al M5S, tre rivolti alla Lega. Il premier ha preso posizioni sgradite ai cinquestelle quando ha fatto riferimento a: il tentativo di fermare l'invio di armi all'Ucraina; il no alla proroga del Superbonus; lo sfarinamento della maggioranza sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura; i tentativi di indebolire il sostegno del governo verso l’Ucraina; le richieste di ulteriore indebitamento; il non voto di fiducia, dopo mesi di strappi ed ultimatum; la necessità di completare l'installazione del rigassificatore di Piombino.

 

Su altri cinque temi ha fatto riferimento ben poco piaciuti alla Lega: il riferimento ai taxi e al ddl Concorrenza; il riferimento alla maggioranza sfarinata su catasto e concessioni balneari; il riferimento ai tentativi di indebolire il sostegno del Governo verso l’Ucraina; il riferimento alle richieste di indebitamento; il riferimento alla riforma fiscale progressiva, dal momento che la Lega chiede la flat tax.

pier ferdinando casini foto di bacco (4)mario draghi 2 mario draghi in senato la replica di mario draghi al senato MATTEO SALVINI

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…