luigi di maio di battista salvini

I PUZZONI DI MOENA - VIDEO: DI MAIO E DI BATTISTA DALLE COSTOSISSIME DOLOMITI (A CAPODANNO, POI…) TRA UN BRINDISI E UNA SCIATA SI SCAGLIANO CONTRO I PRIVILEGIATI (TIPO LORO) E ANNUNCIANO IL TAGLIO DEGLI STIPENDI AI PARLAMENTARI. MA SALVINI, QUALCHE MONTAGNA PIÙ IN LÀ A BORMIO, LI STOPPA: NON È NEL CONTRATTO - TANTO A DIBBA CHE GLI FREGA: NON FINIRÀ A BRUXELLES COME SOGNA LUIGINO PER TOGLIERSELO DAI PIEDI: DOPO LE EUROPEE PARTIRÀ PER IL CONGO STIPENDIATO DAL 'FATTO' PER ALTRI, IMPERDIBILI, REPORTAGE…

 

 

 

1. "DIBBA" L' AFRICANO: CAMPAGNA PER L' UE E POI VIA IN CONGO

Estratto dall'articolo di Tommaso Rodano per ''il Fatto Quotidiano''

 

 

Magari passerà alla storia, o meglio alla cronaca, come il "patto del bombardino".

Fatto sta: Alessandro Di Battista è tornato in pista.

Nella fattispecie, una pista da sci delle Dolomiti. Il Capodanno dei Cinque Stelle è (quasi) tutto nell' abbraccio tra i due gemelli diversi del Movimento: dopo il lungo peregrinare mesoamericano Di Battista rientra a fianco di Luigi Di Maio. Prima in una fotografia con in mezzo il figlio piccolo Andrea, poi in un video sulla neve.

alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 4

 

Il ritorno di Dibba ha fatto scatenare, ovviamente, suggestioni e retroscena: si è scritto di una poltrona alla Commissione europea oppure di un impegno di governo a fianco di Giuseppe Conte, da sottosegretario a Palazzo Chigi. Nel futuro prossimo dell' ex deputato grillino invece non c' è ancora la politica romana (o continentale), ma un altro viaggio molto lontano dai palazzi: Di Battista andrà in Congo. Nei suoi progetti ci sono nuovi reportage, stavolta dall' Africa, forse anche un libro e un tour teatrale.

 

Non prima però delle elezioni europee e quindi non prima di fine maggio: in questi mesi, sperano nel Movimento, Di Battista sarà la carta in più per rovesciare l' egemonia mediatica di Matteo Salvini e cambiare direzione ai sondaggi che vedono i Cinque Stelle in costante dimagrimento rispetto al 32,7% delle Politiche dell' anno appena concluso.

Il linguaggio del corpo e la misura delle parole di Di Battista in queste prime (nuove) uscite pubbliche vogliono affermare proprio questo: niente dualismi, è tornato per mettersi al servizio del Movimento e del suo capo politico.

alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 3

 

Soprattutto nel video di ieri pomeriggio: nei due minuti di diretta Facebook su una pista di Moena, Dibba parla per 15 secondi scarsi. Non ruba la scena, parla quasi solo Di Maio, che lancia la prima bozza di proposta dei Cinque Stelle per il 2019: il taglio degli stipendi dei parlamentari. Una misura annunciata la sera del 31 dicembre, un' ora prima della mezzanotte, con un' immagine lanciata sui social: i due leader 5Stelle in un ristorante; Di Maio che tiene in piedi sul tavolo il figlio di Di Battista, Andrea. Gli auguri di buon 2019 e la promessa: "Sarà l' anno in cui vi regaleremo una bella legge che taglia gli stipendi a tutti i parlamentari".

alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 2

 

(…)

 

2. SALVINI GELA IL VICEPREMIER GRILLINO: NO AI TAGLI DI STIPENDIO AI PARLAMENTARI

Amedeo La Mattina per ''La Stampa''

 

«Non ci sarà nessun taglio allo stipendio dei parlamentari.

Non fa parte del programma di governo». Matteo Salvini non regalerà a Luigi Di Maio quest' altra bandiera anti-casta, dopo il taglio alle pensioni d' oro e ai vitalizi, anche se si rende conto che non sarà facile spiegare il suo no ad una misura così popolare che parla alla pancia del Paese. Il leader leghista punta su altri temi per vincere le elezioni europee di maggio che considera «la partita della vita, che capita solo una volta nella vita». Dovrà quindi dare fondo a tutte le sue capacità di raccogliere voti da nord a sud, trasformando il grande consenso che i sondaggi riconoscono alla Lega stabilmente sopra il 30 per cento.

 

matteo salvini a bormio con la polizia alpina

Ma il vicepremier è sempre prudente e stenta a credere alle percentuali nelle regioni meridionali. Teme, tra l' altro, che una forte affermazione del suo partito a fronte di un crollo verticale del Movimento 5 Stelle possa far esplodere la maggioranza gialloverde. «Matteo - confidano i ben informati nel Carroccio - invece non ha alcuna intenzione di archiviare l' esperienza con Luigi Di Maio, nè prima né dopo le europee.

 

Altra cosa è invece fare un tagliando al governo sia in termini di equilibri ministeriali sia programmatici - aggiungono le stesse fonti - perchè bisognerebbe prendere atto di una Lega che raddoppia rispetto al 4 marzo quando ottenne il 17 per cento. Per evitare una rottura che potrebbe essere causata da un' umiliazione nelle urne di Luigi Di Maio, M5S deve tenere botta e rimanere poco al di sotto del 30 per cento.

 

alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 1

Ecco perché Salvini immagina già una campagna elettorale pirotecnica del suo alleato grazie all' istrione Alessandro Di Battista che potrebbe essere capace di risollevare le sorti grilline, anche grazie a tematiche tipiche di questo movimento. Il taglio degli stipendi dei parlamentari fa parte di questo mood: sarebbe tra l' altro un modo per mettere la sordina ad una prova di governo che finora non ha soddisfatto del tutto il loro elettorato trasversale e prevalentemente meridionale. Salvini pescherà proprio in quest' ultimo elettorato, cannabilizzando sia i grillini sia Forza Italia che ha ancora un certo bacino elettorale al sud.

 

Salvini e Di Battista saranno i veri duellanti. Il capo leghista ha sempre detto che Alessandro è il personaggio politico più simile a lui nella capacità di parlare agli elettori. Dovranno però cercare di rimanere su sponde non del tutto opposte ma complementari, con la Lega che batterà in particolare i tasti del taglio delle tasse, quello sicuritario, con il cavallo di battaglia che sarà la legittima difesa. Rivendicando la chiusura dei porti ai barconi dei trafficanti di esseri umani, il crollo degli arrivi di migranti, il superamento della Fornero. Per quanto potranno cercare di non picchiarsi troppo, gli alleati di governo hanno tra le mani due temi incandescenti da affrontare: uno prima del voto delle europee ovvero le maggiori autonomie per le Regioni che stanno molto a cuore ai governatori leghisti; il secondo è il taglio agli stipendi dei parlamentari.

 

matteo salvini luigi di maio

Per quanto riguarda l' autonomia regionale Salvini non vuole perdere tempo, chiede che il governo presenti entro il 15 gennaio un provvedimento. I 5 stelle invece se la prendono con calma. È, insomma, il taglio degli stipendi che potrebbe infiammare la campagna elettorale tra i due alleati.

 

In chiaro Salvini dice che è «giusto tagliare sprechi e spese inutili, è nel contratto di governo e lo faremo». Per poi aggiungere che «per la Lega le priorità degli Italiani sono cose anche più concrete: avanti con il taglio delle tasse, estensione della Flat Tax e della pace fiscale, taglio della burocrazia e revisione del Codice degli Appalti, cancellazione definitiva della legge Fornero, approvazione dell' Autonomia e finalmente una legge nuova che garantisca il diritto alla legittima difesa».

 

In privato però sottolinea che nel contratto di governo di sforbiciare le indennità parlamentari non c' è traccia.

 

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

Si parla invece di taglio dei costi della politica e delle istituzioni, di eliminare gli eccessi e i privilegi. I leghisti fanno notare che i grillini possono decidere di fare ciò che vogliono delle loro indennità, regalarli al loro Movimento, ma non possono obbligare gli alleati a stabilirlo per legge. Nella Lega c' è però chi teme che questo, insieme ad altri anti-casta, possa dare a Di Maio un forte forza propulsiva. Se usato da Di Battista poi potrebbe far apparire la Lega troppo timida sui tagli della politica e frenarla nelle urne.

 

 

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