pnrr matteo salvini francesco lollobrigida pichetto fratin orazio schillaci adolfo urso

DIETRO AL “NUOVO” PNRR C’È STATA UNA FAIDA TRA MINISTRI – LA RIMODULAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA HA VISTO LA VITTORIA DI SALVINI, URSO E LOLLOBRIDIGA SU SCHILLACI E PICHETTO FRATIN: I FONDI SONO STATI SPOSTATI VERSO FERROVIE, IMPRESE E AGRICOLTORI. SACRIFICATI AMBIENTE E SANITÀ (MA I GRANDI SCONFITTI SONO I SINDACI) – INTANTO L'ITALIA RISCHIA DI RESTITUIRE 4 MILIARDI DI FONDI UE DEL PERIODO 2014-2020, PERCHÉ INCAPACE DI SPENDERLI…

1 - NEL PNRR SACRIFICATI AMBIENTE E COMUNI PIÙ SOLDI A IMPRESE FERROVIE E AGRICOLTORI

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

raffaele fitto presenta le modifiche al pnrr 4

Vincono le imprese, perdono i Comuni. È il baricentro che traballa del nuovo Pnrr. A Palazzo Chigi proseguono i festeggiamenti per il via libera di Bruxelles alla revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma nelle retrovie è già tempo di veleni e gelosie. C’è chi è soddisfatto per il gran rimescolamento finale e chi, al contrario, è scontento perché nell’ultimo atto ha perso soldi e quindi peso. […]

 

E così l’aumento, da 4 a 6,3 miliardi, della dote di Transizione 5.0 per i crediti d’imposta alle imprese green e digitali, non è solo un incasso per Confindustria. Che, dopo le critiche alla manovra «solo il 9,4% delle risorse alle imprese», la denuncia del presidente Carlo Bonomi - ottiene un risarcimento considerevole: 12,4 miliardi per l’industria e le pmi.

 

adolfo urso foto di bacco

Nel pacchetto, tra le altre voci, ci sono anche 2,5 miliardi per le filiere strategiche. Ad esultare, oltre agli industriali, è il loro diretto referente: il titolare del dicastero delle Imprese Adolfo Urso. È stato suo il pressing su Raffaele Fitto, il vincente per definizione alla luce del disco verde dell’Ue alla rimodulazione del Piano, per incrementare il finanziamento di Transizione 5.0 all’interno di RepowerEU, il nuovo capitolo per la sicurezza energetica. […]

 

E all’angolo è finito Gilberto Pichetto Fratin. Il ministro dell’Ambiente ha portato a casa anche impegni di spesa più consistenti su alcuni capitoli, ma ha dovuto lasciare andare i 300 milioni per la produzione di biocarburanti, oltre a prendere atto del grande taglio (1 miliardo) per la riconversione dell’ex Ilva di Taranto, già acquisito a fine luglio.

 

MODIFICHE AL PNRR

Su tutte, la rinuncia a 4 miliardi per l’ecobonus e a 2,3 per l’efficientamento energetico destinati all’edilizia residenziale e popolare. Tagli che hanno aperto una ferita nel mondo delle imprese: dopo la scure del governo sul Superbonus, i costruttori speravano nei nuovi incentivi per rilanciare i cantieri. E invece sono rimasti a bocca asciutta.

 

Il passo in avanti delle imprese è controbilanciato dalla retrocessione degli enti locali. Ai sindaci sono stati sottratti 10 miliardi; altri tre, per le periferie e i Piani urbani integrati, sono stati invece ripristinati dopo la decurtazione di inizio agosto. I dieci miliardi sono finiti dentro RepowerEU, quindi in mano alle imprese e alle partecipate di Stato che gestiscono i progetti per le infrastrutture energetiche.  Sono i Comuni i grandi sconfitti. E allo stesso tempo i protagonisti del secondo tempo del nuovo Pnrr dato che Fitto ha promesso di finanziare i progetti cancellati dal Piano con altre risorse. […]

 

gilberto pichetto fratin foto di bacco (2)

 Se Fitto deve misurarsi con le proteste dei primi cittadini, il collega Francesco Lollobrigida è decisamente più sereno: i fondi gestiti dall’Agricoltura sono passati da 3,6 a 6,5 miliardi, grazie soprattutto agli oltre 2 per i contratti di filiera.

 

E le battute finali della revisione hanno premiato anche Matteo Salvini: 1 miliardo per la rete idrica, altrettante risorse per il trasporto regionale e fondi per il potenziamento di alcune linee ferroviarie al Nord.

 

Alla ricerca di risorse è invece il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, dopo il taglio di 100 mila nuovi posti negli asili nido. Non è il solo. Il titolare della Salute Orazio Schillaci deve aggrapparsi ai residui del Fondo nazionale per l’edilizia sanitaria per salvare le Case e gli ospedali di comunità.

 

2 - SPENDERE CHE FATICA 4 MILIARDI DI FONDI UE A RISCHIO RESTITUZIONE

Estratto dell’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”

 

GIANCARLO GIORGETTI RAFFAELE FITTO

Il governo esulta per il Pnrr rivisto e approvato dall’Ue. Ora però viene il bello, dalla teoria si passa alla pratica. E quando si tratta di spendere i fondi europei l’Italia non brilla. Perché lo fa male e tardi, polverizza le risorse e arriva lunga sulle scadenze. È quello che potrebbe capitare con i vecchi fondi strutturali Ue del settennio 2014-2020. Per la prima volta, l’Italia rischia di dover restituire oltre 4 miliardi. Era già successo di perdere qualche centinaio di milioni. Mai miliardi.

 

La ricognizione effettuata dalla Uil, Servizio Lavoro, Coesione e Territorio sugli ultimi dati della Ragioneria generale dello Stato, mette in fila i numeri. Al 31 agosto scorso l’Italia aveva rendicontato alla Commissione Ue spese per 42,4 miliardi, il 65% del totale delle risorse assegnate al nostro Paese per il periodo 2014-2020 pari a 64,9 miliardi. Per non andare in “disimpegno automatico” l’Italia dovrebbe certificare, entro il 31 dicembre, pagamenti per altri 22,5 miliardi, quasi il 35% del totale. Manca un mese.

 

raffaele fitto giorgia meloni

[…] interroga sulla capacità dell’Italia di usare bene i fondi Ue, proprio quando il ministro per la Coesione, il Sud e il Pnrr Raffaele Fitto punta anche sui nuovi fondi Ue 2021-2027 per dare sponda e fiato ai progetti che sono stati esclusi dal Pnrr. Senza però aver ancora chiuso la vecchia partita del 2014-2020.

I ritardi hanno molti padri.

 

Ma è chiaro che l’arrivo del Pnrr sui territori e nei ministeri ha creato una sovrapposizione di fondi e progetti mai vista prima. Un effetto imbuto. Tra l’altro neanche il Pnrr fila via spedito. Secondo Biagio Mazzotta, Ragioniere generale dello Stato, sin qui l’Italia ha speso 42 miliardi (su 85,4 miliardi incassati tra anticipo e tre rate successive), ma solo includendo Superbonus e altri bonus edilizi. Senza questi crediti di imposta siamo a 16 miliardi, il 9,5% dei fondi per gli investimenti, pari a 168,3 miliardi.

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA GIORGIA MELONI AL VINITALY

Se per il Pnrr c’è ancora tempo, per gli altri denari no. Ma quali sono i fondi che rischiamo di perdere? Si tratta del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale. Scopo dell’Fse è migliorare l’occupazione, la formazione e l’istruzione, i servizi di inclusione sociale e la lotta alla povertà. Il Fesr finanzia invece gli investimenti e gli aiuti alle pmi, la transizione digitale e verde, la mobilità sostenibile e le infrastrutture sociali e materiali. Entrambi possono essere spesi sia a livello regionale (Por) che a livello nazionale, tramite i ministeri (Pon).

 

Il Sud è in ritardo più del Nord quanto a spesa rendicontata. Ma se si guarda agli impegni le percentuali vanno oltre il 90% in molti casi e anche sopra il 100%, ovvero in “overbooking” (ma non riceveranno più risorse, hanno solo un cuscinetto di progetti extra).

 

[…]

 

orazio schillaci foto di bacco (2)

Indietro di ben 4,6 miliardi è il programma nazionale delle politiche attive per l’occupazione che fa capo al ministero del Lavoro (in gergo Pon Spao). Dentro ci sono gli incentivi per l’assunzione di under 36 e donne, la decontribuzione Sud, il fondo nuove competenze. Il nodo qui pare burocratico, perché Bruxelles richiede i codici fiscali di ogni beneficiario degli sgravi, una procedura lunga.

 

 Non pare impossibile rendicontare tutto o quasi entro il 31 dicembre. Se così non fosse, il totale dei fondi a rischio raddoppierebbe a 8 miliardi. Molto più in bilico il programma Pon occupazione giovani che finanzia Garanzia Giovani per i Neet tra 15 e 24 anni, ragazzi che non studiano, non lavorano né si formano. Siamo al paradosso: l’Italia ha il record di Neet eppure qui balla un miliardo. La misura, nata dieci anni fa, non sta funzionando: quasi due milioni di iscritti “presi in carico” dai centri per l’impiego, poi tanti stage e poco altro. Soprattutto poco lavoro.

Pnrr Piano Nazionale di Ripresa e ResilienzaRAFFAELE FITTO ALLA CAMERA ALLA DISCUSSIONE SUL DL PNRRgilberto pichetto fratin foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...