pasolini meloni

“DIFENDI, CONSERVA, PREGA” - PASOLINI E’ COME IL BLU. ORMAI SI PORTA SU TUTTO. ANCHE SUL NERO DI FRATELLI D’ITALIA - ALLA CONVENTION DEL PARTITO DELLA MELONI NEL "PANTHEON" DEI CONSERVATORI C’E’ IL POETA CON TESSERA PCI. NULLA DI NUOVO. NEL 2009 MARCELLO VENEZIANI SCRIVEVA DELLO "SGRAZIATO REAZIONARIO” PIER PAOLO: “L’INVENTORE MODERNO DELLA DESTRA DIVINA È PASOLINI: DIFENDI, CONSERVA, PREGA…”

Daniele Di Mario per www.iltempo.it

 

PASOLINI MELONI

«Questa è la convention degna del primo partito italiano». Un militante di Fratelli d'Italia ha quasi le lacrime agli occhi guardando il MiCo di Milano stracolmo di delegati, giornalisti, militanti. Vengono da ogni parte d'Italia: Veneto, Lombardia, Sicilia, Campania. Ovunque.

 

Adesso i sondaggi danno il partito di Giorgia Meloni al 21%, di poco sopra il Pd. E la conferenza programmatica, con tutto il suo entusiasmo, certifica l'ottimo stato di salute di un movimento che s' appresta a correre per il governo del Paese.

Ma tra padiglioni con dibattiti che s' avvicendano, delegati che parlano, giornalisti che inseguono questo o quel parlamentare per un'intervista, una battuta, un retroscena, c'è anche l'altra faccia del partito.

 

 

Quella che non è mai cambiata. Chi frequenta da anni Atreju, tradizionale kermesse giovanile meloniana, ricorda le provocazioni culturali e le gag. Ecco, la convention di Milano non è luogo per gag. Ma le provocazioni culturali restano.

PASOLINI TOLKIEN

 

Così, nel pantehon dei conservatori ci sono Margherita Sarfatti (intellettuale, mecenate dei futuristi e amante di Benito Mussolini, sul quale ebbe una enorme influenza), Giovanni Paolo II, Enzo Ferrari, Ennio Flaiano e persino Pierpaolo Pasolini, il cui totem figura a fianco a quello di Tolkien.

 

La musica poi. «L'avvelenata» di Francesco Guccini insieme con «Berta filava» di Rino Gaetano a tutto volume prima dell'inizio dei lavori.

PIER PAOLO PASOLINI

 

 

C'è naturalmente la libreria che vende pubblicazioni di area culturale conservatrice. E poi c'è lo stand dei gadget di Fratelli d'Italia, un brand che tira e che viene usato giustamente come forma di autofinanziamento. Si vendono felpe, penne, accendini, braccialetti di gomma. Ma anche felpe e penne. I prezzi? Popolari: dieci euro un berretto da baseball. Molto meno il braccialetto o l'accendino. I militanti e i delegati si fermano, parlano coi ragazzi dello stand. E comprano. Il brand FdI tira eccome.

 

 

VENEZIANI SU PASOLINI

EStratto dell'articolo di Marcello Veneziani pubblicato a novembre 2009 da il Giornale

 

PASOLINI

L’inventore moderno della destra divina è uno scrittore sui generis, con tessera Pci: Pier Paolo Pasolini. La destra divina di Pasolini non era una destra storica ma onirica, perché viveva nella dimensione del sogno. Stupido è dunque cercarla nella realtà.

 

Ne parlai anni fa in un mio saggio, ripescando la sua poesia Saluto e Augurio, l’ultima prima di morire che Pasolini scrive quasi presago della sua morte, ed è dedicata a un giovane fascista. In quei versi in friulano Pasolini sciorina la sua destra divina, il suo amore disperato del passato e della tradizione ed esorta il giovane fascista a servire la destra divina attraverso un triplice comandamento: difendi, conserva, prega. La poesia di Pasolini, che si definiva «uno sgraziato reazionario», diventa il viatico del testo di Langone e il triplice imperativo pasoliniano campeggia sotto il titolo del suo libretto.

giorgia meloni

 

Ma, informo Camillo, l’inventore storico e mitico della destra divina è addirittura un Re normanno, Ruggero II Altavilla, che nel sud Italia coniò il mirabile motto: Dextera domini fecit virtutem, dextera domini exaltavit me. Traduco anche se è un latino trasparente: la destra del Signore fece la virtù, la destra del Signore mi esaltò. Insomma la destra divina ha quasi nove secoli, quella umana neanche tre, se partiamo dal Parlamento inglese o dalla Rivoluzione francese (…)

PASOLINI 14PASOLINI 14

 

marcello veneziani foto di bacco

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