SUL CASO CROSETTO-DUBAI QUALCUNO NON LA RACCONTA GIUSTA – IL DIRETTORE DELL’AISE, GIOVANNI CARAVELLI, IERI AL COPASIR HA SPIEGATO CHE “L'INTELLIGENCE ITALIANA IMMAGINAVA IL RISCHIO: AVEVA INFORMATO ANCHE IL GOVERNO CHE UN ATTACCO STATUNITENSE FOSSE ASSAI PROBABILE LASCIANDO INTENDERE QUINDI CHE TUTTI NELL'ESECUTIVO CONOSCEVANO I RISCHI”. ALLORA PERCHÉ SUL PORTALE “VIAGGIARE SICURI”, GESTITO DELLA FARNESINA, TALI RISCHI RELATIVI AGLI EMIRATI ARABI NON ERA SEGNALATI? E PERCHÉ È STATO PERMESSO A UN MINISTRO DI VIAGGIARE SENZA SCORTA A DUBAI, SE TUTTI “CONOSCEVANO” IL PERICOLO IMMINENTE?
GIOVANNI CARAVELLI AL COPASIR - FOTO LAPRESSE
DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...
https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-caos-viaggio-crosetto-dubai-questioni-certe-466357
LE POLEMICHE SUL MINISTRO BLOCCATO A DUBAI. CARAVELLI AL COPASIR: NON SAPEVAMO DEL VIAGGIO
I Servizi non sapevano del viaggio a Dubai del ministro della Difesa Guido Crosetto. E potevano non saperlo perché non era previsto fosse «un viaggio anche istituzionale», come ha detto lo stesso ministro. Ma perché «era una vacanza».
Lo ha spiegato il sottosegretario Alfredo Mantovano, autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, nel corso della presentazione della Relazione annuale degli 007. E lo ha confermato anche davanti al Copasir il direttore dell'Aise, Giovanni Caravelli.
«Il ministro ha detto che aveva necessità di concedersi qualche giorno di ferie con la famiglia; per questo ha usato un volo commerciale per andare a Dubai. Le agenzie di intelligence non monitorano i viaggi privati dei ministri», ha detto
Mantovano che non ha voluto però voluto rispondere su possibili violazioni dei protocolli di sicurezza. Caravelli, davanti al Comitato, ha invece confermato che il ministro - partito il 20 febbraio da Roma - non aveva ritenuto di informare i Servizi della trasferta e che loro avevano saputo che fosse a Dubai.
GIOVANNI CARAVELLI AL COPASIR - FOTO LAPRESSE
Il direttore del servizio estero ha però anche spiegato che, come riferito al Copasir nelle scorse settimane, l'intelligence italiana immaginava il rischio: aveva informato infatti anche il governo che un attacco statunitense fosse assai probabile lasciando intendere quindi che tutti nell'esecutivo conoscevano i rischi.
IRAN: CARAVELLI (AISE), NON DETTAGLI MA SI SAPEVA DA GENNAIO
(AGI) - L'intelligence italiana sapeva dell'attacco in Iran "gia' a partire dal mese di gennaio": lo ha riferito il direttore dell'Aise, Giovanni Caravelli, rispondendo a una domanda sugli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran, a margine della presentazione della Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza.
"Chiaramente non avevamo i dettagli dell'operazione", ha aggiunto il numero uno del Servizio segreto itaaliano per l'estero, "posso dire senza entrare nel merito, che era chiaro quale fosse l'obiettivo dell'operazione militare, anche perche' il dispositivo era abbastanza evidente.
Abbiamo rapporti ottimi e solidi con l'intelligence Usa e quella israeliana, che sono i due principali attori della situazione. Degli obiettivi poi dichiarati dal presidente degli Stati Uniti e dal premier israeliano chiaramente noi abbiamo avuto condivisione".
GUIDO CROSETTO E ANTONIO TAJANI IN AUDIZIONE IN PARLAMENTO - FOTO LAPRESSE


