donald trump - iran - petrolio gas guerra

DONALD TRUMP MEDITA IL FUGONE DALL’IRAN: “STO VALUTANDO IL RIDIMENSIONAMENTO DELL’OPERAZIONE MILITARE IN IRAN. SIAMO VICINI AL RAGGIUNGIMENTO DEI NOSTRI OBIETTIVI”. È UN SUCCESSO TALE CHE IL SEGRETARIO AL TESORO USA, SCOTT BESSENT, ANNUNCIA LO STOP ALLE SANZIONI PER IL PETROLIO DI TEHERAN GIÀ IN NAVIGAZIONE. LA DEROGA VALE UN MESE ED È UNA MOSSA CHIARAMENTE DISPERATA, CHE PERMETTERÀ AL REGIME DEGLI AYATOLLAH DI INCASSARE MILIARDI CON CUI FINANZIARE LA GUERRA – STEFANO STEFANINI: “PER DONALD TRUMP IL MALE ESTREMO NON SONO I MULLAH NÉ I FANTOMATICI MISSILI BALISTICI O LA DEVASTAZIONE DELLE ECONOMIE DEL GOLFO. IL MALE ESTREMO È IL CARO BENZINA NELLE STAZIONI DI SERVIZIO AMERICANE, SPECIE SE SI TRASFERISCE SUL PANIERE DEI CONSUMI DEI CITTADINI E RIACCENDE L'INFLAZIONE A SEI MESI DALLE ELEZIONI DI NOVEMBRE IN CUI SI GIOCA IL RESTO DELLA PRESIDENZA. HA ALZATO LA POSTA E NE CORRE IL RISCHIO. A TUTTO PENSAVA TRANNE CHE AL RISCHIO DI ARRIVARCI CON UN'ECONOMIA CHE PERDE COLPI”

PALAZZI DISTRUTTI DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE

TRUMP, VALUTO RIDIMENSIONAMENTO DELL'OPERAZIONE IN IRAN

(ANSA) - Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un "ridimensionamento" dell'operazione militare.

 

"Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell'Iran", ha scritto Trump che ha poi elencato i suddetti obiettivi.  

 

 "(1) Degradarne completamente le capacità missilistiche, i sistemi di lancio e tutto ciò che vi è correlato.

DONALD TRUMP - PETROLIO

(2) Distruggere l'industria della difesa iraniana.

(3) Eliminare la loro Marina e la loro Aeronautica, inclusi i sistemi d'arma antiaerei.

(4) Non consentire mai all'Iran di avvicinarsi, neppure lontanamente, al possesso di capacità nucleari e mantenere costantemente gli Stati Uniti in una posizione tale da poter reagire in modo rapido e incisivo a una simile eventualità, qualora dovesse verificarsi.

(5) Proteggere, ai massimi livelli, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Kuwait e altri ancora".

 

 

BESSENT, 'IRAN TESTA DEL TERRORISMO MONDIALE, LO STIAMO SCONFIGGENDO'

DONNA PIANGE DI FRONTE A UN PALAZZO DISTRUTTO DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE

(ANSA) - "L'Iran rappresenta la testa del serpente del terrorismo globale e, grazie all'operazione Epic Fury del presidente Trump, stiamo vincendo questa battaglia cruciale a un ritmo persino più rapido del previsto". Lo scrive sui social media il segretario al Tesoro americano annunciando il via libera, temporaneo, alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione.

 

 "In risposta agli attacchi terroristici dell'Iran contro le infrastrutture energetiche globali, l'amministrazione Trump continuerà a dispiegare la potenza economica e militare dell'America per massimizzare il flusso di energia verso il mondo, rafforzare l'offerta globale e adoperarsi per garantire la stabilità del mercato", ha sottolineato Bessent.

 

 

TRUMP, 'STRETTO DI HORMUZ SIA PATTUGLIATO DA CHI LO USA, NON DA NOI'

scott bessent al world economic forum di davos - foto lapresse

(ANSA) - Donald Trump scarica sull'Europa ed altre nazioni la responsabilità di garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz. "Sia pattugliato da chi lo usa, non da noi", ha detto il presidente in un lungo posto su Truth.

 

"Lo stretto di Hormuz dovrà essere pattugliato e presidiato, secondo necessità, dalle altre nazioni che lo utilizzano, gli Stati Uniti non lo fanno!", ha scritto Trump "Se richiesto, assisteremo questi Paesi nei loro sforzi relativi a Hormuz, ma ciò non dovrebbe essere necessario una volta debellata la minaccia dell'Iran. È importante sottolineare che per loro si tratterà di un'operazione militare facile", ha aggiunto il tycoon.

 

BOMBARDAMENTI AMERICANI SU TEHERAN

USA DANNO VIA LIBERA A VENDITA PETROLIO IRANIANO GIÀ IN NAVIGAZIONE

(ANSA) - Gli Usa hanno dato il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione

 

In un lungo post sui social media il segretario al Tesoro Scott Bessent precisa che si tratta di un'autorizzazione "a breve termine, mirata e circoscritta, che consente la vendita del petrolio iraniano attualmente bloccato in mare".    

 

SOCCORRITORI DOPO UN ATTACCO A TEHERAN

"Al momento, il petrolio iraniano soggetto a sanzioni viene accumulato dalla Cina a prezzi stracciati. Sbloccando temporaneamente questa offerta già esistente e rendendola disponibile al mondo intero, gli Stati Uniti immetteranno rapidamente sui mercati globali circa 140 milioni di barili di petrolio, incrementando la disponibilità energetica mondiale e contribuendo ad alleviare le temporanee tensioni sull'offerta causate dall'Iran", ha sottolineato Bessent precisando che "utilizzeremo i barili iraniani contro Teheran per mantenere bassi i prezzi, mentre proseguiamo l'Operazione Epic Fury".

 

"Questa autorizzazione temporanea e di breve durata è rigorosamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti né nuova produzione", ha ribadito il segretario al Tesoro.

 

MEME SUL CARO BENZINA

TESORO USA, PERMESSO PER VENDERE IL PETROLIO IRANIANO FINO AL 19 APRILE

 (ANSA) - L'autorizzazione annunciata dal segretario al Tesoro americano per la vendita di petrolio iraniano già in navigazione sarà in vigore fino al 19 aprile, quindi per un mese. Lo si legge nell'ordinanza pubblicata sul sito del Dipartimento del Tesoro. Scott Bessent si era limitato a dire che si trattava di un'autorizzazione "temporanea e mirata".

 

IRAN, 'NON ABBIAMO ECCEDENZE DI GREGGIO DA OFFRIRE AI MERCATI GLOBALI'

(ANSA-AFP) - L'Iran ha dichiarato di non avere eccedenze di petrolio greggio da offrire ai mercati internazionali, dopo che il segretario al Tesoro statunitense ha affermato che Washington potrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano in transito in mare. "Attualmente, l'Iran non ha praticamente più eccedenze di petrolio greggio in mare o da fornire ad altri mercati internazionali, e la dichiarazione del segretario al Tesoro statunitense ha il solo scopo di dare speranza agli acquirenti", ha scritto il portavoce del ministero del Petrolio iraniano, Saman Ghoddoosi su X.

 

a teheran piove petrolio 2

 

SDOGANARE IL PETROLIO IRANIANO L'ULTIMA GIRAVOLTA DEL TYCOON

Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

Teheran ringrazia la Casa Bianca. Ad un Iran economicamente barcollante è stata gettata un'inaspettata ciambella di salvataggio. Non sono state mani amiche, cinesi o russe, a lanciarla, bensì americane.

 

Nella notte Washington ha improvvisamente comunicato [...] che sarà consentita (temporaneamente) la vendita del petrolio iraniano attualmente bloccato in mare. La scopo è "liberare" circa 140 milioni di barili già in circolazione per aumentare la disponibilità sui mercati mondiali.

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

Il contrasto con Israele, che il giorno prima aveva attaccato il maxi-giacimento gasiero di South Pars, non potrebbe essere più stridente.

 

[...] L'una vuol distruggere quanto più possibile della Repubblica islamica, capacità militari, dirigenza, infrastrutture energetiche e produttive. La seconda, per quanto inafferrabile nelle finalità ultime, segue una logica di vittoria militare senza rischi politici e/o economici. E quindi a mali estremi, estremi rimedi.

Il prezzo del petrolio sale.

 

Qua e là l'oro nero scarseggia.

PERSONE IN FUGA DOPO UN ATTACCO DI USA E ISRAELE A UN COMMISSARIATO DI POLIZIA A TEHERAN

Ancora più caro. Via libera al petrolio russo. Il Brent si ostina sopra i 100 dollari a barile.

Mettiamo dunque sull'assetato mercato anche il greggio iraniano. Regime internazionale sanzionatorio imposto da Teheran col beneplacito Onu? Chi era costui? Ben venga anche il petrolio degli ayatollah se tiene la benzina sotto i 5 dollari a gallone in Ohio.

 

Per Donald Trump il male estremo non sono loro, i mullah che imbarbariscono un'antica, orgogliosa, nazione. Non sono i fantomatici missili balistici intercontinentali in grado di raggiungere l'America – mentre quelli in uso fanno da piattelli per il tiro al volo israeliano. Non sono i circa 500 kg di uranio arricchito al 60%.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - NETANYAHU TIENE AL GUINZAGLIO TRUMP

Non è la devastazione delle economie del Golfo dove era stato accolto trionfalmente, con munifici doni, meno di un anno fa. Non sono certo i patemi energetici degli ingrati europei che non sono scattati sull'attenti alla chiamata alle armi.

 

Il male estremo è il caro benzina nelle stazioni di servizio americane, specie se si trasferisce sul paniere dei consumi dei cittadini e riaccende l'inflazione e blocca la discesa dei tassi d'interesse, come appena detto dallo scomodo Jerome Powell che non si è ancora levato di torno dalla Fed.

 

Questo a sei mesi dalle elezioni di novembre in cui Trump si gioca il resto della presidenza. Ha alzato la posta e ne corre il rischio. A tutto pensava tranne che al rischio di arrivarci con un'economia che perde colpi.

 

Fin dall'inizio, la guerra all'Iran ha messo Donald Trump in difficoltà. Non tanto sul piano militare, ma su quello economico e politico. Sul primo,  [...] è lunga, costosissima ma sostenibile fino a che non ci sono praticamente perde di vite umane.

 

a teheran piove petrolio 3

Trump può dichiarare vittoria in qualsiasi momento – difatti lo fa – anche se non riesce a far cadere il regime. [...]

 

Fatto sta che il Presidente americano si è fatto cogliere in contropiede da uno sviluppo ampiamente previsto: interruzione delle forniture energetiche dal Golfo e impennata del prezzo di petrolio e gas. Né l'una né le altre perturbazioni passeggere. Durano fino a che l'Iran controlla lo Stretto e centellina i passaggi.

 

Fin dal primo momento Donald Trump ha reagito affannosamente. Dopo la fantasiosa, e subito dimenticata, proposta di assicurazione offerta dal Tesoro Usa ai transiti attraverso Hormuz, il Presidente americano è passato a due approcci.

 

NAVE DA GUERRA IRANIANA SILURATA DA UNA SOTTOMARINO USA - 1

L'uno consiste nel far immettere sul mercato mondiale quantitativi di petrolio teoricamente "sanzionato", russo e adesso forse anche iraniano. Incurante delle negative conseguenze geopolitiche.

 

Putin ringrazia, incassa soldi freschi per la sua macchina da guerra e decide di non far neanche più finta di negoziare sull'Ucraina.

 

Il secondo approccio è la forzosa riapertura di Hormuz. La si può realizzare in due modi: scortando e proteggendo il naviglio; prendendo il controllo dello Stretto. Il primo difensivo, il secondo necessariamente offensivo. L'uno non esclude l'altro. I Paesi occidentali, Italia compresa, che hanno promesso un "contributo" aderiscono al primo, in chiave esclusivamente protettiva delle navi commerciali, pur esponendosi al rischio di rappresaglia iraniana. Ma il solo scortare è obiettivamente aleatorio e non a prova di qualsiasi attacco.

 

BASE DI DRONI BOMBARDATA DA USA E ISRAELE IN IRAN

Trump medita dunque anche il secondo. Torna quindi a parlare di Marines da inviare a terra – non più tardi di ieri li aveva esclusi. Dalla sponda iraniana le guardie rivoluzionarie rispondono di aspettarli a piè fermo. Forse ci ripenserà di nuovo, forse no.

 

Dopo tre settimane, la guerra all'Iran continua e si allarga. Sta diventando la guerra per Hormuz. È un cordone ombelicale per le economie occidentali e mondiali. Volenti o nolenti, l'Europa e l'Italia vi si trovano coinvolte.

PETROLIERA COLPITA DALL IRAN NELLE ACQUE DEL GOLFO PERSICO RADAR BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRANa teheran piove petrolio 1RIFUGIO PER AEREI BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRANNAVE DA GUERRA IRANIANA SILURATA DA UNA SOTTOMARINO USA - 3

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